14 novembre 2008

G8 GENOVA SENTENZA DIAZ, ASSOLTI I VERTICI DI POLIZIA

GENOVA, 13 NOV - Dopo 11 ore di camera di consiglio il tribunale di Genova ha assolto per l'irruzione alla scuola Diaz durante il G8 i vertici della polizia. Condannati invece 13 dei 29 agenti imputati,gli altri 16 sono stati assolti. I 3 funzionari della polizia sono Franco Gratteri, oggi direttore centrale anticrimine,e Gianni Luperi,numero tre dell'Aisi,e Gilberto Calderozzi,direttore del servizio centrale operativo della polizia.Grida dal pubblico in Aula: vergogna. Avvocato Biondi:sconfitto teorema Procura.



Approfondimenti: g8 genova 2001

Blitz dei giovani di destra nelle sedi Cgil, Epifani: basta squadrismo

Blitz di esponenti della destra in una sede della Federazione lavoratori della conoscenza della Cgil. A dare la notizia è il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, parlando all'assemblea dei pensionati dello Spi. «Proprio in queste un gruppo di esponenti della destra è entrato all'interno di una nostra struttura della Flc: era già successo, non è la prima volta, ma ora io dico basta con questi metodi squadristici».

da unita.it

Un'analoga incursione è stata fatta anche presso la sede della FLC di Brescia. E nei giorni scorsi a Torino.

Perciò il segretario della Cgil ha invitato a non sottovalutare questi episodi: «Non consentiremo che forme dirette o indirette di violenza e sopraffazione possano vincere sulla forza delle idee della ragione e della giustizia».

Il leader della Cgil ha però rivolto un invito alla calma anche in previsione della manifestazione degli universitari di domani. «In questi giorni sono avvenute molte cose e c'è stato anche qualche episodio limitato di violenze. Ma io dico ai giovani: solo un movimento pacifico allarga i consensi e la storia che abbiamo alle spalle ci insegna che dalla strada dell'illegalità non solo non se ne esce ma fa diventare più deboli e vulnerabili». Epifani ha tuttavia segnalato che: «C'è anche qualcuno che non vede l'ora che questo avvenga e io vorrei evitare di dargli soddisfazione».

I giovani di Azione studentesca hanno occupato per un'ora la sede nazionale della Flc-Cgil esponendo striscioni, lanciando slogan e volantini «senza che la polizia fosse in grado di intervenire». È quanto avvenuto questa mattina a Roma a Trastevere, nel pieno centro della capitale, nella ricostruzione del responsabile organizzativo Maurizio Lembo. «Quella di oggi - racconta il sindacalista - è la seconda azione dimostrativa di Azione studentesca contro la Flc-Cgil in quindici giorni. Due settimane fa siamo riusciti a chiudere i portoni prima che entrassero, questa volta una trentina di persone hanno oltrepassato le porte d'ingresso ma
sono rimaste confinate nell'androne perchè siamo riusciti a bloccare gli accessi agli uffici».

I giovani di destra, con bandiere issate «su robuste aste», hanno lanciato insulti contro il sindacato, il personale della scuola, gli insegnanti fannulloni. Slogan preferito «potere agli studenti, lotta dura sarà». Appena iniziata l'occupazione, il personale della Cgil ha chiamato la polizia, ma quando è arrivata una pattuglia, raccontano dal sindacato «venti minuti dopo l'inizio della protesta, i due agenti hanno chiesto i documenti a noi e solo dopo hanno identificato i ragazzi».

Da parte loro i giovani di Azione studentesca rispondono: «È stata un'occupazione lampo, pacifica e simbolica, durata pochi minuti, il tempo necessario per riportare l'attenzione sui veri problemi della scuola italiana». Azione Studentesca racconta così l'occupazione effettuata questa mattina da alcuni ragazzi del movimento di destra della sede romana della Cgil Scuola, in via Leopoldo Serra. I giovani hanno srotolato uno striscione che recitava 'Basta prof. incompetenti + potere agli studenti, mentre il volantino chiedeva di collegare le carriere dei professori ai risultati educativi conseguiti, di aumentare la rappresentanza studentesca negli organi collegiali, stabilire rigidi criteri entro i quali permettere la bocciatura per motivi di condotta, istituire un comitato di valutazione dei docenti su base provinciale.

