23 marzo 2008

Segreti dell’urna: le dieci cose che (forse) non sapete sulle elezioni

Ecco dieci cose che (forse) ancora non sapete sulle elezioni politiche del 13 e 14 di aprile.

da http://blog.panorama.it/

1) Silvio Berlusconi ha ufficialmente concesso circa 25 seggi ai partiti minori del Pdl. In realtà sono più o meno 35. Ma alla Camera sono proprio 25. Come mai? Perché 340 sono i seggi che il premio di maggioranza attribuisce a chi vince le elezioni alla Camera, meno 25 fa 315. Ovvero la maggioranza che gli serve per governare, anche se i piccoli della sua coalizione facessero le bizze.

2) Perché mai i piccoli, anzi piccolissimi, partiti si presentano alle elezioni con una lista e un candidato premier, anche se lo sbarramento alla Camera è di fatto quasi il 4% e al Senato circa l’8%? Perché basterà raggiungere l’1% e si avrà diritto al rimborso elettorale. Ovvero ad un euro per ogni voto in ciascuna delle due Camere. Nel caso dell’1% sono circa 5 mln di euro l’anno. Un maxi assegno la cui prima tranche verrà staccata il 31 luglio 2008.

3) In caso di vittoria del Pdl uno scenario molto accreditato che gira a Montecitorio sulla ripartizione dei seggi è il seguente: Pdl 340, Pd-Idv 165/180, Sinistra Arcobaleno 50/60, Unione di Centro 20, Destra 12/15, Mpa 8/10, Altri 5/10.

4) Emanuele Filiberto di Savoia è candidato alla Camera nella circoscrizione Europa degli italiani all’estero con il suo movimento “Valori e futuro”. Se eletto - ha detto il principe - sarà vicino al centrodestra.

5) Lo scenario di un pareggio al Senato è verosimile perché il meccanismo elettorale di palazzo Madama si basa sui premi di maggioranza regionali e non favorisce in alcune regioni il centrodestra. Nelle regioni che il Pdl dovrebbe conquistare agevolmente e largamente, come la Lombardia o il Veneto, i collegi che non vengono dati al premio di maggioranza vengono ridivisi tra gli altri: ma gli altri – visto che per andare a sedersi su un seggio del Senato bisogna prendere almeno l’8% dei voti – in queste regioni potrebbero essere solo il Pd, visto che né il Centro né la Sinistra Arcobaleno in quelle zone sono forti. Viceversa in regioni come l’Emilia Romagna o la Toscana, dove il Pd la fa da padrone, il resto dei voti il Pdl lo dovrà dividere con la Sinistra Arcobaleno che lì supererà l’8%. Stesso meccanismo che potrebbe accadere in Sicilia, Campania e Puglia.

6) Ormai tutti sanno che Clemente Mastella, dopo 32 anni di onorata carriera tra Montecitorio e palazzo Madama, non si ricandiderà. Ma forse non tutti sanno che, per legge, avrà una super liquidazione “per il reinserimento della vita sociale” di 300 mila euro.

7) La campagna elettorale, senza considerare gli altri (e gli alti) costi come quelli relativi al voto, farà sborsare alle già esangui casse dello Stato circa 80 milioni di euro. Facendo invece i conti in tasca alle cinque formazioni principali in lizza in questa tornata elettorale si scopre che il Pdl spenderà dai 20 ai 30 milioni di euro, il Pd tra i 15 e i 18 milioni, la Lega Nord 2 milioni e mezzo, l’Udc 16 milioni, la Sinistra Arcobaleno 8, La Destra 5.

8) La scelta di andare in solitaria è per il Pd uno dei perni della strategia elettorale di Walter Veltroni (e uno dei motivi, secondo la sinistra, dell’implosione della vecchia maggioranza prodiana). Eppure nell’homepage del sito di Ermete Realacci, uno dei più alti e ascoltati dirigenti democratici, campeggia: “Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme agli altri”.

9) Sono gli unici due candidati premier accreditati della possibile vittoria: Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Entrambi dicono di voler innovare il Paese. Ma nessuno dei due ha un sito personale ma solo quelli dei fan e del partito.

10) “Silvio c’è” e “Walter può”. Il primo non è solo il refrain del motivo dedicato al candidato premier del Pdl; e il secondo non è solo il sunto dello slogan di Veltroni (la traduzione dello slogan che i democratici hanno mutuato da Barak Obama: yes, we can). Sono anche i nomi di due “automodelli” da collezione riproducenti una vecchia Fiat 500, quella del 1957, celeste Pdl per il Cavaliere e verde Pd per l’ex sindaco di Roma. Li ha realizzati la Brumm, un’industria molto nota tra i collezionisti e specializzata in queste riproduzioni in miniatura. I numeri? Durante la distribuzione omaggio alla clientela, allo scorso Hobby Model Expo Professional, i 100 modellini di “Silvio c’è” sono stati a ruba; dei 100 proposti per “Walter può” ne sono avanzati 10. Dieci come i punti che, stando agli ultimi sondaggi, dividono il Cavaliere da Veltroni.

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