11 giugno 2008

Il ponte e le infiltrazioni mafiose

'Messina, il ponte bianco' è il titolo dell'inchiesta a cura della Redazione Interni di Rai News 24 sulla sventata infiltrazione mafiosa nella gara di appalto per la costruzione del Ponte di Messina

Il ponte bianco


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autore dell"articolo Enzo Cappucci [Rai News 24]


















Il servizio ricostruisce la storia del più colossale riciclaggio di denaro sporco mai tentato: 5 miliardi di euro, frutto del traffico di eroina e cocaina dell’ormai crollato impero dei Rizzuto canadesi, in affiliazione con i Bonanno newyorkesi ed i Contrera Caruana del Venezuela: il denaro del fiume bianco di droga, cementato nei piloni del Ponte sullo Stretto: il 'Ponte bianco di Messina'.

Il giornalista Enzo Cappucci ha raccolto le testimonianze dei protagonisti ed intervistato in esclusiva Giuseppe Zappia, un ingegnere italo-canadese, un costruttore, che avrebbe voluto realizzare il ponte a sue spese, con i fondi messi a disposizione da un presunto finanziamento saudita, per poi metterlo a profitto, riscuotendo i pedaggi.

Per gli inquirenti, però, Zappia altri non è che la faccia pulita dei boss, l'uomo in grado di portare a termine il riciclaggio del secolo.

Proprio in questi giorni l'imprenditore è sul banco degli imputati presso il Tribunale Penale di Roma con l'accusa di "associazione per delinquere di stampo mafioso", mentre Vito Rizzuto, in attesa di una prossima richiesta di estradizione in Italia, sconta in Canada una condanna a 10 anni per triplice omicidio.

Decollo dei provvedimenti fascistoidi e razzisti

Se c’è un paese dove le parole “DIRITTO”, “ACCOGLIENZA” e “COMUNITA’” hanno un senso di certo non parliamo dell’Italia di oggi. Il decollo dei provvedimenti fascistoidi e razzisti come il cosiddetto “censimento”-schedatura dei nomadi a Milano, tra l’altro proprio in una via intitolata a Peppino, rischia di cancellare quel poco di dignità civile che era rimasta a questa nazione.

La strategia rimane la stessa: ordire una serie di campagne a base di terrorismo psicologico condite con la “presunzione di sicurezza” e incentrate su di un capro espiatorio, in genere le componenti più deboli della società come i nomadi, e il gioco è fatto. La moltitudine impaurita e distratta non presta attenzione ai grossi affari che garantiscono ai soliti noti denaro e potere.

Questo perché tra uno sgombero, una ronda, un’aggressione fascista e un quintale di mondezza da smaltire (le telenovelas e le trasmissioni commerciali non bastano più per offuscare le coscienze) non trapeli nulla che possa scalfire il loro sistema di potere. Serve anche a questo limitare le intercettazioni, con il bene placito di tutti quelli dalle mani in pasta, che temono si ascoltino le loro telefonate compromettenti (stiano tranquilli, non intendiamo quelle con le amanti, delle quali, sinceramente, non ce ne frega nulla).

Del resto c’era da aspettarselo con mafiosi e criminali fascisti che legiferano comodamente seduti in parlamento, con i loro “capoccia” che inneggiano ad eroi come Mangano (ogni ergastolo una medaglia al valore). A loro allegramente si accompagnano quelli che all’opposizione hanno preferito “l’ombra”, forse perché faceva troppo caldo, o forse hanno scelto in alternativa il sole delle Hawaii.

Siamo solidali di fatto con le popolazioni Rom sia italiane che straniere e come tanti consideriamo inaccettabile il trattamento riservato a loro e agli altri immigrati, resi criminali per occupare i posti in carcere lasciati liberi dai mafiosi (quelli influenti) e corrotti che si godono i loro momenti di gioia. I Lor signori si ricordino, però, che contro la nuova deriva fascista e mafiosa dello Stato italiano c’è ancora chi è disposto a resistere.


Associazione
Peppino Impastato-Casa Memoria