L'appello a manifestazioni non violente è stato di nuovo rivolto da Epifani: «Dobbiamo dire con forza ai giovani che solo il movimento pacifico è quello che fa allargare i consensi». Per il dirigente sindacale infatti la storia insegna che «quando ti metti sulla strada dell'illegalità non solo non ne esci ma diventi più debole e vulnerabile e, diciamo la verità, c'è anche qualcuno che non vede l'ora che questo avvenga e non vorrei dargli soddisfazione».

[Ndr: Questa mattina anche a Reggio Calabria come a Roma, e in tante altre città d’Italia, rappresentanze di militanti di destra o estrema destra hanno tenuto presidi e/o occupazioni di protesta di fronte e/o dentro le sedi della Cgil]

13 novembre 2008

G8 di Genova: assolti i vertici della polizia, in aula gridano ''Vergogna, vergogna''

"Il fatto non sussiste" per gi imputati più importanti. Condannati invece tuti gli agenti. Risarcimento alle vittime. Protestano le parti civili.

da salvagente

Sette anni e 11 ore di camera di consiglio. Tanto tempo c'è voluto per ottenere la prima sentenza dopo il massacro della Diaz, la scuola in cui dormiva un gruppo di ragazzi, che erano andati a Genova per manifestare contro il G8. Ci sono voluti migliaia di giorni per arrivare alla sentenza di primo grado. Il giudizio della Corte di Genova arriva su quanto avvenne la notte del 21 luglio del 2001. Ventinove gli imputati, tra dirigenti e agenti di polizia. E ora non si può dire che giustizia sia stata fatta.
I vertici della polizia sono stati, infatti, tutti assolti dal Tribunale di Genova perché per loro "il fatto non sussiste". Si tratta dim Franco Gratteri, oggi direttore centrale anticrimine, Gianni Luperi, oggi numero tre dell'Aisi e Gilberto Calderozzi, oggi direttore del Servizio centrale operativo della polizia. Tutti "alti papaveri" rimasti ai vertici. Con loro sono stati assolti altri 13 funzionari di polizia. Le condanne sono state invece 13 per un totale di 35 anni e sette mesi.

Puniti solo gli agenti

Sussiste, invece (e come!) per gli agenti che evidentemente di loro iniziativa organizzarono quello che va sotto il nome di "massacro della scuola Diaz".
Un none non casuale. Infatti quella notte si contarono, alla Diaz, 93 giovani feriti, portati via su 38 ambulanze.
Non si trattò, insomma, di una scaramuccia. Per gli agenti di Ps le condanne sono state invece 13, per un totale di 35 anni e sette mesi di carcere.
Alla lettura della sentenza è esplosa la protesta in aula. Si è sentito più volte il grido: "vergogna, vergogna". E non c'è da stupirsene.
Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, ha voluto essere presente in tribunale per attendere il verdetto del collegio presieduto da Gabrio Barone. "E' stato un momento importante della storia della città - ha detto il sindaco - non potevo essere altrove".
In aula c'erano ananche i rappresentanti di numerose parti civili. Fra i presenti anche Mark Covell, uno dei 93 manifestanti picchiati alla Diaz.

Diaz, i pestati e i promossi

Prima di tutto, chi non l'avesse ancora fatto vada a vedere in repubblica.it l'articolo di Massimo Calandri sulla ricostruzione della BBC a proposito di ciò che accadde a Genova nel 2001. In particolare l'introduzione delle molotov nella scuola Diaz: foto di agenti col sacchetto di plastica e le bottiglie

di Pancho Pardi

Da micromega-online

Motivo costruito ad arte per giustificare l'ingresso e il terribile pestaggio cui furono sottoposti i 93 manifestanti pacifici e inermi che vi furono trovati.
Promemoria per ricordare che tutti gli uomini della catena di comando di quella sera sono stati promossi.

