10 marzo 2008

Suicidio di Stato: al Signor Presidente della Repubblica



Il servizi tv riguardanti l'aggressione subita da Fabio Piselli nel novembre 2007

Il nome di Fabio Piselli arrivò alla conoscenza del grande pubblico in seguito alla riapertura dell'inchiesta sul caso "Moby Prince". Come persona informata sui fatti, riuscì a raccogliere elementi importanti per il raggiungimento della verità, ma nel novembre 2007 subì un'aggressione che condizionò, oltre l'inchiesta in corso, inevitabilmente tutta la sua vita: personale, professionale e familiare. Per saperne di più puoi leggere il suo blog: http://fabiopiselli.blogspot.com/ o ancora l'intervista rilasciata mesi fa qui. Il tempo trascorso da quell'aggressione non sembra aver risolto i suoi problemi, anzi ultimamente sono anche aumentati e peggiorati. Tanto da portarlo a scrivere una lettera aperta direttamente al capo dello stato:

di Fabio Piselli

Sono Fabio Piselli, recentemente sopravvisuto ad una aggressione da parte di ignoti, i quali dopo avermi stordito mi hanno lasciato nella mia auto che hanno dato alle fiamme con me dentro.

Questi fatti sono stati ricondotti alle indagini condotte dalla magistratura livornese relative la tragedia del traghetto Moby Prince nella quale persero la vita almeno 140 persone.

Ho per questo assunto sia l'ufficio di testimone, persona informata sui fatti, sia quello di parte offesa, fornendo le notizie in mio possesso alla Procura della Repubblica procedente, svolgendo confronti con operatori delle forze speciali e del Sismi, con operatori della Base americana di Camp Darby e sostanzialmente accettando ogni richiesta da parte degli inquirenti ai quali non ho mai fatto mancare la mia più ampia collaborazione, affrontandone tutti i rischi e cosciente delle responsabilità che mi sono assunto in tal senso e del fatto che quanto da me raccontato necessiti una verifica importante e non facile da condurre, a causa dei numerosi filtri isituzionali che ostacolano le indagini.

Mi riferisco a quei personaggi che fanno del proprio ruolo istituzionale un alibi ed uno strumento per tutelare i propri interessi privati, di grembiule o referenti alla struttura alla quale appartengono, presumibilmente non istituzionale ma sostanzialmente istituzionalizzata atteso la capacità di controllo e di inquinamento delle informazioni e delle indagini giudiziarie.

Nel corso degli anni, dopo aver servito lo Stato come sottufficiale volontario paracadutista dell'Esercito, ho prestato la mia collaborazione a quelle strutture ausiliare per i servizi di Polizia Giudiziaria, chiamato da un ex Generale del Sismi e da altri operatori tutti provenienti dalle FF.AA. dalle FF.PP. e dai servizi d'intelligence che le coordinavano, affiancando la PG nelle indagini elettroniche e nelle attività di penetrazione degli obiettivi d'interesse operativo indicati dalla Procura procedente ove piazzare i sistemi di ascolto e d'intercettazione audio, video, tracciamento.

Fra le numerose operazioni ho preso parte a quella relativa alle indagini contro il c.d. mostro di Firenze e contro i responsabili della morte di Francesco Narducci, affiancando i miei colleghi nelle attività svolte presso il GIDES, gruppo investigativo delitti seriale della Polizia di Stato, ex SAM, con sede a Firenze.

Mi sono trovato perciò a vario titolo coinvolto nei casi più inquietanti della storia italiana, la più grande tragedia della marineria e la serie di delitti compiuti da un presunto gruppo di amici di merende su mandato dei c.d. livelli superiori, i quali hanno causato altri delitti, fra questi quello di francesco Narducci. In quest'ultimo caso ho potuto assistere ad alcuni eventi che ho giudicato degni della attenzione dei Magistrati, ai quali ho trasmesso il contenuto di alcune intercettazioni che interessavano degli operatori dello Stato, i quali da come si evince dalle intercettazioni stesse non hanno presumibilmente compiuto degli atti fedeli al mandato ricevuto,. al contrario, hanno presumibilmente inquinato. Continua a leggere

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