26 aprile 2008

Un altro murales con la faccia del boss Denaro, stavolta a Giurisprudenza

A Palermo murales ritraenti Matteo Messina Denaro, a scoprire e diffondere per primo la notizia un blogger siciliano già il 23 gennaio 2008

da palermo.blogolandia.it
del 26 Aprile 2008

Ed è apparso un nuovo murales con la faccia del boss Matteo Messina Denaro, latitante dal 1993, stavolta sulla parete che confina con la Facoltà di Giurisprudenza, firmato sempre con “F.A.”. La cornice è nera e c’è un’unica effigie del boss, di colore giallo e rosso. Un commento a caldo: l’autore ritengo che abbia voluto sfruttare al meglio la pubblicità e non sarebbe male se rivelasse anche lo scopo del disegno: semplice arte? incitamento alla cattura? goliardata? segnale che vuole inquietare?

Sul luogo sono intervenuti i Carabinieri di Piazza Verdi.

Nel suo blog, il senatore Carlo Vizzini ha risposto con questo post all’autore dell’effigie, sottolineando che si tratta di “un episodio inquietante e grave“, “che la dice lunga sulla difficoltà a compiere il cambiamento di mentalità necessario per battere la mafia“.

Per quanto mi riguarda, quando pubblicai la notizia il 23 gennaio, scrissi di essere stato “d’accordo con il messaggio del murales“, in quanto la qualificazione “Ultimo” mi spinse a ritenerlo un incitamento all’arresto del boss, essendo ritenuto uno che si trova ai vertici di Cosa Nostra. In relazione a questo nuovo murales, tuttavia, penso che sia solo mosso dalla pubblicità e dalla voglia di continuare ancora a fare parlare più dell’autore che del messaggio. Certo è che F.A. magari avrebbe dovuto cambiare personaggio, non so… Giovanni Falcone, ad esempio.

Vittoria Giunti, primo sindaco donna della Sicilia

Intervista a Vittoria Giunti; tratto dal libro "Vittoria - una storia comunista" di Gaetano Alessi e Elina Giglione - La foto è di Andrea Casà -

da gaetanoalessi.blogspot.com

Signora Vittoria, ogni storia ha una sua genesi, un suo sviluppo e una sua speranza; lei, che ha attraversato da protagonista i momenti più bui e più esaltanti del secolo scorso, ci spieghi cosa spinse una ragazza della borghesia toscana ad affrontare la clandestinità diventando una partigiana comunista.

Vedi la mia famiglia era una famiglia borghese, di professionisti, medici, professori, mio papà ingegnere, un alto funzionario delle ferrovie, io ho avuto un’infanzia felice divisa tra Firenze e le colline toscane, dove c’era la casa di campagna del nonno; nella campagna del nonno c’era una biblioteca e in questa biblioteca c’era una vetrina in cui era esposta una medaglia d’argento che il mio bisnonno aveva ottenuto come garibaldino, risale, come vedi, molto indietro nel tempo, in un ottocento risorgimentale, quell’ideale, l’atmosfera di libertà che si respirava nella mia famiglia; l’atmosfera dicevo ottocentesca risorgimentale e liberale nel senso più vero della parola, una cultura rispettosa di tutte le opinioni , nel senso critico, non nel significato negativo che danno a questa parola, ma nel senso di giudizio e di rispetto dell’altrui opinioni.

Questa educazione che ho avuto è stata nel suo essere un’educazione autenticamente antifascista, nel senso oggettivo della parola, nel senso di vissuta democrazia. Questa è una delle radici della ragione della mia partecipazione alla vita civile, l’altra è Firenze. La Firenze in cui ogni mattina, quando andavo a scuola, incontravo Dante, Michelangelo, Giotto, incontravo soprattutto il segno del libero comune, delle lotte anche furiose per la conquista di una libertà civile che anticipava, di tanti secoli, le libertà che qui in Sicilia sono state conquistate così tardi, compreso la rottura dei vincoli del feudalesimo.