Quando insistiamo in questi giorni a sostenere che si deve mettere tutto l'impegno affinché il movimento dell'Onda attuale non percepisca le forze dell'ordine come entità ostili sappiamo di avere un compito non facile, soprattutto quando l'informazione pulita mette in mostra, come in questo caso, atti che le forze dell'ordine non avrebbero mai dovuto compiere.
Chi invase quella scuola spaccando gambe, braccia, teste e denti in un parossismo furioso, documentato in modo inequivocabile nel processo che va a sentenza oggi e non negato nemmeno dagli avvocati difensori, agiva coperto dalla protezione del primo governo Berlusconi agli esordi: il suo primo biglietto da visita.

Amnesty International scrisse che i giorni della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto furono per gli arrestati un lungo momento di sospensione delle garanzie costituzionali. Il processo lo ha confermato in pieno.

Sono passati da allora sette anni e si sono tenute centinaia di manifestazioni pacifiche con milioni di persone. Accompagnate da forze dell'ordine responsabili e non aggressive. Bisogna registrare questa lunga sequenza positiva.
Ma proprio per questo si deve esercitare la massima vigilanza affinché nessuno sia tentato dal suggerimento insidioso del presidente emerito Cossiga: infiltrare i movimenti con provocatori pronti a tutto e aspettare che le città vengano messe a ferro e fuoco. Sappiamo che ama alludere. Non possiamo noi sapere a chi parla. Possiamo però impegnarci a fare in modo che non venga ascoltato.

Approfondimenti: g8 genova 2001

12 novembre 2008

Radio Mafiopoli puntata n.08: "Lettera a Totò Riina" - DIRETTA


Caro Totò, o ti devo chiamare boss, o ti devo chiamare 'curtu, o come cazzo ti devo chiamare che siccome non mi sono imbarbarito e nemmeno combinato-puncicato non lo so mica qual'è il tuo nome di battaglia nel risiko di uomini d'onore di mafiopoli. Ti chiamerò Totò, tenendo sottinteso il cognome Riina e per i più scettici Bagarella la tua signora. Qui come sai ben si faceva un po' di satira, dico divertimento così per ridere, ma poi abbiamo sentito saputo che diretto e indiretto ci ascolti, con quei monelli televisionari di Telejato e allora non ce l'ho mica fatta a trattenermi di scriverti. Perché tu lo sai bene che in uno spicchio che ci si può parlare bisogna sfruttarlo subito, ma di questo ne parliamo dopo. Te lo scrivo in italiano pulito perchè, scusami, caro Totò, sarai anche cattivo come un toro e furbo come un limone ma dai documenti a disposizione (quelli che non si sono mangiati durante l'intervallo i tuoi compari e gli insospettabili) tutto mi sembra tranne che sei forte con la lingua. Quella italiana, intendo. Non quella tua che tutta per fifa hanno sempre fatto finta di capire. E allora parlo pulito. Così ci si intende per la "posta del cuore di Riina 'o curtu" senza che ci devi pagare magari un traduttore in mafiopolitano e spenderci altri soldi appena dopo, vicino vicino ai regali di nozze e alle bomboniere di tua figlia per il santo matrimonio in pace e carità.


