5 aprile 2008

Il Vaffa di Sonia "Sicilia, svegliati"

VERSO IL VOTO, UNA CAMPAGNA CONDOTTA VIA INTERNET. La sfida della grillina a Lombardo e Finocchiaro: «Il V-people è con noi, ma io dico attenti ai brogli»

di FEDERICO GEREMICCA
da lastampa.it

Rita Borsellino ci ha provato fino all’ultimo a impedire che l’esperimento avesse luogo proprio lì, consapevole che si sarebbe trasformato in un’altra rogna nella già disperata guerra siciliana: ha scritto a Beppe Grillo e gli ha chiesto di lasciar perdere. Naturalmente, sapeva che era difficile e che la cosa era ormai molto avanti: infatti era stato proprio a lei, all’inizio, che avevano chiesto di benedire il battesimo elettorale dei «grillini» che scendono in politica. «Amici di Beppe Grillo con Rita Borsellino presidente»: la lista avrebbe dovuto chiamarsi così, con l’obiettivo dichiarato di incanalare la rabbia e la delusione dell’antipolitica contro Raffaele Lombardo e Anna Finocchiaro, lanciati nella corsa alla presidenza della Regione Siciliana. Ma Rita Borsellino ha detto no, ha scelto di unirsi al Pd nella resistenza alla marcia del centrodestra e ora, seduta al tavolino di un bar, ecco chi ha preso il suo posto alla guida dei «grillini» di Sicilia.

Si chiama Sonia Alfano, ha 36 anni, tre figli, una bell’aria tosta e la mafia le uccise il padre - Beppe, un giornalista - due giorni dopo la Befana del 1993. Racconta di Grillo e della lista, e sembra di star ad ascoltare un tecnico informatico: rete, post, meetUp, blog, e-mail... E in effetti è ancora attraverso la rete - dopo l’epopea disordinata del Grillo Uno, cioè il Vday e l’attacco alla «casta» - che il Grillo Due prova a dar ordine ai suoi seguaci. «L’idea della lista è nata dalla rete, quando a Palermo si riunirono i responsabili dei meetUp provinciali. La domenica dopo mi chiamarono e mi chiesero se volevo candidarmi alla presidenza della Regione alla guida dei "grillini". Loro erano già in contatto con Beppe, come del resto anch’io: ci siamo tutti più o meno conosciuti in rete, e poi di persona, nelle battaglie del movimento "E adesso ammazzateci tutti", in difesa di De Magistris e contro Mastella». Il cellulare suona a ripetizione, Sonia non risponde. «Telefonai a Beppe. Lui mi disse "state attenti, siate prudenti, queste elezioni sono un gioco al massacro"... Di lì in poi, però, passo passo assieme. Il nome della lista, gli slogan, il tipo di campagna...».

Beppe Grillo ha esaminato i certificati penali di tutti i «grillini» candidati. E via via s’è tanto appassionato all’avventura siciliana da trasformarla in una sorta di laboratorio delle possibilità di mutare l’antipolitica in «altra politica»: cioè, eleggere «grillini» nelle istituzioni. In istituzioni importanti. Anche per questo l’ultimo fine settimana l’ha passato qui, sull’isola, in un duro tour tra Caltanissetta e Catania, Palermo e Messina, non diversamente da un qualunque altro leader in campagna elettorale. Le sue uscite, però, non sono né comizi né spettacoli: sono randellate, sberleffi a Psiconano e Topo Gigio, invettive contro una certa idea di modernità e gavettoni e sputi a giornalisti e cameramen assiepati sotto il palco. Il prossimo Vday, il 25 aprile, sarà contro l’informazione. E Grillo, urlando dal palco, lo prepara così, indicando ai «grillini» il prossimo nemico: «Giornalisti merde. Se stiamo sprofondando è colpa dei politici ma anche vostra. Ho esagerato chiamandoli merde? Va bene, diciamo merdine...».

Naturalmente, quando uno poi scende in politica - anche se in nome di un’«altra politica» - rischia dei mezzi scivoloni, identici a quelli dei politici «veri». Per esempio: l’indicazione di Grillo ai suoi amici per le elezioni del nuovo Parlamento è di non andare a votare («Dieci anni fa avrei avuto vergogna a dirlo: oggi ne vado fiero»), ma in Sicilia sì. O meglio sì per Sonia Alfano alla Regione, ma no per chiunque altro a Camera e Senato. E se gli si chiede se non sia un modo di aiutare Berlusconi lui risponde: «E chi se ne frega?! Non ve ne accorgete che sono morti tutti e due, sia Veltroni che Berlusconi? E se anche vince lo Psiconano, scommettiamo che in due anni cade anche lui?». E’ convinto che siano allo stremo, che ancora un po’ e vien tutto giù: «Sono vecchi, non ce la fanno. Hanno paura: hanno preso il mio Vday e lo stanno applicando alla lettera: non vogliono più l’auto blu, si riducono gli stipendi, rinunciano ai loro privilegi... Fanno ridere, sono morti e non se ne sono accorti».

Anche in Sicilia sono morti? Sonia Alfano dice di sì, ma non deve esserne granché convinta, se ha chiesto l’arrivo di osservatori internazionali che vigilino sulla regolarità delle elezioni. «Nei quartieri più poveri è già cominciata da un pezzo la compravendita dei voti - dice -. Le città sono tappezzate di manifesti abusivi e la settimana scorsa un sondaggio ha rivelato che solo il 20% dei siciliani sa dell’esistenza della nostra lista. Noi sappiamo che non vinceremo le elezioni, ma vorremmo - almeno - perdere senza imbrogli». Comunque sia: due settimane e vedremo quanti sono gli amici di Grillo in Sicilia (i sondaggi oscillano intorno al 2 per cento) e che futuro attende l’antipolitica che cerca di farsi «altra politica». Con Beppe e i suoi amici si può essere in disaccordo su tante cose, ma sul rischio brogli no. Due presidenti di seggio sono in carcere da 4 giorni per aver falsato le elezioni comunali dell’anno scorso: avevano votato e infilato nelle urne centinaia di schede per fare eleggere parenti e amici. Insomma, altro che morti...

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