6 febbraio 2008

Scenari per la prossima presidenza regionale siciliana

Il rebus del totopresidente

di Andrea Cottone
da isolapossibile.it

Il Pd pone il veto su Rita Borsellino e vorrebbe candidare uno dei suoi. Il Pdci propone anche Rosario Crocetta. Nel centro-destra è una partita a scacchi che, però, si vince a Roma

Il rebus del candidato alla presidenza della Regione si interseca sempre più con il grande rebus nazionale sulla soluzione della crisi. E’ questo lo scenario che appare dalle dichiarazioni delle diverse forze politiche di centro-sinistra e di centro-destra.

Centro-sinistra: Borsellino, Finocchiaro, Lo Bello e Crocetta. Il Pd mette il veto sulla candidatura di Rita Borsellino, caldeggiata, ma non troppo, dalla Sinistra arcobaleno (Prc, Pdci, Verdi, Sd). "Il Pd rappresenta l’80 per cento della coalizione - ha detto il segretario regionale Francantonio Genovese - e gli spetta dettare le linee della coalizione ed esprimere un proprio candidato". Che non sarà la capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, che ha declinato l’invito lanciato da Antonello Cracolici, capogruppo del Pd all’Ars.

Così come non sarà il presidente di Sicindustria, Ivan Lo Bello, a candidarsi nelle fila dell’Unione, nonostante la sponsorizzazione anche del presidente della commissione Affari costituzionali alla Camera, Luciano Violante: “può essere l’uomo giusto”. L’ultimo nome che trapela dalla sinistra dell’arco politico è quello del sindaco di Gela, Rosario Crocetta. A sostenerlo è il suo partito, il Pdci, che lo preferirebbe anche alla Borsellino.

Centro-destra: Lombardo, Alfano, Romano, Prestigiacomo, Cascio e Pagano. Una partita a scacchi quella che si sta giocando fra i partiti della maggioranza regionale. Il nome che più circola come potenziale candidato è quello di Raffaele Lombardo, fondatore del Movimento per l’Autonomia. Un nome che, però, starebbe inviso ai forzisti, per via delle beghe del partito autonomista con gli azzurri catanesi. Giuseppe Castiglione e Raffaele Lombardo sono, infatti, in guerra da sempre. Infine Lombardo sarebbe tentato, in caso di elezioni politiche immediate, di correre per una poltrona governativa nel prossimo eventuale governo di centro-destra.

In quel caso lascerebbe la corsa al presidente della Regione proprio a Forza Italia. Il partito di Berlusconi converge, soprattutto, sul nome del coordinatore regionale Angelino Alfano. Lui preferirebbe un incarico a Roma, magari anche nella fondazione del “Partito delle libertà”. Insomma, sarà Berlusconi a decidere il futuro del deputato regionale agrigentino. In altternativa, sempre in Forza Italia, la candidatura di Stefania Prestigiacomo accontenterebbe anche chi nel partito si ritrova sulle posizioni di Gianfranco Micciché che ancora ieri ha ribadito: “Ci vuole una rottura più netta rispetto al passato, ci vuole un nome forte”. Che non può essere quello di Saverio Romano, coordinatore regionale Udc. Il suo è un nome troppo vicino a quello di Cuffaro.

Giocano a incroci i partiti del centrodestra perché, fondamentalmente, le scelte dipendono da Roma. Alleanza Nazionale, col suo segretario regionale, Pippo Scalia, appoggia Lombardo (nella foto): “un partito autonomista si deve misurare con gli affari regionali”. Nino Dina, capogruppo Udc all’Ars, sosterebbe Alfano ma con riserva (“in questo momento ogni partito sta piazzando la sua bandierina”). Foza Italia sostiene Alfano, la Prestigiacomo ma anche, con sponsor d’eccezione Ciccio Musotto, Cascio e Pagano. Lombardo e l’Mpa porterebbero, invece, Saverio Romano. Forza Italia non rinuncerà alla sua candidatura ma queste cose saranno decise a Roma.

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