da radiomafiopoli.org


Ti scrivo io Giulio (prima persona singolare) perchè con voi funziona bene, come i diamanti, che una volta che ci notate poi è per sempre, e per tutto il resto c'è mastercard. E ti scrivo questa letterina che puzza di babbo natale perchè magari te la infilano dentro ad un calzino insieme alle mesate di novembre o alla mancia per comprarti un secondino e te la tieni sotto il cuscino prima di andare a dormire. E ci pensi. E chissà mai che mi rispondi. Con il tuo traduttore interprete mafiopolitano al massimo se sei in difficoltà con le parole. L'importante, oh mi raccomando Totò niente scherzi, l'importante è non ricominciare con 'sti disegni o lettere e bare. Che ci costa una tanica di Cif. Ma torniamo a noi, alle cose serie.
Vorrei chiederti un paio di cose, che dico tanto di tempo ne avrai da spendere, in attesa della tua ora d'aria di branzino e olive all'ascolana. Vorrei chiederti caro Zù Totò... anzi no, scusa, prima i complimenti, a te e alla tua famiglia come diceva quell'anima pia di Michele Greco, così anima pia che lo chiamavano pure papa. Complimenti alla famiglia. Tutta. Innanzitutta alla sua figlioletta minore Lucia, che si chiama come la Lucia del Manzoni e mi è sembrato proprio un gesto da letterato istruito alla faccia dei maligni, che ci vogliono far credere che sei un ignorante contadino onesto agricoltore. Che dico, Totò, ce lo diciamo sottovoce all'orecchio tanto facciamo due metri in due uno in testa all'altro, non ci ha mai creduto nessuno appena ti hanno arrestato alla storia dell'onesto lavoratore, o no? Sarà mica colpa anche questo colpa dei comunisti, che siamo nani peggio dei nani più bassi dei nani più nani da giardino. O no? Ma torniamo a noi, alle cose serie. Complimenti per il matrimonio della tua Lucia, che l'abbiamo visto in mondovisione come sarebbe piaciuto a te, che ti ispiri al padrino nonostante l'hai ispirato, come i cani che si rincorrono la coda. Tra l'altro il prete, che si meriterebbe per questo un don don mica campanaro ma un don don del tipo di don alla seconda. Ti ha dedicato un pensiero a te a tuo compare leoluca. Che qualcuno pensa che siete ancora in carcere duro, qui fuori. Qui fuori dove il 41 bis applicato al contrario ci porta le notizie a metà dietro al vetro dei colloqui del televisore. Qui aulcuno pensa ancora che ci fai il carcere come l'aveva sognato Falcone e Borsellino. Ma non preoccuparti Totò, glielo dico io che dal 2001 non sei più in isolamento, 12 marzo "la festa dei totò corti", e adesso puoi scorazzare felice alle partite di calcetto per il campionato dei mandamenti. Ti hanno messo anche a Opera, dico, mica per niente. Un paio d'anni e ti mandano le belle arti.... ma torniamo a noi, alle cose serie. Il don don al matrimonio vi ha dedicato un pensiero, perchè dio è misericordioso, e dietro in fila i parenti di Scaglione, Russo, Francese, Reina, Giuliano, Terranova, Mattarella, Basile, La Torre, Dalla Chiesa, Chinnici, Libero Grassi, falcone e Borsellino e tutti gli altri. In coda insieme ad un popolo che te l'ha dedicato un pensiero. Caro Totò. Auguri, per il matrimonio e per tutto. E anche per il don don. Ma torniamo a noi, alle cose serie. Il 28 febbraio è uscito dal carcere di Sulmona anche il tuo figliol prodigo Giuseppe, una stella. Nullatenete, ci mancherebbe, come te. Anche se con la riccioluta bionda scorazza per Corleone con il portafogli a soffietto e diecimila euri in contanti dentro. Perchè essendo nullatenente si vede certo che dico non ha mica i soldi per aprirci un conto corrente. Mica come quei fessi delle gemelle Lo Piccolo che lasciano i soldi alla Popolare di Lodi, che con i tempi che corrono e soprattutto appena trascorsi lasciarci i soldi alla Popolare è peggio che infilarli su per il didietro alle renne di babbo natale a livello di investimento, dico. Ma torniamo alle cose serie. Volevo chiederti, Totò, confidando nel tuo senso dell'umorismo intendo, quello che ti ha fatto credere che stavi giocando sul serio a guardie e ladri ed eri pornto al tana libera tutti dopo aver cucinato Falcone e Borsellino, che ti è bastato farti il solletico che sei salito sul monte Sinai e hai scritto le tue tavolozze con le tue leggi e le tue richieste allo stato... perchè Totò, dico, ce lo diciamo tra noi, non ci sente nessuno, stavi scherzando, non ci credevi mica ...? vero? Ma torniamo a noi alle cose serie. Ti volevo chiedere, Totò, senza disturbarti troppo, che altrimenti ti vanno in cortocircuito i due neuroni puncicati, ti volevo chiedere come ti senti... ah a proposito, qui fuori hanno aperto le primarie tra Messina soldino Denaro e Raccuglia dei Caccuglia... da volare via dal ridere, con il tuo figlioletto in giro gli altri si giocano a reteforbicesasso il posto di governo che non è libero... come il partito democratico, chissà come te la ridi... nell'ora d'aria mentre fai i castelli di sabbia con la paletta e il secchiello. Ma torniamo a noi, alle cose serie. Ma tu ci credevi sul serio a questa cosa che facevi paura? Dico non ti fa ridere il mito che ti hanno cucito addosso? Alto come un barile e con il profilo di un mango? Ma torniamo alle cose serie. Ti volevo chiedere Totò se sei contento di questa tua potenza buttata nel cesso, di questo tuo regno che puzza, di quella tua faccia così unta e rossa imbarazzata come in un'interrogazione di matematica. Dico sei contento? Perchè se sei contento....

