15 dicembre 2008

Palermo, rigettato il ricorso di Pietro Milazzo

VERGOGNA: il Questore rigetta il ricorso di Pietro Milazzo

da Kom-pa/
di Pietro Milazzo

Dopo un mese di surreale silenzio e a distanza di quasi tre mesi dalla notifica dell'avviso orale, il questore Marangoni ha reso nota la sua decisione sul ricorso presentato da Pietro Milazzo giusto 24 ore prima dello sciopero generale. Coincidenza? O ulteriore avviso?
Kom-pa ha seguito fin dall'inizio questa vicenda che riteniamo sintomatica non solo del clima che si è instaurato in questo paese ma anche delle strategie che, giorno dopo giorno, vengono messe a punto per ridurre al silenzio e cancellare ogni forma di dissenso.

Pubblichiamo di seguito il commento che ci ha inviato Pietro qualche ora fa ribadendo la nostra vicinanza solidale all'uomo e all'attivista e al tempo stesso la nostra ferma convinzione che questa storia riguarda tutti noi, come peraltro dichiara ormai senza remore il questore stesso

Alla vigilia dello sciopero generale del 12 dicembre il Questore di Palermo ha pensato bene di farmi notificare il rigetto dell’ istanza con la quale chiedevo la revoca dell’”avviso orale” nei miei confronti che può preludere, come è ormai noto, al deferimento al tribunale per le misure di prevenzione.

La notifica formale di atti legali è stata sinora l’unica modalità di contatto con il Signor Questore, nonostante Gli avessi indirizzato e letto sotto le finestre della Questura una lettera aperta con la quale chiedevo l’apertura di un confronto civile.

Trovo poi particolarmente grave ed inquietante, essendo io un dirigente della CGIL, la scelta dei tempi di notifica del rigetto, l’11 dicembre, il giorno prima di una giornata di lotta generale indetta dalla CGIL su scala nazionale.

Molto gravi, poi, a mio avviso, le motivazioni, perché, prendendo spunto da atti relativi a otto segnalazioni che si riferiscono a manifestazioni e sit- in, svoltisi dal 2005 al 2008, in gran parte legati alla lotta per la casa, ma anche alla protesta contro le irregolarità registrate durante le elezioni comunali di Palermo, contro la permanenza in carica dell’ex presidente Cuffaro, malgrado la sua condanna in primo grado, contro la presenza di navi militari USA nel porto di Palermo,

SI CONSIDERANO queste azioni , anzi esattamente il testo recita, “svariate forme di protesta”, suscettibili di rappresentare situazioni “nelle quali era messa in PERICOLO /sic..) LA SICUREZZA e LA TRANQUILLITA’ PUBBLICA, INCIDENDO peraltro SULLE SFERE DI LIBERTA’ COSTITUZIONALMENTE GARANTITE.( sic,sic)”.

Quindi, in base a queste argomentazioni, il diritto di manifestare diventa un pericolo per la sicurezza e la tranquillità pubblica.
QUESTA AFFERMAZIONE nella SUA ESTREMA GRAVITA’ si COMMENTA DA SOLA.

Inoltre, giacchè io, in concorso con altri, mi sono evidenziato come promotore e favoritore delle suddette pericolosissime iniziative sono riconducibile alle fattispecie che giustificano “l’avviso orale” in quanto “dedito alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza e la tranquillità pubblica”

Infine si ritiene che l’applicabilità del provvedimento dell’ avviso orale “non richieda /neanche) la commissione di specifici reati, essendo sufficiente che “l’autorità di Polizia SOSPETTI semplicemente della presenza di elementi tali da ritenere la configurabilità di una per sonalità propensa a seguire determinati comportamenti antigiuriduci.”.

Siamo in presenza, a mio avviso, di un gravissimo atto liberticida che nel colpire, momentaneamente me, vuole creare un pericolosissimo precedente che metterebbe in mora lo stesso diritto di manifestazione e di dissenso politico e sociale.

Io andrò avanti serenamente per la mia strada, come ho già più volte detto e scritto.

SPERO che saremo in tanti a camminare ASSIEME, per difendere CHIARO e FORTE i NOSTRI DIRITTI e LE NOSTRE LIBERTA’.


Approfondimenti e analisi della vicenda: appello di solidarietà per pietro

Con Pietro Milazzo per i diritti sociali a Palermo

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