L’altra radice è la sorte fortunata che io ho avuto d’incontrare poi, quando la mia famiglia da Firenze si è trasferita a Roma, delle persone che mi hanno orientato decisamente verso quelle posizioni politiche che poi ho seguito per tutta la vita. Ho avuto la fortuna di studiare al Liceo Tasso dove c’erano, anche nel clima fascista, forti fermenti di discussione, di discussione antifascista, con quegli spiragli di libertà che sempre si trovano anche nei regimi dittatoriali. Certo le ragioni della nostra critica del regime fascista non erano le stesse motivazioni che possono spingere un operaio, il vivere in una condizione di fabbrica o comunque di lavoro subalterno porta direttamente alla scoperta del meccanismo di sfruttamento delle società non solo capitalista, ma anche di una società di regime quale era il fascismo.

Queste ragioni di carattere economico non spingevano noi, spingevano noi delle ragioni ed esigenze di carattere morale, culturale, perché era veramente indegno il modo con cui si soffocavano i diritti della democrazia. La demagogia sfacciata, gli strumenti più volgari per ottenere il consenso della gente, si opponevano decisamente al nostro modo di essere. Unito a quelle condizioni che più volte abbiamo ricordato, l’assoluta impossibilità di approvvigionamento dei testi, degli strumenti, la censura, la proibizione non solo dei libri politici e di carattere economico, ma l’occultamento dei romanzi dell’intera letteratura americana ed europea, l’impossibilità di ascoltare quella che era la musica dei giovani di allora, il blues, il jazz, delle forme così oppressive non potevano che spingere noi su queste posizioni di antifascismo, di critica all’antifascismo.

Da questo ci fu poi il passaggio di moltissimi di noi all’adesione al Partito Comunista, un passaggio voluto, io ricordo benissimo l’incontro con quelli che poi sono diventati dirigenti del Partito, Pietro Ingrao, Pietro Amendola, Mario Alicata, Claudio Bufalini, tutti nomi dentro i quali io vedo dei volti di compagni amici con i quali abbiamo poi per anni combattuto tante battaglie, le abbiamo combattute nel nome del Partito Comunista, una parola che oggi viene riempita di significati negativi sbagliando,perché si dimentica che cosa, soprattutto in Italia, ha voluto significare questa parola, per masse enormi di persone che in questa parola hanno trovato il loro riscatto.

Voglio ricordare questo: quando per la prima volta sentii questa parola io non la rifiutai, ma dissi: è un utopia! E tale io l’ho sempre considerata nonostante nel nome di questa utopia io abbia combattuto la guerra di Resistenza. Ho incontrato queste persone, persone giovani che cercavano come me una strada per il riscatto dell’Italia e di quelle masse popolari umiliate da questo consenso passivo al regime fascista; come ho incontrato questi miei compagni ho detto “se loro sono comunisti è giusto che io lo sia”. Il Pci era l’unica forza che combatteva effettivamente il fascismo, lo ha combattuto con tutte le forze, alleandosi anche con gli altri partiti o movimenti, ma diventando una forza motrice. Ha combattuto la guerra di resistenza e ha combattuto soprattutto tutte le lotte per portare queste masse popolari alla democrazia, contrariamente a quanto purtroppo oggi si dica, stupidamente e ignobilmente, falsando la storia.

Signora Vittoria c’è stato un periodo particolare durante la resistenza in quale avete capito che si poteva vincere?

Sempre! Non ti nascondo che all’inizio mi sembrava utopico leggere nel fogliettino, così piccolo così breve, che rappresentava il giornale clandestino dell’Unità che pubblicavamo, frasi trionfalistiche come “ il fascismo cadrà!”. Mi sembrava ingenuo tanto era il consenso, tanta era la forza del regime. Eppure potrei ricordare un episodio: una notte eravamo in un angolo di Piazza Venezia spettatori, volutamente, nel giorno nel quale fu dichiarata la guerra; ricordo la frase di Vittorini: ”Questa è la fine del Fascismo”. Intuivamo che questa guerra disperata, che poi diventò la spaventosa seconda guerra mondiale, non avrebbe vinto non poteva vincere, non poteva vincere quello che oggi chiameremmo “l’impero del male”, quella era la nostra speranza e un’intuizione politica e così fu infatti, e di volta in volta quelle parole, che sembravano ingenue, si rivelarono vere.