Ma non ti voglio mica disturbare Totò, che poi mi sbagli i progetti senza i congiuntivi per gli appalti, le mesate, la raccolta e i cantieri. Non ti voglio disturbare. Facciamo che ti faccio un regalo, ecco una confezione di regali: una confezione regalo di congiuntivi. Per iniziare. Poi ci risentiamo. O no. O sì. O a mezza voce con l'onore degli uomini di merda. Alla Riinopolitana

11 novembre 2008

Blog ancora in pericolo: un nuovo Ddl li vuole imbavagliare

Ancora un Disegno di Legge vuole obbligare la blogosfera a iscriversi al Registro degli operatori della Comunicazione. I blogger potrebbero essere accusati di reati a mezzo stampa

di Mirella Castigli
da www.vnunet.it

Pochi mesi fa tiravamo tutti un sospiro di sollievo: sembrava che la blogosfera fosse finalmente salva. I blog l'aveva scampata bella, anche sotto il secondo governo Prodi: un Ddl sull'editoria li voleva imbavagliare.

Ma il giurista Daniele Minotti ha scoperto che anche il Governo Berlusconi sta preparando un Disegno di Legge che potrebbe rendere obbligatoria l'iscrizione dei blog al Registro degli operatori di comunicazione (Roc), con implicazioni giuridiche. I blogger potrebbero infatti essere accusati di reati a mezzo stampa.

Verrebbero esclusi soli i blog che non fanno attività di impresa: ma bastano Google Adwords e piccoli banner per rendere anche un blog personale, "frutto dell'organizzazione imprenditoriale del lavoro".

Il Roc è il registro operatori di comunicazione presso l'autorità per le comunicazioni. L'iscrizione al Roc impegna in una dichiarazione annuale su come e quanto si guadagna e al pagamento di diritti annuali in rapporto agli stessi.

Se passasse la nuova normativa, non solo gli editori, ma anche i blog, come quello di Beppe Grillo, anche se gestito da un privato e non da un editore, diventererebbe ipso facto prodotto editoriale, soggetto alla normativa sulla stampa: quindi avrebbe limitazioni in caso di sequestro, ma otterrebbe responsabilità penali aggravate in caso di denuncia penale.

Cosa accadde nel 2007, il DDL Levi:

10 novembre 2008

Squadrismo e Giornalismo

Così il giornalista Santo Della Volpe, vice presidente di Libera Informazione racconta il grave episodio di cui è stato protagonista la notte scorsa. A Santo va la massima solidarietà da parte della nostra redazione

di Santo Della Volpe
da liberainformazione.org

Succede che arrivi da un viaggio in giro per il mondo, stanco e con le valigie perse, ovviamente, all’aeroporto. Vai a dormire a notte fonda ed il mattino cerchi l’automobile,parcheggiata sotto casa da alcuni giorni, ma, perfettamente,nelle strisce giuste ed anche con lo specchietto retrovisore esterno chiuso. E scopri,proprio quel mattino, che l’automobile è coperta da scritte di vernice bianca, bomboletta spray: ‘falli’ disegnati sulla carrozzeria, sul parabrezza , sul parafanghi, sui vetri. Poi strisce di vernice bianca tutto intorno all’auto,scritte sul paraurti posteriore. Facile imprecare subito e tentare di capire se si possono togliere con uno straccio: inutile. Poi scopri che lì, tra un‘ingiuria ed un “cazzo” (scusate la parolaccia) c’è una bella croce celtica con in alto a sinistra la lettera ‘T’ e in basso a destra la lettera ‘S’.

