29 febbraio 2008

G8, per il Pm a Bolzaneto si usarono "trattamenti inumani e degradanti"

da http://www.rainews24.rai.it/

Nella caserma di Bolzaneto furono inflitti alle persone fermate "almeno quattro" delle cinque tecniche di interrogatorio che, secondo la Corte Europea sui diritti dell'uomo chiamata a pronunciarsi sulla repressione dei tumulti in Irlanda negli anni Settanta, configurano "trattamenti inumani e degradanti".

Lo ha rilevato oggi il pm Patrizia Petruzziello che insieme al collega Vittorio Ranieri Miniati sostiene l'accusa nel processo per le violenze nella caserma di Bolzaneto durante il G8 del 2001 a Genova.

Sui comportamenti vessatori subiti dagli arrestati costretti a stare in piedi per ore, anche in posizioni disagevoli, picchiati, presi in giro, privati di cibo e acqua, il pm ha citato la convenzione Onu che vieta sia la tortura sia il trattamento inumano, crudele o degradante. Si tratta di una norma contro la tortura che, ha spiegato il magistrato, l'Italia ha ratificato nel 1989 ma non ha ancora tradotto in una legge penale.

Secondo i pm quello che avvenne a Bolzaneto fu un comportamento inumano e degradante ma, non esistendo una norma penale per la quale l'Italia e' inadempiente rispetto all'obbligo di adeguare il proprio ordinamento alla convenzione, i pm sono stati costretti a contestare agli imputati l'art. 323 (abuso d'ufficio). Altri reati contestati a vario titolo sono: violazione della convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle liberta' fondamentali, abuso di autorita' nei confronti di persone arrestate o detenute, minacce, ingiurie, lesioni.

Parlando dei disegni di legge mai tramutati in legge, il pm Petruzziello ha detto che per il reato di tortura e per il trattamento inumano e degradante sarebbe prevista l'imprescrittibilita' e le pene varierebbero da 4 a 10 anni. Nel caso in esame, invece, i reati si prescrivono nel 2009.

Interessante la sintesi fatta dal pm di numerose sentenze della Corte Europea sui diritti dell'uomo che hanno avuto come oggetto torture o trattamenti inumani e degradanti. Una di queste e' la sentenza del 18 gennaio 1978, nota per avere enucleato le cosiddette cinque tecniche vessatorie nel metodo di interrogatorio, pronunciata in seguito al ricorso presentato dal Governo della repubblica irlandese contro il governo del Regno Unito. Il caso riguardava maltrattamenti cui erano state sottoposte persone arrestate in occasione di tumulti avvenuti tra il '71 ed il '72. "Emerse - ha spiegato il pm - che gli arrestati furono costretti a stare in piedi contro il muro in 'posizione di tensione'; furono incappucciati; sottoposti a rumore continuo mentre venivano interrogati; privati del sonno, di cibo e bevande". "Dei cinque trattamenti esaminati dalla Corte e ritenuti inumani - afferma il pm - ben quattro furono sicuramente inflitti a Bolzaneto (non risultano casi di incapppucciamento)".

A margine del processo l'avv.Dario Rossi che assiste alcune delle persone offese ha detto: "Ci potrebbero essere gli estremi per adire la Corte Europea di Strasburgo in quanto il nostro ordinamento, come riconosciuto dagli stessi pubblici ministeri, non fornisce un'adeguata tutela giudiziaria rispetto alle vessazioni inflitte a tutti coloro che sono transitati per Bolzaneto". Il processo riprendera' il 3 marzo.

Approfondimenti:
http://invisibil.blogspot.com/search/label/g8%20genova%202001

27 febbraio 2008

Ribaltone alla Procura di Catania

IL 21 FEBBRAIO, GRAZIE AD UN INCREDIBILE “RIBALTONE” RISPETTO A QUANTO ESPRESSO DALLA COMMISSIONE INCARICHI DIRETTIVI, IL CSM HA NOMINATO VINCENZO D’AGATA NUOVO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI CATANIA. SUBITO, COMUNQUE, C’È STATA UNA REAZIONE, CHE HA PRODOTTO IL TESTO CHE PUBBLICHIAMO ALL’INTERNO

da isolapossibile.it

CATANIA - A votare per D’Agata, fra gli altri, i rappresentanti laici del centro - sinistra, Rifondazione e Comunisti Italiani, compresi. Una scelta grave, che smentisce nei fatti anni di battaglie, condotte da parte della società catanese, cui anche questo giornale ha dato il suo contributo, per rinnovare i vertici dell’Ufficio Requirente e più in generale per aprire una stagione nuova nell’amministrazione della giustizia a Catania. Questo giornale, anche con il suo sito, si scusa fin d’ora con i propri lettori in quanto nel prossimo numero cartaceo, che sarà in edicola mercoledì prossimo, si annuncia la nomina di Roberto Di Natale, che la commissione incarichi direttivi del Csm aveva indicato come il più votato.

