27 febbraio 2009

Pino Maniaci condannato in secondo grado per diffamazione (alla Bertolino)

Pino mi telefona qualche ora fa. Si parla dell’ultima “ammazzatina” a Borgetto, ci scambiamo qualche informazione come si fa di solito fra colleghi che da un anno ormai stanno sulle stesse storie, gorno per giorno, settimana dopo settimana

di Pietro Orsatti
da http://www.orsatti.info/

Poi, fra una battuta all’altra, mi dice che questa mattina è stata pronunciata la sentenza di secondo grado di una delle circa 200 querele per diffamazione che gli fatto la Bertolino (distilleria di Partinico al centro di ua quasi decennale battaglia di TeleJato). Condannato.

Ora si andrà in Cassazione. Se la condanna, ridotta da 16 a 9 mesi, dovesse essere confermata Pino rischia di passare un po’ di tempo nelle patrie galere. Il buffo è che mentre uno dei Vitale, Michele, membro del clan dei Fardazza, uscirà dal carcere, Pino rischia di prenderne il posto.

Prima di tutto c’è l’amicizia e la preoccupazione. Poi l’indignazione. Ma le cose vanno così. Forse l’unica cosa è rimettersi a alzare il livello di attenzione su Pino, sui rischi che corre lui e la sua famiglia per quello che fa e che racconta sul suo territorio. C’è anche un’altra notizia, proprio di questi ultimi giorni. Non è stata pubblicizzata, ma ne ho avuto conferma da Palermo. L’attenzione da parte delle forze dell’ordine sulla sicurezza di Pino è aumentata improvvisamente nelle ultime settimane. Nessuno si sbottona, ma un improvviso cambio di “attenzionamento” (come odio questo termine) su una persona già minaccita dalla mafia e che ha già ricevuto aggressioni e intimidazioni e attentati fa tremare i polsi.

Prepariamoci a difendere uno dei pochi spicchi di libera informazione rimasti in questo devastato Paese.

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