Non so se per la rabbia o lo stupore, si gela il sangue: hanno anche lasciato la firma, sono quelli del gruppo fascista Trieste-Salario. Hanno riempito di scritte l’intero quartiere. Allora i pensieri girano a mille: perché lungo la via dove l’auto è posteggiata, ci sono decine e decine di altre auto. Tutte a posto,linde o sporche di polvere raggrumata, ma niente vernice.: ed allora significa che hanno scelto proprio la mia vecchia auto, l’hanno presa di mira quando ,dopo alcuni giorni di parcheggio, erano sicuri che io fossi fuori città, forse sanno dove abito (è probabile… nel quartiere non ci nascondiamo di certo,mia moglie, mio figlio ed io…) e sicuramente sanno che quella era la mia auto. Quelli non vanno a caso.

Non è bello sentirsi nel mirino, anche se da parte di una banda di stupidi vigliacchi. Mille pensieri: forse mio figlio ha litigato con qualcuno di loro? Negativo, studia all’estero da più di un mese,poi non usa la mia vecchia macchina da un anno almeno, ha la moto. Lo chiamo,cade dalle nuvole e si arrabbia più di me. Lasciamo perdere. Metto l’auto vicino al portone, poi corro in RAI, devo fare delle visite mediche ed analisi: infatti la pressione schizza in alto. Per calmarmi vado ad un appuntamento di lavoro: ma il pensiero corre sempre lì, a quelle scritte, allora decido di cancellarle, con rabbia, con disgusto. Mi armo di solvente e straccio. Ma poi, di fronte a quella croce celtica, mi fermo. Mi vien voglia di salire sulla macchina ed andare alla loro sede, tanto tutti sanno dov’è…

Poi prevale la razionalità. Il mattino dopo chiamo il 113: efficienti, devo dire. Nel giro di un’ora arriva prima la volante di zona, poi i dirigenti del vicino Commissariato,molto gentili,poi la Polizia Scientifica che fa foto e rilievi: non faccia niente, non dica niente ,dicono,sino ad una nostra telefonata,partono le indagini. Ed io cancello le scritte con rabbia, con furore, a costo di togliere anche la vernice dell’auto. Ed aspetto di capire chi e perché ha preso di mira la mia persona, il mio lavoro da giornalista.L’auto era parcheggiata bene. Allora c’entra il fatto che sono giornalista al TG3. Cosa avrà dato fastidio del mio lavoro? Tutto e niente: forse avevano bisogno di aprire una campagna intimidatoria contro la stampa ed i giornalisti,dopo sono arrivate le cinghiate e le bastonate in piazza contro gli studenti, poi la gravissima incursione in Rai contro Federica Sciarelli.

Ma non posso che notare i muri del mio quartiere piene di scritte, quelle scritte con quella croce celtica,sempre più numerose e sempre più ingiuriose ed avvilenti. Una pressione inutile e delirante. Grazie alla Polizia di Stato per le indagini;ma chi sono questi sciagurati? Chi li istiga alla violenza,per ora fortunatamente solo verbale e nascosta dietro le bombolette spray?

Io non sfido nessuno, ma nessuno creda di far cambiare di una virgola il mio lavoro, di recedere di un millimetro di fronte ai miei doveri (e diritti) di giornalista.

Documento di solidarietà per Tommaso Fonte

Fonte è un dirigente della CGIL che nel corso degli ultimi anni si è battuto ed esposto in prima persona nelle vertenze territoriali più rischiose e delicate come la lotta per l’acqua pubblica, la lotta contro lo sfruttamento del lavoro, per la trasparenza degli appalti nella sanità e nella pubblica amministrazione

da http://www.0932blog.it/

RAGUSA - Dopo 27 anni di attività sindacale la CGIL di Ragusa ha interrotto qualsiasi rapporto di collaborazione con Tommaso Fonte, segretario generale uscente, ritenendo di non volersi più avvalere del medesimo dopo il previsto periodo di sospensione dagli incarichi esecutivi in relazione alla sua candidatura per le elezioni regionali siciliane dell’aprile 2008.

