26 gennaio 2008

Palermo, Cuffaro annuncia le proprie dimissioni

Cuffaro pronuncia il suo ultimo discorso da presidente della regione Sicilia. In corso presso l'Ars Siciliana, le dimissioni e il futuro ritorno alle urne.

La notizia: corriere.it

da pagg9
Video: Dimissioni Cuffaro si dimette

Lascia il Governatore della Sicilia. Anticipando il procedimento di sospensione avviato presso il ministero dell'Interno e richiesto dalla procura di Palermo, Salvatore Cuffaro annuncia le sue dimissioni "irrevocabili".







Prosegue il processo Aldrovandi

Prosegue il processo sul decesso del giovane Federico Aldrovandi

da http://it.youtube.com/user/CORRADINIMAURO

Dopo la ritrattazione di Ivo Silvestri in Tribunale e lo show dell'Avvocato Trombini nei corridoi del Tribunale sui "processi mediatici", Chi l'Ha visto fa bene a precisare alcune cose. Ad ognuno, Sig. Ivo, ogni tipo di responsabilità...

E ancora: Carabinieri "distratti" che non sanno dire se Federico sia morto o vivo (alla faccia!) ma che RECINTANO IL LUOGO COL NASTRO ROSSO E BIANCO CHE DELIMITA LA SCENA DEL DELITTO!!!!!!

"CHI L’HA VISTO" del 21 GENNAIO 2008 :

- VIDEO PARTE 1

- VIDEO PARTE 2

25 gennaio 2008

La crisi e la sinistra, la crisi della sinistra

24 Gennaio, 2008 da ramon mantovani alle 15:14
http://ramonmantovani.wordpress.com/

Eccoci alla crisi.

Scrivo, e lo faccio apposta, a poche ore dal voto di fiducia del senato, quando ancora non si sa se Prodi lo affronterà veramente, uscendone vincente o sconfitto, o se si dimetterà un minuto prima per aprire la strada ad un Prodi bis o a un altro governo, istituzionale, tecnico o che so io.

Mi interessa, in questo momento, dire delle opinioni, e soprattutto porre domande, su questa esperienza di governo e su come si è arrivati a questo punto. Perché un bilancio e un giudizio su quanto è successo è importante per capire cosa fare ora.

Avevamo pensato, e non a torto, che una stagione di lotte connesse al movimento contro la globalizzazione e all’opposizione contro Berlusconi avevano creato le condizioni per tentare (ripeto: tentare) di invertire la tendenza. Si poteva instaurare un circolo virtuoso per cui provvedimenti in risposta alle domande dei movimenti sociali e sui diritti civili avrebbero sollecitato nuove domande più avanzate. In questo modo si sarebbe anche ridotta la separatezza fra politica e società.

Evidentemente le cose non sono andate così. Ma perchè?

Si può dire, come fanno molti a sinistra, che era un’illusione, che non c’era e non c’è alternativa ad una collocazione di opposizione. Che solo la denuncia dei problemi, la presenza nelle lotte, i voti coerenti in parlamento possono, nel lungo periodo, far accumulare le forze per cambiare le cose. Un giorno lontano, forse. Oppure si può dire che è colpa della legge elettorale, di Mastella e dei centristi, del Partito Democratico, della divisione della sinistra, della cedevolezza del governo nei confronti dei poteri forti e del Vaticano. E così via.

Io non concordo con nessuna di queste due tesi. Entrambe sono, per dirla con un termine gergale ma efficace, politiciste, anche se contengono molti elementi di verità. Entrambe, cioè, pensano che la chiave di volta di ogni situazione sia interna alla politica ufficiale, tanto se ti opponi in modo intransigente e declamatorio come se tenti di cambiare le cose dall’interno del governo. Entrambe finiscono inevitabilmente per essere subalterne al governo e ai poteri che lo sorreggono, così come finiscono per misurare i famosi “rapporti di forza” in termini elettoralistici. Entrambe, infine, osservano i movimenti dall’alto, come se i movimenti non nascessero per cambiare le cose subito bensì per smascherare il capitalismo o per delegare qualcuno a “fare il possibile” nelle istituzioni. Io invece credo che il “tentativo” sia diventato ben presto un “non possiamo fare altrimenti”, che gli obiettivi di cambiamento siano inesorabilmente divenuti “riduzione del danno” e che “l’internità” ai movimenti sia stata sostituita dal classico “dialogo”. Ovviamente le cose sono molto complesse ma io penso che si poteva, in autunno, fare un bilancio sincero sul “tentativo”, dire chiaramente a tutti che non si poteva più andare avanti così, vincolarsi ad una consultazione di massa sulla permanenza o meno al governo e andare fino in fondo. Almeno si sarebbe dimostrato che i contenuti sono più importanti della collocazione politica, che esiste una forza che prova davvero a cambiare le cose ma che se non ci riesce non cambia discorso, non racconta balle, non prende decisioni “interpretando” il volere e i sentimenti della propria gente ed è capace di avere il coraggio di rimettere la decisione più importante ad un referendum. Così facendo si sarebbe aperta una vera e grande discussione sia sui contenuti della politica del governo sia sullo stesso tema del rapporto della sinistra con il governo e con il potere. E sono convinto che sarebbe stata una discussione dall’esito non scontato. Forse c’era ancora la possibilità di cambiare la rotta del governo. Per saperlo, però, bisognava provarci davvero mettendo nel conto anche una possibile rottura.