Abbiamo parlato tante volte della guerra di resistenza, ma una cosa non mi stancherò mai di dire, la forza che ci ha permesso di vincere è stata la partecipazione corale della popolazione a questa guerra. Lo ricordo in modo particolare perché altrimenti non avrei trovato la forza di andare avanti in quei tanti momenti nei quali, attraversando l’Italia per portare le comunicazioni dalla direzione di Roma a quella di Milano, mi trovavo completamente sola, in quei tratti di linea ferroviaria che era stata bombardata, che se non avessi sentito dentro di me la forza e l’appoggio della gente probabilmente mi sarei arresa, ma in quei momenti la speranza la faceva da padrona, la stessa speranza che ci ha portato il 25 aprile del ‘45 a festeggiare la liberazione d’Italia.

Vittoria Giunti - Toscana - Partigiana comunista- Ha fatto parte di numerose e importanti commissioni nazionali post Resistenza. Componente della commissione nazionale per il voto alle donne. Direttrice della casa della cultura a Milano (quando la casa della cultura a Milano era un cenacolo dove si incontravano poeti come Quasimodo). Primo Sindaco donna della Sicilia nel 1956 a Santa Elisabetta. Madre spirituale di Ad Est. Si è spenta il 2 giugno del 2006 a Raffadali (AG)(in coincidenza delle celebrazioni della Festa di quella Repubblica che aveva contribuito a realizzare).

25 aprile 2008

Alcamo, il blog liberidinformare.135.it chiude

Seguivo spesso questo blog, molto dettagliato e non schierato. Oggi apprendo della sua chiusura.
Una piccola voce di informazione indipendente che è costretta a chiudere. Pubblico la lettera dell'autore, sperando vivamente che ci ripensi...


“Liberi di Informare” chiude
Aprile 16, 2008

Cari amici e amiche
che seguite, leggete e commentate questo blog
un saluto di cuore, per l’ultima volta…-

Il blog LIBERI DI INFORMARE chiude e non verrà più aggiornato, per la gioia di numerose persone e con la tristezza di altri liberi cittadini, in primis la mia. E’ stato bello quest’ anno e qualche mese da blogger ma la società civile (in primis parte di quella alcamese) non è ancora pronta per questo genere di iniziative libere e non controllabili da nessuno.

Mollo, mi dispiace, proprio ora che il mio blog ha raggiunto l’apice delle visite e una discreta fama che ha varcato anche i confini regionali. Solo ieri, 15 aprile 2008, sono state visitate 760 pagine in occasione delle elezioni politiche e regionali in Sicilia.
Le condizioni per continuare purtroppo non ci sono più e non dipendono da me.
Non cancellerò il database e gli archivi, che resteranno on line come fonte ricca di preziose informazioni per chiunque in futuro avesse voglia di intraprendere un cammino simile al mio. Qualcuno ad Alcamo si sta già muovendo e lascia ben sperare.

Non voglio diventare patetico e quindi confermo che la decisione è irrevocabile. A breve si concluderà anche la mia collaborazione con la community di Alcamo.it Ringrazio di cuore tutti coloro che mi hanno sostenuto, mandato centinaia e centinaia di mail, e dimostrato tutta la loro stima. Grazie veramente.

Cordiali Saluti
16 aprile 2008
Roberto Scurto,
alcamese di 21 anni

24 aprile 2008

25 aprile, Ascanio Celestini: "L'antifascismo irrinunciabile" (VIDEO)

Ascanio Celestini:

"Il 25 aprile ha segnato non solo la fine della guerra, ma la fine del fascismo. (...) Oggi non è più dato per scontato che i fascisti fossero un gruppo di criminali al governo. (...) Il fascismo in Italia ha costituito vent'anni di repressione totale e se vogliamo rivalutare il fatto che durante il fascismo i treni arrivavano in orario, beh... forse era meglio che Mussolini facesse il ferroviere (...) Se oggi, a distanza di mezzo secolo, ci sono candidati con la croce celtica al collo che non solo non rinnegano, ma vanno fieri della loro appartenenza agli ideali del fascismo, vuol dire che il meccanismo della memoria non ha funzionato. (...)
In questi anni si è passati da un concetto nostalgico di memoria - si stava meglio quando si stava peggio, il passato è meglio del presente - ad un concetto opposto, "consolatorio", per cui il passato è sempre peggio del presente, oggi ci siamo emancipati da quella grande violenza e dobbiamo ricordare le tragedie del passato per non ripeterle in futuro. Ma questo è un concetto molto pericoloso, perché - come dimostrano i genocidi in Bosnia e in Ruanda - non funziona. (...) Noi siamo la prima generazione in questo Paese che si batte non per conquistare nuovi diritti, ma affinché non ci vengano tolti quelli conquistati dalle generazioni precedenti (...)".