Esprimiamo profondo stupore, amarezza e grande preoccupazione per tale decisione della CGIL, che allarma chi nella società civile e democratica ha avuto in Tommaso Fonte un punto di riferimento sulle questioni della legalità, dello sviluppo e dei diritti fondamentali.

A seguito di tale suo impegno Fonte ha subito minacce di ogni tipo, anche di morte, di cui non si conoscono ancora gli autori.
Crea inquietudine e sconcerto il fatto che dopo la denuncia di un episodio di intimidazione, il dirigente sindacale sia stato paradossalmente processato per simulazione di reato, e infine pienamente assolto. Non risulta peraltro che dopo tale sentenza, emessa dal giudice dott. Andrea Reale il 21 gennaio 2008, siano state fatte indagini per far luce sui fatti denunciati.

Esprimiamo pertanto a Tommaso Fonte la nostra piena e totale solidarietà, sicuri che il suo impegno e la sua passione civile continueranno ad essere patrimonio importante per il territorio ibleo e la Sicilia tutta.

Per le adesioni al documento: accadeinsicilia@tiscali.it; per informazioni e comunicazioni: 339.8473018. Per testimonianze di solidarietà: sosteniamo.fonte@gmail.com. Si ringrazia
Per il Comitato di solidarietà a Tommaso Fonte. Gianluca Floridia

9 novembre 2008

"Associazione per l'arte" di Alcamo(TP): Petizione in difesa della cultura

IN DIFESA DELL CULTURA E DELL’ARTE

da http://www.associazioneperlarte.it/

ALCAMO (TP) - Cara amica, caro amico
l'Associazione per l'Arte fin dalla sua costituzione ha sempre inteso difendere il valore della cultura e dell’arte soprattutto nei giovani, affinché il libero pensiero e la creatività riuscissero a favorire la crescita individuale e collettiva, nella vita e nel lavoro, anche inventando nuova occupazione attraverso la conoscenza e la moltiplicazione delle occasioni per tutti.

Il nostro scopo è sempre stato la diffusione delle arti contemporanee; consideriamo l’arte figurativa, il teatro, la musica, la danza, la fotografia, la letteratura, la poesia, il cinema come compagni necessari di un viaggio verso un migliore approccio alla vita, come strumento di crescita della coscienza sociale e civile, ma anche come difesa delle identità di un luogo e di un popolo, delle appartenenze e delle radici, sempre in un’ottica di condivisione e di relazione con il prossimo, per unire, per apprendere gli uni dagli altri.

L’Associazione per l’Arte, con grande sforzo, ha prodotto festival, seminari, incontri, workshop che hanno portato ad Alcamo il fiore delle arti contemporanee italiane ed internazionali; grazie alle attività laboratoriali si sono formati talenti e si è riusciti a sostenere borse di studio per giovani artisti siciliani che hanno potuto affinare la loro arte in scuole prestigiose.
La nostra associazione ha bisogno di sostegno per garantire la voce di chi non ha mezzi e strumenti per emergere da solo; riteniamo fondamentale il sostegno ad una associazione come la nostra affinché anche nelle zone marginali, periferiche, ci sia un’occasione di rinascita culturale.

Crediamo sia importante non solo per i giovani artisti siciliani che grazie alle nostre attività hanno potuto confrontarsi con Maestri senza doversi spostare dalla propria regione, ma anche e soprattutto per i giovanissimi, i bambini delle scuole elementari e medie che hanno affollato i laboratori di arti visive e di teatro, i ragazzi delle superiori che per la prima volta si sono accostati al mondo del giornalismo, della fotografia, del cinema, della musica...eppure AxA rischia di essere cancellata dai tagli alla promozione della cultura e dell’arte. .

Se hai condiviso il nostro percorso in questi anni e se lo ritieni giusto, ti chiediamo di sottoscrivere questo documento e di essere al nostro fianco.

Per firmare qui: firmaindifesadellacultura