9 settembre 2008

La Russa omaggia i militari di Salò

"La Russa omaggia i militari di Salò, immediato lo stop di Napolitano". Visto com'era strutturata la RSI possiamo intuire che il prossimo omaggio sarà direttamente al Führer? Vediamo a quale altra "splendida" azione, e/o dichiarazione pubblica, ci faranno assistere esterreffatti gli attuali ministri della nostra repubblica italiana.
Questo blog condivide totalmente la risposta immediata e necessaria dell'ANPI:




"Continuano a sovvertire la storia per dare assalto all'antifascismo, alla democrazia e alla liberta'". Cosi' l'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi) commenta le dichiarazioni rilasciate dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, secondo cui "anche i militari dell'RSI combatterono per la difesa della Patria". Di fronte a questa che i partigiani definiscono un'"espressione di un revisionismo che pone sul medesimo piano storico ed etico dittatura e liberta', totalitarismo e democrazia", l'Anpi Nazionale ribadisce "quella che e' una verita' storica inoppugnabile: in Italia c'e' chi si e' battuto per ridare liberta' e dignita' alla nazione, i partigiani, i 600 mila militari deportati nei campi di concentramento nazisti e le truppe angloamericane, e chi per riaffermare un dominio assoluto e criminale, ricorrendo anche a stragi di civili innocenti e deportazioni, cui parteciparono attivamente i militari della Repubblica di Salo' gia' considerati dall'allora legittimo governo italiano collaborazionisti dei nazisti e quindi perseguibili penalmente".

L'Anpi fa sue le parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano pronunciate proprio in occasione della celebrazione per il 65esimo anniversario della difesa di Roma a Porta S. Paolo: "Ho parlato e l'ho sempre sottolineato anche nelle celebrazioni della festa del 25 aprile, a Cefalonia come a Genova, di un duplice segno della Resistenza: quello della ribellione, della volonta' di riscatto, della speranza di liberta' e di giustizia di tanti giovani che combatterono nelle formazioni partigiane sacrificando in non pochi la loro vita; e quello del senso del dovere, della fedelta' e della dignita' che animarono la partecipazione dei militari, compresa quella dei 600 mila deportati nei campi tedeschi che rifiutarono l'adesione alla Repubblica di Salo'".


Promemoria:

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