7 aprile 2008

Totò Cuffaro ha ancora la scorta. Perché?

Il Silp chiede spiegazioni al governo: "Come mai un politico condannato per un reato grave ha lo stesso trattamento di chi lotta il racket?”

da 90011.it

Si è dimesso il 26 gennaio dalla carica di presidente della Regione Sicilia, ma gode ancora del privilegio della scorta. Sarebbe questo il motivo dell´ultima polemica nata intorno al nome di Salvatore Cuffaro. Ancora oggi, infatti, l´ex governatore risulta scortato dagli agenti dell´ufficio speciale della polizia dello Stato, che si trova all´interno di Palazzo d´Orleans. Nell´ufficio di cui fanno parte una sessantina di poliziotti, una decina sono attualmente impegnati nel servizio scorta, che spetta ai presidenti della Regione siciliana.

La denuncia arriva dal segretario nazionale del Silp – Sindacato Italiano Lavoratori Polizia- per la Cgil, Federico Schillaci, che davanti a circa 150 poliziotti riuniti in assemblea nella sede della Questura di Palermo, avanza la questione aprendo alcuni interrogativi.

"Vogliamo sapere per quale motivo Salvatore Cuffaro, condannato in primo grado a cinque anni per avere favorito singoli mafiosi e dimessosi subito dopo da presidente della Regione siciliana, ancora oggi sia scortato da agenti della polizia dello Stato e sia tutelato alla stessa maniera del procuratore nazionale Piero Grasso e dei tanti magistrati che lottano ogni giorno contro Cosa nostra e rischiano la vita".

Secondo il sindacato di polizia della Cgil, infatti, il mantenimento della scorta a Cuffaro "crea confusione e disorienta l´opinione pubblica, che non capisce perché un politico condannato per un reato grave, anche se bisogna attendere gli altri due gradi di giudizio prima di trarre conclusioni definitive, debba avere la scorta così come i magistrati e gli imprenditori che denunciano il racket del pizzo".

In considerazione del fatto che nonostante l´ufficio della Polizia di Stato si trovi all´interno della sede della Presidenza della Regione, non dipende dalla Questura di Palermo, ma direttamente dal ministero degli Interni. La questione posta da Schillaci passa direttamente al governo a cui viene chiesto in pratica "di fare chiarezza sulla vicenda e sul perché viene mantenuta la scorta a Cuffaro sebbene non sia più il presidente della Regione".

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