12 gennaio 2008

Italia, il "Golpe Borghese" del 1970 (p.1/6)

Golpe Borghese - 7, 8 dicembre 1970 (parte 1 di 6)

Le altre parti dell'inchiesta puoi vederle andando al

10 gennaio 2008

Moby Prince, Fabio Piselli, sceglie di raccontarsi in un Blog

Seconda parte dell'intervista a Piselli. L'ex parà decide, il mese scorso, di pubblicare un blog con le su personali riflessione. Di questa scelta e dei contenuti dei suoi post, parliamo direttamente con Lui

di Cesare Piccitto


A dicembre decide di pubblicare un blog http://fabiopiselli.blogspot.com/ sulla sua vicenda personale, come mai ha scelto di pubblicare le sue opinioni? Come mai ha scelto di farlo utilizzando questo metodo?

Ritengo il blog un effettivo mezzo democratico di esposizione di un pensiero, senza filtri. Ho scelto questo strumento perchè ormai il fatto è stato reso noto e fra gestire ed essere gestito ho ritenuto offrire il mio contributo per stimolare la collettività alla richiesta di verità rispetto alle cause che hanno prodotto la tragedia del Moby Prince.

All’interno, del blog, lei fa diverse riflessioni personali, che non sempre sono comprensibili ad una persona esterna a gli eventi e poco conoscitore di terminologie tecniche. Quando cita cose come: “strutture”, fa riferimento: “al gigante abbattuto”, “fratellanze”; ne parla sempre come degli elementi di ostacolo alla verità. Può spiegarci meglio cosa e a chi si riferisce?

A quelle organizzazioni, formate anche da operatori istituzionali, i quali tutelano i propri interessi o quelli della fratellanza a cui appartengono invece di quelli esclusivamente istituzionali. Pongono in essere quelle opere di depistaggio e d'inquinamento delle prove che il loro ruolo pubblico gli consente di fare. Se consideriamo un traffico di armi questo non avviene senza la collusione fra operatori di Stato e quelle organizzazioni che erogano le armi e che le trafficano con la copertura di questi soggetti che ricoprono un ruolo istituzionale.

La stragrande parte del suo blog è dedicato a delle riflessioni personali sulla vicenda M.P., pochissimo alla vicenda di suo cugino. Può spiegarci il motivo di tale scelta?

Gran parte dei fatti inerenti le indagini relative a Massimo riferiscono ad indagini in corso e non posso parlarne.

Dal suo blog: ”Livorno ed il suo porto ne ha visti di ufficiali e sottufficiali bollati, ne ha visti di processi ambigui, ne ha sentiti di "...fatti i cazzi tuoi..." detti in vari dialetti, ne ha visti di cargo caricare armi, fare uno stop over a Talamone e ripartire”. Quando parla di “vari dialetti” cosa intende dire?

Semplicemente la provenienza dei vari operatori istituzionali che hanno bollato dei loro colleghi.

Dal blog: “Ha ripreso altri imbarchi, a Livorno, Massa e Viareggio, fino alla pensione, giunta proprio nel 1991, insieme al tumore diagnosticato mentre il Moby Prince ancora bruciava, strane coincidenze del destino”. Intende dire che il lavoro al porto di Livorno, di suo padre, ha influito sul suo stato di salute? Se sì come?

I ricordi che ho di mio padre hanno il sapore dell'amianto che negli anni settanta era in ogni elemento delle navi e degli accessori. Ma era anche un gran fumatore. Sono numerose le morti per amianto a Livorno ultimamente, solo un anno fa, se ne andato anche mio suocero che lavorava al porto, per un tumore, il quale ha seguito una decina di suoi colleghi morti per la stessa causa.

Quando dice: “Ricordo i commenti di papà dopo che parlò con i pescatori dei pescherecci che erano al largo del porto di Livorno la notte del 10 Aprile 1991”. Si riferisce a testimonianze mai sentite dalla magistratura? O che hanno raccontato contesti differenti da quelli dei verbali ufficiali?

Non le ho lette nei verbali ufficiali, magari sono secretati e li hanno acquisiti, in fondo sarebbe bastato poco, quindi sono propenso a credere che qualcuno lo abbia fatto.

L’unica cosa certa, riguardo alla notte della collisione del Moby Prince, è che quella notte c’era una gran traffico nel porto di Livorno. Lei fa delle riflessioni anche su questo ma di tutti gli elementi citati, già presenti anche nelle carte processuali, non cita mai espressamente il peschereccio “XXI Oktobeer II”. Secondo lei lì quell’imbarcazione non c’era?

C'era ed è stato accertato. Ritengo di non citare il XXI Oktobeer II per non creare un diretto collegamento con il caso di Ilaria Alpi, con il quale al momento vi sono solo delle mere coincidenze, tali da suffragare una ipotesi, ma carenti di significato investigativo.

Fa degli ipotetici collegamenti sulla sua situazione personale, con altri avvenimenti della cronaca nera italiana. Dicendo: “Apparentemente sembrano episodi scollegati fra loro, dipinti di ambiguità a causa delle notizie diffuse ai fini di discredito dei protagonisti, della Alpi hanno detto che era in vacanza in un luogo pericoloso, di Li Causi che era a caccia in Somalia, di Mandolini che era un omosessuale ucciso in una nota zona di scambisti, di me che sono una sorta di psicolabile, nel frattempo sono scomparsi taccuini, documenti, testimoni e memorie” Su quali basi o elementi ipotizza tali collegamenti?

Livorno rappresenta un comune denominatore, la Somalia anche, la Folgore pure, il SISMI e soprattutto la presenza di tutti i soggetti all'interno di un quadro storico ben preciso che riferisce ad eventi specifici che collegano i protagonisti, quali il presunto traffico di armi e di rifiuti tossici.

Dal blog: “Occorre maggiore volontà di sapere per stimolare la ricerca della verità, non fatta di fischietti e slogan, ma di un compatto quesito formato da molte voci che chiedono una sola cosa, la verità”. Non crede, che con il suo blog potrebbe invece rischiare di confondere l’opinione pubblica sul caso “Moby Prince”?

Non credo di confondere, o meglio, me lo auguro. Ritengo il mio blog uno stimolo per comprendere la complessità delle indagini che i magistrati debbono affrontare i quali necessitano di ogni aiuto inteso anche come testimonianze che potrebbero essere altresì stimolate da chi leggendo fra le righe si riconosce come portatore sano di notizie d'interesse per le indagini.

Quale è il ricordo, delle 140 vittime del M.P. , che più le è rimasto impresso?

La loro morte

Costatando i suoi buoni e lodevoli propositi, crede realmente che un giorno verranno accertate delle responsabilità sul caso M.P.?

Sono convinto che almeno le responsabilità politiche e storiche saranno accertate. La verità giudiziaria, basata su testi e prove, quelli sono ancora troppo pochi o troppo morti

- intervista parte 1/2

-Ultime novità sul caso "Moby Prince"

-Associazione Familiari delle vittime del Moby Prince http://www.mobyprince.it/?sez=home&pag=home

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9 gennaio 2008

Beppe Alfano, Sonia: "Cerco i mandanti in Parlamento..."

La richiesta per far piena luce sui mandanti dell'omicidio del giornalista Beppe Alfano, avvenuta a Barcellona pozzo di Gotto nel 1993, arriva dal palco di un teatro di Milano il 10 dicembre 2007, nell'ambito di una serata dibattito cui erano presenti, tra gli altri, Pino Màsciari, un ragazzo di "Adesso ammazzateci tutti" e il ministro Antonio Di Pietro

VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=4DMJtVrfi4E