31 ottobre 2008

Quell'ombra del Ventennio che non passa

Il Tribunale dei ministri ha aperto un fasciscolo sul ministro della Difesa La Russa per apologia di fascismo. Al vaglio le parole pronunciate l'8 settembre in difesa della Repubblica sociale. Un atto che mette in discussione il revisionismo, ma che testimonia la natura della destra, che non a caso in queste ore sta rispondendo con violenza e irrisione alla protesta della scuola

da aprileonline
di Alberto Burgio

Dunque il Tribunale dei Ministri ha aperto un fascicolo intestato al ministro della Difesa La Russa per le parole da lui pronunciate l'8 settembre in difesa delle «ragioni» dei militari della Repubblica di Salò. Ha dovuto farlo a seguito di un esposto depositato presso la Procura di Roma il 16 ottobre da un cittadino residente in Toscana il cui nonno fu bastonato con durezza dai soldati tedeschi riportandone lesioni gravi e permanenti.

Come si ricorderà, in occasione del 65esimo anniversario della difesa di Roma, La Russa sostenne - suscitando l'irritazione di Napolitano e lo sdegno di quanti hanno a cuore i principi della Costituzione repubblicana e antifascista - che i repubblichini (e in particolare i militi del battaglione paracadutisti Nembo) «combatterono credendo nella difesa della patria» e pertanto «meritano il rispetto di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia». Queste vergognose parole seguivano di poche ore la rivalutazione pubblica del fascismo da parte del sindaco di Roma Alemanno, intesa a riconoscere la «complessità» del regime e i suoi «meriti nella modernizzazione del Paese».

Immaginiamo che la denuncia di La Russa dispiacerà a coloro che invocano la cosiddetta «pacificazione» nazionale, senza preoccuparsi di esigere dalla destra giudizi univoci di condanna della barbarie nazifascista. Qualcuno vi scorgerà probabilmente un gesto incompatibile con il riequilibrio delle «ragioni dei vincitori e dei vinti», come è oggi di moda dire. A noi pare che le cose stiano in tutt'altro modo.

L'esposto contro le parole del ministro della Difesa - tese a portare a compimento lo sdoganamento ufficiale del fascismo in atto dai tempi del Congresso missino di Fiuggi e del discorso di insediamento dell'on. Violante alla presidenza della Camera dei deputati - è un'occasione per rimettere le cose a posto chiarendo che nelle file dell'esercito repubblichino militarono aguzzini e torturatori, efferate bande criminali colpevoli di rastrellamenti, incendi, deportazioni e violenze talvolta più brutali di quelle compiute dai nazisti. È un'occasione - di questi tempi preziosa - per ricordare a tutti che la Repubblica democratica è nata perché i fascisti e i loro alleati persero la guerra anche grazie al sacrificio dei partigiani comunisti, socialisti, azionisti e cattolici.

Speriamo -benché non ci facciamo soverchie illusioni al riguardo - che questo gesto di dignità serva anche a tanti (a cominciare dai politici del centrosinistra) per capire di che pasta sia fatta in realtà questa destra che giorno dopo giorno vandalizza le istituzioni democratiche e l'edificio dei diritti sociali, e che non per caso risponde con l'irrisione e la violenza alle mobilitazioni di massa del mondo del lavoro e della scuola.

Vedi anche: La Russa omaggia i militari di Salò

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