Quando siamo andati in stampa, non era prevedibile un simile “ribaltone”. Le dovute scuse ai lettori, quindi, mentre a quelle forze politiche, alle sue èlites, che hanno tradito le speranze di chi vuole un’altra giustizia e un’altra Procura, tutta la nostra disapprovazione per la consapevole scelta.

APPELLO: UN’OPERAZIONE DI PALAZZO

"Nel segno della continuità"

I firmatari dell’appello per la nomina a Procuratore della Repubblica di Catania di una figura esterna, motivato dalla necessità di promuovere un nuovo corso nell’azione di contrasto all’illegalità, alla criminalità mafiosa, ai comitati d’affare, esprimono la loro amarezza per la decisione prevalsa nel CSM.

Manifestiamo sconcerto e delusione per il voto espresso dai membri laici del centrosinistra, dai quali sarebbe stato naturale aspettarsi una posizione di sostegno alla proposta della Commissione incarichi e direttivi (4 a favore, 1 contrario, 1 astenuto), piuttosto che il convergere sulle indicazioni dei rappresentanti di Forza Italia , e, nello specifico, dell’avv. Saponara, legale di Silvio Berlusconi.

E’ venuta avanti, in questi mesi, un’operazione di "PALAZZO", che, nell’incrociare gli interessi dei potentati economici e delle èlites politiche catanesi, ha conseguito l’obiettivo di assicurare continuità nella gestione opaca della giustizia a Catania. Da Roma arriva il segno inequivocabile che, a partire dalla giustizia, maturano politiche di larghe intese e accordi trasversali e trasformisti.

Ma la Catania democratica, dell’antimafia sociale, degli onesti non può arrendersi né omologarsi. Non possiamo consentire che la città venga sempre più avvolta in una cappa di nebbia, che continui a prevalere quella zona grigia che prima ha portato e poi coperto l’omicidio mafioso di Giuseppe Fava, godendo degli effetti devastanti di questo stato di cose.

Il CASO CATANIA non può essere rimosso

Invitiamo tutti i componenti del CSM e i parlamentari eletti a Catania ad un confronto pubblico che organizzeremo nelle prossime settimane.

N.B. Chi volesse aderire mandi una email di conferma a giolivindigni@libero.it

Claudio Fava, Dario Montana, Francesco Manna, Salvatore Resca, Nunzio Famoso, Mimmo Cosentino, Antonella Inserra, Paolo Guarnaccia, Elena Majorana, Gigi Savoca, Santo Liotta, Gabriele Centineo, Giuseppe Strazulla, Marco Benanti, Giolì Vindigni, Marcello Failla, Giovanni Caruso, Manlio Di Mauro, Gabriele Savoca, Giusi Viglianisi, Giancarlo Consoli, Mario Pugliese, Santina Sconza, Antonio Signorelli, Silvano Licciardello, Fabio D´Urso, Riccardo Orioles, Giusi Milazzo, Renato Camarda, Ileana Licciardello, Massimo Blandini, Pierpaolo Montalto, Rosa Spataro, Franco Drago, Gigi Cascone, Elio Camilleri, Agata Mirabella, Marco Ridente, Cettina Maccarrone, Claudio Gibilisco, Gino Catania, Giuseppe Sapienza, Giusi D'Angelo, Iuri Peri, Giovanni Grasso, Mariagiovanna Italia, Lillo Venezia, Mario Michele Giarrusso, Sergio Fisicaro, Giuseppe Bellomo, Alessandro Veroux, Carlo Ruta, Sebastiano Gulisano, Titta Prato, Sara Crescimone, Antonio Mazzeo, Federico Di Fazio, Luciano Carini, Mario Iraci, Mario Genovese, Francesco Giuffrida, Elena Fava, Franco Alberti, Giuseppina Cristaldi, Paolo Castorina, Agata Teresa Puleo, Alfio Privitera, Maria luisa Nocerino, Cristina Fava, Donata Bellante, Francesca Andreozzi, Anna Bonforte, Giovanni famoso, Federico Galletta, Gabriella Becherucci, Elio Impellizzeri, Maria Luisa Barcellona, Lucio Tomarchio, Luca Cangemi, Domenico Stimolo, Valerio Marletta, Maria Lidia Papotto, Graziella Priulla, Santa Giunta, Elvira Colosi, Maria Canfarelli, Salvatore Paternostro, Antonio Giudice, Maurizio Palermo, Gisella napoli, Chiara Impellizzeri, Tito Martello, Aldo Cilmi, Maria Grazia Pennisi, Antonio Biuso, Maria Nunzia Villarosa, Giuseppe Di Filippo, Giovanni Grasso, Paolo Parisi, Domenico Mercadante, Lucia Coco, Miriam Di Paola, Enrico Giuffrida, Orazio Palumbo, Salvo Lo Faro, Carmela Pittera, Enrico Mirabella, Giuseppe Ragusa, Anna Maria La Mela, Domenico Lazzaro, Romeo Trifiletti, Massimo Mingrino, Gianfranco Faillaci, Grazia Giurato, Giuseppe Giustolisi, Maria Lomabardo, Basilio Orfila, Giovanni Paolo Costa, Massimiliano Nicosia...