8 luglio 2008

Sbarre allentate per i mafiosi

Giustizia. Il "41 bis" non è più quello di una volta, e a beneficiarne sono boss mafiosi ritenuti responsabili di omicidi come quelli perpetrati a Milano, Firenze e di Roma nel '93, quale ritorsione al provvedimento del carcere duro. Le famiglie dell'Associazione vittime di via dei Georgofili si ribellano. Veltroni è con loro, Gasparri meno

da http://www.aprileonline.info/

"Iddu pensa solo a Iddu". Così commentavano i mafiosi rinchiusi in carcere nel 2002, stretti nella morsa del 41 bis, quando pochi mesi prima il proprietario della villa di cui Vittorio Mangano era stalliere aveva vinto le elezioni, diventando per la seconda volta presidente del Consiglio, grazie anche al "cappotto" realizzato in Sicilia ai suoi avversari politici: 61 deputati sui 61 in palio nella regione, tutti per l'allora Casa delle (cosiddette)Libertà.

"Iddu pensa solo a Iddu" significava dunque che il Cavaliere (tessera P2 1816, in circostanze come queste vale sempre la pena rammentare) non aveva mantenuto le promesse, non avendo allentato la durezza della detenzione patita sotto il 41 bis, provvedimento messo in funzione subito dopo la morte di Paolo Borsellino, che seguì di nemmeno due mesi quella del suo collega e inseparabile amico Giovanni Falcone. A supporto di tale teoria la curva dello stadio della Favorita di Palermo, che sempre nel 2002, nel corso della partita tra la squadra di casa e l'Ascoli, esibì uno striscione molto grande con sopra scritto: "Uniti contro il 41 bis. Berlusconi dimentica la Sicilia"(foto in alto).

Tutto questo per dire che forse non è un caso che l'azione di "allentamento" del carcere duro, che negli ultimi giorni ha provocato l'annullamento del provvedimento per ben 37 capicosca, sia arrivato proprio in questo delicato momento politico e istituzionale. Un provvedimento preso dai giudici dei tribunali di Sorveglianza, visto che "non essendo dimostrata la persistente capacità del detenuto di mantenere tuttora contatti con l'associazione criminale di appartenenza", e che decidono di annullare ai 37 boss il duro regime carcerario. Da ricordare che alcuni dei criminali in questione sono stati condannati per le stragi di via d'Amelio e poi di Roma, Milano e Firenze. L'ultimo provvedimento, pochi giorni fa, ha riguardato Antonino Madonia, il capofamiglia di Palermo che in gioventù assassinò, tra gli altri il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa e il commissario Ninni Cassarà.
Ora il "nuovo" 41 bis, reso definitivo nel 2004, sembra ben più morbido rispetto a quello che nel 1992 venne applicato ai capimafia detenuti nelle carceri di Pianosa e l'Asinara. Un trattamento "particolare", voluto dall'allora ministro socialista Claudio Martelli, che riuscì ad ottenere come risultato anche molte collaborazioni con la giustizia, e che provocò la reazione dell'organizzazione criminale proprio con le stragi del 1993 a Milano, Firenze e Roma.
E proprio Giovanna Baggiani Chelli, dell'Associazione familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili., è tra le prime a denunciare l'allentamento delle sbarre per i mafiosi: "Il Tg1 delle 1,04 di questa notte -dice riferendosi alla notizia "lavorata" dall'informazione pubblica- sull'argomento abolizione "41 bis" ai mafiosi, è stato un telegiornale della Rai che ci ha fatto vergognare di appartenere ad un Paese dove non è più possibile contare sulla libertà di espressione. La Rai ha confinato una notizia di vitale importanza per la democrazia di questo Paese a notte fonda, potremmo dire all'ora della strage di via dei Georgofili. Inoltre i 30 secondi destinati a noi per poter dire quanto pensiamo sull'annullamento del 41 bis a macellai quali Giuseppe Barranca e Gioacchino Calabro, stragisti di via dei Georgofili, non sono stati neppure trenta secondi, ma molto meno. Agiremo come meglio riterremmo opportuno, anche con la protesta di piazza, - conclude - se nelle prossime ore non avremmo chiari segnali che il Governo sta prendendo provvedimenti sul fronte del '41 bis per i mafiosi rei di strage".

Walter Veltroni si associa al grido di rabbia dei familiari delle vittime: "Condivido la preoccupazione e la rabbia dei familiari delle vittime di mafia sul 41 bis. Certe decisioni che stanno allentando il regime carcerario per boss mafiosi, responsabili di omicidi e attentati, sono ingiustificate e rischiano di vanificare la lotta dello Stato alle cosche e alla malavita organizzata".

Ma alle parole del segretario Pd, nel solito gioco della supremazia politica al di là di ogni rispetto etico e morale, risponde subito a suo modo uno stizzito Maurizio Gasparri: "Veltroni fa bene a preoccuparsi per l'attenuazione del 41bis, il regime carcerario duro per i boss delle cosche. Dovrebbe però sapere che la sospensione del 41 bis per molti boss delle cosche viene decisa dai magistrati del Tribunale di sorveglianza. Già nei giorni scorsi ho invitato il Csm ad abbandonare le battaglie politiche per preoccuparsi della criminale politica di favoreggiamento della mafia che molti magistrati stanno attuando, sospendendo il carcere duro per i capi della criminalità organizzata. Sono magistrati che godono di molte ferie, che vorrebbero stipendi più lauti, e che aiutano i mafiosi. Di questa vergogna si devono occupare le organizzazioni dei magistrati che, invece, si trasformano in militanti al servizio di Walter Veltroni".

Nel cercare di indicare un equilibrio istituzionale alle posizioni politiche sembrano impegnate le parole di GInacarlo Caselli: "Il 41 bis negli anni ha subito un depotenziamento, e serve un aggiornamento. E' una norma intrisa dell'intelligenza di due grandi magistrati come Falcone e Borsellino, ma serve un aggiornamento sulla base delle esperienze e dei mutamenti".

Un aggiornamento magari sì; un depotenziamento, magari no. Anche perché "Iddu" pare non pensi più solo a se stesso. Almeno in questo caso.

Approfondimento: Articolo 41 bis

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