27 gennaio 2009

Prc addio: nasce il Movimento politico per la sinistra

Nichi Vendola concludendo la “ due giorni,” ne decreta ufficialmente la fine annunciando la nascita del “ Movimento politico per la sinistra”. E’ la separazione definitiva dal Partito della Rifondazione comunista. Tutti coloro che lo vorranno possono aderire

di Al. Car.
da http://www.dazebao.org/news/

CHIANCIANO - Conclusa l’assemblea di Chianciano. Vendola: “Un partito, un nodo, una rete? Il futuro si costruisce per approssimazione”. Evitata la discussione del documento finale: forse troppi gli emendamenti

“Rifondazione per la sinistra” non c’è più. Dal palco della del Palacongressi di Chianciano dove si è svolta l’assemblea di quella che era la “mozione due”, sconfitta all’assise del Prc, vengono staccati i manifesti con il nome e il simbolo.

Nichi Vendola concludendo la “ due giorni,” ne decreta ufficialmente la fine annunciando la nascita del “ Movimento politico per la sinistra”. E’ la separazione definitiva dal Partito della Rifondazione comunista. Tutti coloro che lo vorranno possono aderire . Come farlo? E’ semplice. Prima di lasciare l’assemblea i partecipanti, abbandonando anche il Prc, firmano una dichiarazione di adesione al nuovo movimento di approvazione della relazione di Nichi Vendola ed hanno il “diritto” a votare per eleggere un coordinamento provvisorio.

Il documento consegnato ai partecipanti ieri sera e che abbiamo pubblicato andrà direttamente alla discussione nei territori, insieme agli emendamenti che sono già stati presentati. Ufficialmente un modo per “snellire” i lavori e consentire una più vasta partecipazione al dibattito. In realtà pare che gli emendamenti fossero molti e avrebbero richiesto una lunga e, forse, non facile discussione, visti anche i dubbi e preoccupazioni avanzate nel corso del dibattimento. E non solo da parte di chi ha deciso di rimanere dentro Rifondazione ed ha lasciato ieri l’assemblea, ma anche da chi, in particolare gruppi di giovani, teme una operazione di ceto politico. L’assemblea si conclude così con la elezione di questo organismo provvisorio, molto macchinosa. Era infatti stata predisposta una scheda in bianco dove ognuno poteva scrivere i nomi di chi riteneva opportuno facesse parte del coordinamento.

Sono venuti fuori tanti nomi e in molti hanno rinunciato alla candidatura offerta dall’assemblea a partire proprio da Fausto Bertinotti che si è tenuto alla larga da Chianciano, quasi superpartes. Alla fine sono rimasti in lizza una ottantina di nomi e da questi sono usciti cinque uomini e cinque donne che saranno i coordinatori. Un’altra assemblea è prevista per la approvazione definitiva del documento. Le conclusioni di Nichi Vendola, nominato sul campo portavoce del movimento, sono state interrotte da numerosi applausi.

Alla fine del discorso durato più di un’ora, tutto a braccia, solo un foglietto con la scaletta delle cose da dire, si sono tutti alzati in piedi. Quasi a far da contraltare alla maggioranza che aveva vinto il congresso ed aveva intonato “ Bandiera rossa” questa volta sono stati i “ vendoliani”, parola che non piace a Nichi, a cantare l’inno dei comunisti. Sul futuro del nuovo movimento Vendola ha usato una formula abbastanza originale, evitando una scelta definitiva che avrebbe forse scontentato questa o quella parte. Intanto- ha detto- “ ora non facciamo un partito, ma ricominciamo a partire”. In che direzione? Un partito, una rete, i nodi nel territorio? Oggi diciamo – ha proseguito- “usiamo la parola approssimazione.

Ci muoviamo per approssimazioni., sperimentiamo.” “ Partiamo- ha più volte ripetuto- rianimiamo la discussione, sappiamo che è un’avventura difficile, ritroviamo il gusto di fare politica, di ritrovarci dentro una speranza collettiva”. In questo quadro le prossime elezioni sono una cartina di tornasole. Vanno affrontate con saggezza, con la condivisione degli obiettivi comuni, quelli che- in sintesi il pensiero di Vendola- ci tengono insieme. Le elezioni europee sono una tappa per la ricostruzione della sinistra e non la nascita del partito. Più tardi in una intervista rilasciata a Rai news è tornato sul significato della parola “ approssimazione,” precisando che le formule si scelgono operando criticamente, con la sperimentazione e la ricerca.

Ha parlato di un “ cantiere” che deve essere ricco di differenze, espressione di culture diverse, di tante storie, “un cantiere plurale” ed ha indicato come “interlocutori preziosi,” Sinistra democratica e Verdi., riproponendo il tema della “ sinistra federata” di cui aveva parlato nella relazione di apertura dell’assembea. Del resto prima di lui, nell’intervento che aveva caratterizzato il dibattito della mattina, era stato Gennaro Migliore, anche rispondendo a sollecitazioni delle nostre cronache, a parlare di “ricostruzione di una identità”con Sinistra democratica di Mussi e Fava e con i Verdi.

Il cammino è già stato avviato con la prima assemblea tenuta all’Ambra Jovinelli e che troverà concretizzazione in un rapporto più stretto fra queste tre forze all’inizio del mese di marzo quando si svolgerà la seconda assemblea. Il presidente della regione Puglia, nel suo lungo intervento conclusivo, ha cercato anche di delineare un quadro di valori, una identità ideale, di dare un ‘anima ad un’operazione che rischia di essere un nuovo patto fra ceto politico. Ha parlato a lungo della” solitudine” dei popoli di cui è emblematica la tragedia palestinese, degli individui, delle donne e degli uomini. Ha posto il problema del lavoro come il vero asse della battaglia politica da portare avanti, della ricostruzione della sinistra, attaccando a fondo il Pd perché si colloca in posizione neutra fra lavoratori e imprese, perché a fronte dell’attacco alla Cgil, alle lotte che il sindacato, da solo, porta avanti nuovamente, non da cenno di alcun riscontro. E su queste tematiche ha innestato la questione del rapporto fra diritti civili e diritti sociali, il tema della libertà e dell’uguaglianza.

Tema delle libertà sul quale era intervenuto anche Piero Sansonetti, usando parole pesanti nei confronti del Prc che ha definito la vicenda che ha portato al cambio di direzione di Liberazione , “il più grave attacco alla libertà di informazione e di pensiero portato avanti da un partito in questi ultimi anni”. Ha accusato la maggioranza del Prc di “ stalinismo apolitico.” Vendola, nell’intervista a Rai news, torna sull’argomento del rapporto con il Prc. Aveva augurato buon lavoro a Ferrero. Ora parla di una “ rottura radicale “ con Rifondazione, di una “ ritrovata libertà” e proprio dentro questo orizzonte ognuno può percorrere la propria strada, senza sentirci avversari. Possiamo riprendere a parlarci ma il Prc non sarà per noi l’interlocutore principale”. Si chiude così una storia durata molti anni .Il futuro? Ha un volto ignoto, come suol dirsi. O forse, purtroppo noto perché già sperimentato, visto che per la quinta o la sesta volta siamo in presenza di una scissione dentro Rifondazione.

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