4 marzo 2009

E’ arrivato il momento di dire basta

La scelta del Ministero della Difesa di approvare il progetto MUOS e di volerlo realizzare a Niscemi ha preoccupato moltissimo la città che rappresento

di Giovanni Di Martino*
da liberainformazione.org

Tale impianto di comunicazione,infatti, sviluppando con forte intensità un campo elettromagnetico, rappresenterà un serio pericolo per la salute della popolazione della città e dei centri vicini.
Il sito prescelto ricade all’interno della Riserva Orientata Sughereta di Niscemi e del SIC, (Sito di Interesse Comunitario) dove si trovano gli alberi di sughero secolari e una macchia mediterranea tra le più antiche al mondo.

Gli effetti nocivi sull’ecosistema sconvolgeranno l’habitat naturale del sito naturalistico, ma soprattutto, metteranno in serio pericolo la salute degli abitanti che si trovano a circa due chilometri dal sito.
Chi ha adottato tale decisione, molto probabilmente, non ha tenuto conto che Niscemi è inserita all’interno dell’area ad alto rischio ambientale per la vicinanza con il petrolchimico di Gela e che quindi ha già pagato un altissimo prezzo con una presenza consistente di patologie malformative e tumorali. E che dal 1991 possiede una base Nato con la presenza di 41 antenne che alimentano già un sistema di onde elettromagnetiche.

E’ arrivato il momento di dire basta a tutto questo. Anzi è arrivato il momento che i siciliani rivendichino il loro diritto di vivere la terra in modo organico e come un’isola di pace. L’ennesima condanna per la città di Niscemi e per tutto il territorio circostante si chiama Muos, ma ieri e ancora oggi si chiama Enichem, domani si chiamerà nucleare. La Sicilia si appresta a diventare la pattumiera del mondo e la vita dei cittadini stessi viene considerata indifferente agli organi nazionali che hanno approvato il progetto del Muos (prima nel 2001 e ratifica del 2006 Ministero della Difesa) e a quelli regionali (Assessorato Territorio e Ambiente) che per due anni ha tenuto nascosto l’ennesimo ecomostro che sarebbe arrivato sulla testa dei cittadini.

Il resto sono solo inutili polemiche che sorgono in periodi pre-elettorali e non hanno alcun nesso causale e rispetto per chi amministra questa città e dice in modo forte il proprio no all’installazione del Muos. Ho chiesto all’Arpa di fare i dovuti controlli per verificare se il livello di onde elettromagnetiche ha già superato i limiti consentiti e che, in maniera non ancora ufficiale, probabilmente è già stato superato. Ho scritto Ministero della Difesa per chiedere chiarimenti su questo progetto americano ed emanato una direttiva sindacale per richiedere un ulteriore parere tecnico e bloccare l’iter. Ho chiesto personalmente che venga sospeso l’iter istruttorio per il rilascio dell’autorizzazione per l’inizio dei lavori, fino a quando non saranno date garanzie certezze sulla innocuità dell’impianto; di verificare personalmente, insieme ai sindaci dei territori limitrofi che i lavori non siano iniziati; l’intervento del governo regionale per bloccare il progetto. Il nostro ruolo, secondo il DPR n. 357/97 art.5 co.8 è notevolmente ridotto. Dice la Legge che: “Qualora, nonostante le conclusioni negative della valutazione di incidenza sul sito ed in mancanza di soluzioni alternative possibili, il piano o progetto, debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale ed economica”.

Con questo si ritiene, indispensabile, fare fronte comune e chiedere l’intervento degli organi regionali e fare valere il regime a Statuto Speciale che contraddistingue la Sicilia. Ringrazio personalmente tutti i sindaci e la deputazione regionale e nazionale che sono venuti a Niscemi e con i quali stiamo avviando un coordinamento degli amministratori per fare fronte comune contro il Muos. La città di Niscemi, il sindaco e la sua amministrazione, il consiglio comunale non accettano di essere vittime delle onde elettromagnetiche e schiavi di un mondo che trasforma la nostra terra in un mare di guerra. La manifestazione dello scorso 28 febbraio che ha portato in piazza 15 mila cittadini, tante mamme e giovani, è un esempio di quello che questa città, insieme a tutte le realtà che hanno a cuore la vita dei cittadini e dell’ambiente circostante, possono fare. Unirsi è l’unico mezzo per fare vivere la nostra gente e la nostra terra.

*sindaco di Niscemi

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