Il video: Ascanio Celestini

L'appello al popolo dei valori civili:"Dopo la sconfitta, uniti nel fronte antimafia"

Se affermassimo che il risultato elettorale non avrà rilevanza sui percorsi che si prefigge Libera Informazione, diremmo una grande bugia. Ha vinto uno schieramento che si identifica in un signore che per la seconda volta...

di Roberto Morrione - 16 aprile 2008
da liberainformazione.org

...quindi con un progetto elaborato e concretamente realizzato, ha cercato, insieme a uno dei più stretti collaboratori già condannato per mafia, di fare di un mafioso come Mangano un eroe “civile”.

Con ogni evidenza – anche secondo una stampa che con poche eccezioni si è vilmente guardata dal porre seri interrogativi - allo scopo di raccogliere con parole d’ordine omertose il favore elettorale di un potere illegale, immorale e di sopraffazione, ben presente in vaste zone d’Italia.
Fra le tante constatazioni su Berlusconi, sui suoi cinque anni di pessimo governo, sulle ciniche “uscite” e “ritirate”, sugli impresentabili alleati della Lega, sul gigantesco conflitto d’interessi, basterebbe questo fatto per comprendere quale arduo cammino sia di fronte all’Italia, che pure ha liberamente scelto nelle urne di affidarsi ancora al “grande venditore”. E anche su quest’ultimo elemento, sul perchè sia diventata così gran parte d’Italia, c’è veramente molto da riflettere. Una vittoria che cambia la geografia politica del Paese, nella certezza che aprirà enormi problemi e drammatiche questioni sul piano interno e internazionale.

Non è questa evidentemente la sede di un’analisi politica, che dovrebbe abbracciare altre novità dirompenti, fra cui l’affermarsi di un nuovo bipolarismo, il consolidarsi dell’alternativa di governo del PD, la dolorosa quanto storicamente grave scomparsa della Sinistra addirittura dalle scena parlamentare.

Certo l’idea che nel Parlamento della Repubblica debba sedere nella prossima legislatura un personaggio inquietante come Totò Cuffaro e non una persona onesta come Francesco Forgione, non induce all’ottimismo, né porta a considerazioni meno amare la regressione in Sicilia di uno schieramento guidato da Anna Finocchiaro e Rita Borsellino nel dilagare dell’autonomismo assistenzialista intriso di clientelismo e voto di scambio di Raffaele Lombardo.

Ciò che vogliamo però ribadire con forza e convinzione in questo momento, al di là della preoccupazione generale, è che ciascuno dei soggetti che hanno scelto la via della legalità, dei valori etici e civili, non solo resterà al proprio posto, ma dovrà moltiplicare se possibile l’impegno di sempre. Che cosa significa infatti l’avanzata elettorale a destra, intrisa di segnali antistato, secessionisti e del peggiore voto di scambio, se non che il prevalere di tutti gli elementi che combattiamo ogni giorno arrivi ormai a investire la stessa nostra Costituzione e la struttura della democrazia, con una ulteriore frammentazione del Paese e la sua deriva dall’Europa? E’ contro questa devastante prospettiva che siamo chiamati tutti a esaminare criticamente gli errori commessi, i cedimenti, le assurde contrapposizioni interne, i personalismi che hanno certo pesato, a ogni livello di responsabilità. E a rilanciare con più forza, continuità, visione unitaria l’azione già avviata sul piano nazionale come in ciascun territorio.

A partire dalle battaglie che si delineano nel nuovo Parlamento, in condizioni più difficili, per portare in porto innanzi tutto i nuovi provvedimenti antimafia, avviati faticosamente dal governo Prodi e bloccati a mezz’aria dalle elezioni anticipate. Ricostituire rapidamente, con la massima pulizia nelle scelte, la Commissione Parlamentare Antimafia, portando a compimento gli obiettivi legislativi e operativi delineati, resta un punto fondamentale al quale è chiamato il PD, con l’aiuto dell’Italia dei Valori e senza rinunciare, nei modi che dovranno essere individuati, all’apporto di componenti della Sinistra oggi escluse dai banchi parlamentari, ma della cui generosa esperienza sul campo non è possibile fare a meno.