Mi sbaglierò, ma se tutto questo non è stato fatto è perchè si è pensato ad una unità della sinistra salvifica e senza basi reali, che ha funzionato da freno invece che da motore per i movimenti e le lotte.

E così siamo travolti da una crisi nata con gli arresti domiciliari della moglie di Mastella, dalle più oscene manovre di palazzo, per cui se Prodi si salvasse saremmo ancora più subalterni e se ci fosse un governo istituzionale ci lacereremmo ancora di più fra di noi. Per non parlare, poi, di eventuali elezioni anticipate che ci precipiterebbero in una discussione sulla lista unica, sul simbolo e soprattutto sull’alleanza o meno con il Partito Democratico.

Ma questa è un’altra discussione. Intanto vediamo che succede…

22 gennaio 2008

Radio Maria:"...ci sono gruppi satanici dentro l'Università La Sapienza..."

Pericolosi satanisti si annidano all'interno dell'università romana. Padre Livio Fanzaga (Radio Maria) dice la sua sulla vicenda.



Che dire... Senza parole... A maggior ragione, nell'assurda ipotesi che lì ci sia satana, il papa doveva andarci. Un gran bel esorcismo collettivo e tutto si sarebbe risolto. Giustamente i blogger fanno notare nel tam-tam del web queste parole un pò "fuori posto" pronunciate dal direttore di Radio Maria, e lui sempre a "modo suo" risponde. In conclusione, nella sua magnanimità di buon predicatore, offre il suo caffè (ovvero il pensiero del giorno) ai bloggers squattrinati (e pure gay???).

Per par condicio segnalo, anche, le argomentazioni di Carlo Bernardini professore della Sapienza che illustra con logica e senza insultare nessuno le motivazioni che hanno portato alla scrittura e condivisione collettiva del documento oggetto della discordia.


20 gennaio 2008

Cuffaro, con o senza sentenza

Video da http://tv.repubblica.it/home_page.php

L'On. Salvatore Cuffaro presidente dell'assemblea regionale siciliana, è stato condannato per aver favorito dei mafiosi. Certi fatti e percorsi amicali, del Cuffaro, erano e sono noti da molto tempo fin da giovane ha espresso una certa simpatia per una certa interpretazione della politica.

Non dovrebbero servire i tribunali, per decidere, chi deve rappresentarci in qualsiasi carica pubblica e politica. I tribunali decidono su fatti penalmente rilevanti bisognerebbe poi che l'elettore decidesse di non votare qualsiasi politico, in qualsiasi piccola o grande competizione elettorale, dimostratosi documentalmente vicino alla mafia. Tale concetto venne chiarito perfettamente da una lezione sulla mafia di Paolo Borsellino.

E' davvero necessaria, dunque, una condanna da parte di un tribunale per capire se un politico è compatibile o meno con una carica istituzionale?

Intanto il 19 gennaio, a Palermo, un corteo di 2000 persone chiede le dimissioni del Presidente della Regione. La notizia sulla condanna del Presidente Cuffaro a "5 anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici per il presidente della Regione siciliana" escluso il favoreggiamento a Cosa Nostra ha fatto inorridire 2000 persone che in un tam tam di sms ed email si sono ritrovate in piazza Politeama per un coraggioso corteo verso la sede della Presidenza della Regione.

Vedi, manifestazone qui il video

Prossime iniziative:
http://www.ritaatria.it/Cittadini-in-movimento.aspx?id=26

Audio, presentazione di Forgione de "La mafia è bianca"
http://invisibile.podOmatic.com/entry/2006-09-29T01_00_39-07_00

Si può fimare on-line per le dimissioni di Cuffaro:
http://www.firmiamo.it/cuffarodevedimettersi

L'OPINIONE
da http://www.ritaborsellino.it/

Condanna Cuffaro. Dichiarazione di Rita Borsellino


Palermo 18 gennaio 2008 - “Sentire le dichiarazioni di Cuffaro dopo una sentenza di condanna a 5 anni e l’interdizione dai pubblici uffici personalmente mi fa accapponare la pelle”. Lo ha detto Rita Borsellino nel corso del dibattito organizzato a Monreale nell’ambito del Viaggio in Sicilia. “Il giudizio politico sul governo Cuffaro resta quello di sempre. Da tempo come opposizione denunciamo il fallimento di questa maggioranza. Adesso questa sentenza aggrava ancora di più la situazione perché al giudizio politico si unisce anche quello etico”. Secondo Borsellino “chi è chiamato a governare deve dar conto anche della sua integrità morale. Mi chiedo: come si fa a rappresentare la Sicilia con una maschera di questo tipo? Con una condanna di questo tipo? Cuffaro dice sempre di amare la Sicilia. Allora avrebbe dovuto compiere un gesto d’amore e rassegnare le dimissioni, non costringere i siciliani ad essere identificata con un politico condannato e interdetto dai pubblici uffici”.

AGGIORNAMENTI:
Palermo, Sabato 26.01.08: Dimissioni subito

Palermo, Cuffaro annuncia le proprie dimissioni