Sui suoi impegni di battaglie civili e culturali, Libera come sempre non si tirerà indietro, seguendo l’esempio di Don Luigi Ciotti e rilanciando ovunque la forza delle idee e i valori della partecipazione.

Da parte nostra, come Libera Informazione, intendiamo perseguire con ancora maggiore determinazione il collegamento e l’aggregazione di tutti coloro che nei territori ad alta densità mafiosa e dovunque si espanda l’illegalità, mantengono accesa la luce della memoria e della conoscenza critica. Mai come oggi, di fronte ai devastanti effetti almeno in parte prodotti o favoriti dai conflitti d’interesse, dall’indifferenza e dalle deviazioni di un sistema dei media drogato e condizionato, avvertiamo la necessità di segnali nuovi e di aria più pulita nelle redazioni e nell’etere.

22 aprile 2008

25 APRILE: Un docu-film come profilassi contro il contagio nazi-fascista

Censura armata a casa nostra

di Bruna Iacopino
da www.articolo21.info

Sembra davvero una maledizione quella abbattutasi sul film-documentario di Claudio Lazzaro, Nazirock. L�anatema scagliato da Roberto Fiore e che aveva colpito persino il sito ufficiale di Nazirock, (rimasto bloccato per un po� di giorni) mantiene tutta la sua efficacia contando sull�appoggio degli adepti di turno e di una fase politica non �esattamente� favorevole.

Il film, la cui distribuzione nei cinema era stata bloccata per questioni legate alla par condicio, sembra non abbia vita facile neanche all�interno delle librerie. La bagarre mediatica scatenata ad hoc contro il lavoro di Lazzaro, ha determinato, nei fatti, una sorta di autocensura e, sembra, una sorta di reticenza da parte dei commercianti di turno. Il documentario, tuttavia, come testimoniato dal sito, � in tour per l�Italia, insieme all�autore, sfruttando i cosiddetti �canali alternativi�: centri sociali, associazioni, ecc. Il calendario � fitto di tappe che vanno dal Nord al sud dell�Italia, dimostrando cos�, che la �censura� pu� essere superata attraverso la circolazione delle informazioni e la creazione di una rete. Che per�, trattandosi per l�appunto, di una rete alternativa, non sempre pu� usufruire delle garanzie concesse a luoghi pubblici quali cinema, teatri, sale.

A dimostrazione di questo dato il grave episodio, verificatosi domenica a Perugia. Le agenzie, Adnkronos e Ansa, riferiscono di un �raid puntivo� realizzato intorno alle 7 di domenica mattina presso il centro sociale ex-mattatatoio nella zona periferica di Ponte San Giovanni. Un testimone oculare all�interno del suo camper, sostiene di aver visto 7 individui introdursi all�interno del cortile e con spranghe fare a pezzi i vetri dell�edificio. Sembra sia stato preso di mira lo stesso camper, la polizia sta indagando.

Il raid punitivo in questione ha una motivazione precisa, e non pu� trattarsi di una semplice coincidenza temporale. La sera prima, i ragazzi del centro sociale, avevano organizzato la proiezione di Nazirock, seguito dal dibattito aperto con l�autore, a chiusura concerto. I teppisti hanno atteso pazientemente che il centro fosse vuoto e hanno agito in maniera indisturbata.

L�episodio, che non � sicuramente un unicum (di aggressioni a centri sociali se ne registrano continuamente senza che la cronaca se ne occupi), al di l� della gravit� dell�atto e la condanna necessaria, non pu� essere sottovalutato in virt� di quanto scritto sopra. Se alle minacce di un�azione legale, che, come si apprende dal sito, non hanno avuto un reale seguito, si aggiungono azioni violente che divengono necessariamente atti intimidatori e fungono da validi deterrenti per chi in futuro abbia voglia di proiettare il documentario in questione, allora � necessaria una ferma presa di posizione da parte di chi continua a sostenere la libert� di informazione nel nostro paese, appellandosi all�articolo21 della costituzione. Occorre che le Istituzioni preposte prendano atto della questione e che la stessa procura della Repubblica ( a cui l�ANPI nazionale ha ritenuto di dover sottoporre il video) tenga conto anche di episodi simili che non possono essere dunque sottovalutati e svincolati dal clima di assedio che circonda il lavoro documentaristico di Lazzaro. In prossimit� di un anniversario importante, come il 25 aprile, tenere desta l�attenzione su gruppi che fanno esplicito riferimento a pratiche e idee di tipo fascista non pu� passare in secondo piano e deve spingere ad una rivitalizzazione di quello che � stata la Resistenza, che ha prodotto la nostra costituzione.

Se poi la proiezione del film all�interno dei cinema � stata bloccata in virt� del periodo di campagna elettorale, allora, mi chiedo, sar� possibile proiettarlo in seguito, oppure ci sar� sempre un pretesto valido per la censura?

Infine una nota a margine: la proposta dell�ANPI di proiettare il documentario proprio il 25 di aprile presso la Casa della memoria e della storia di Roma, ha dovuto di nuovo sottostare alle leggi della par-condicio a causa del ballottaggio di domenica per l�elezione del sindaco� Strano ma vero: denunciare le nuove forme di fascismo, oggi in Italia, significa quasi essere controcorrente.

Estratti del docu-film
puoi vederli qui:

21 aprile 2008

ELEZIONI/ MPA QUERELA "REPUBBLICA" PER DIFFAMAZIONE AGGRAVATA

"Da Lombardo nessuna illegale ricerca del consenso"

da http://virgilio.alice.it/index.html

Palermo, 21 apr. (Apcom) - In merito all'articolo de "la Repubblica" di oggi e che anticipa parte di un servizio che verrà mandato in onda nella trasmissione Exit su La7 (puoi rivedere la puntata di exit), la segreteria politica del MpA annuncia querela per diffamazione aggravata. Secondo l'Mpa nell'articolo "ricompare l'ostinazione irriducibile a voler costruire un nesso tra il successo dell'on. Lombardo, eletto Presidente della Regione, e forme più o meno illecite di acquisizione del consenso".

Secondo Mpa "il redattore volutamente ignora le dimensioni del successo elettorale e la sua omogenea diffusione su tutto il territorio regionale. L'MpA - prosegue la nota - ritiene la ricostruzione giornalistica oltraggiosa e diffamatoria, oltrechè lesiva della credibilità e dell'affidabilità popolare di cui gode il Movimento".

L'on. Lombardo è naturalmente estraneo ad ogni forma di acquisizione del consenso che possa essersi praticata in violazione della legge ed anzi rivendica di avere condotto una campagna elettorale improntata al più severo e sentito impegno civile e della quale potrà rendere conto per ogni iniziativa o dichiarazione o comportamento, tutti sempre improntati alla più assoluta trasparenza".

La ricostruzione del quotidiano - scrive la segreteria Mpa - inoltre offende le centinaia di migliaia di siciliani che hanno espresso liberamente e convintamente il loro consenso".

L'MpA ha dato mandato "affinché si proceda a denunciare il reato di diffamazione aggravata a mezzo stampa e chiedendo all'Autorità giudiziaria competente affinché si accertino i fatti descritti nell' articolo ed altresì facendo richiesta di adeguato risarcimento per il danno subito".

20 aprile 2008

La circolazione delle informazioni nelle democrazie

da www.signoraggio.com

Altro che V2-day, le informazioni non mancano, ci sono tutte, basta cercarle. Perfino da questa televisione, da questi telegiornali, da questi giornalisti tanto criticati da Beppe Grillo in realtà le informazioni arrivano. Quello che manca è la consapevolezza, il quadro generale. Ma quello sta a noi crearcelo, inutile incazzarci e protestare se alla fine quello che vogliamo è la pappina pronta. Il messia di turno che punta il dito sulla "casta" di turno.

Quanti di voi se sentono alla TV che Totti si è stirato un muscolo sanno contestualizzare perfettamente la notizia ed anticipare cosa questo comporterà per il campionato di calcio, ma se invece sentono che la Banca Centrale Europea ha agito sui tassi di interesse degli Euro non sanno che pesci prendere e magari cambiano pure canale? Quanti di voi non cambiano canale quando i giornalisti parlano di gossip?

Perfino la notizia che state vedendo ora fu mandata in onda nei Tg, certo, non potendo del tutto ignorarla cercarono di minimizzare l'accaduto, ma siamo noi che ce la siamo bevuta! L'informazione tutto sommato funziona, siamo noi che non funzioniamo. Nessuno di noi ha il potere di cambiare il mondo, ognuno di noi ha il potere di cambiare sé stesso.

Video: Studente arrestato e TASERATO ad un discorso di John Kerry

Approfondimento: Armed madhouse