5 marzo 2009

Emendamento D'Alia è censura web

con una scusa sacrosanta (bloccare chi inneggia alla mafia, al terrorismo e alla violenza) si prepara a mettere il bavaglio alla rete

di Marco Bazzoni
da http://www.articolo21.info/index.php

Il Senatore Gianpiero D'Alia, con il suo emendamento all'articolo 50 del DDL 773

(pacchetto sicurezza), già approvato dal senato:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Emend&leg=16&id=392701&idoggetto=413875

Andrebbe ricordato che il reato di apologia e di istigazione a delinquere, è già previsto e punito dal codice penale, quindi chiunque ne venga accusato, viene processato, e se colpevole, condannato. Ovvio che il fine non quello, ma è di limitare la libertà di espressione e di opinione in rete. In pratica, sempre se questo emendamento non verrà ritirato, e quindi approvato definitivamente dalla Camera dei Deputati, se su un blog, social media, ad esempio Youtube o Facebook, ci sono commenti, articoli che commettono apologia di reato e istigazione a delinquere, esempio invitare ad non osservare una legge considerata sbagliata, e non vengono rimossi entro 24 ore, il provider è obbligato dalla legge a oscurarli, pena una sanzione da 50 mila a 250 mila euro:

Questo emendamento è incostituzionale, perchè va contro l'Articolo 21 della costituzione che dice: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione....." Se l'emendamento D'Alia non verrà stralciato, anche in Italia la libertà d'informazione su internet, sarà limitata a livelli della Cina. C'è un blog che Vi invito a visitare, ed è quello di Stefano Quintarelli, che in un suo post, analizza nei dettagli l'emendamento D'Alia:

http://blog.quintarelli.it/blog/2009/02/quel-biiip-di-biiip-ha-biiip-una-biiip-.html

In una nota di poco fa sull'agenzia Apcom, il Senatore D'Alia:
http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2009/02_febbraio/13/sicurezza_d_alia_a_di_pietro_mio_emendamento_non_censura_web,17971950.html,

risponde al post di Antonio Di Pietro:
http://www.antoniodipietro.com/2009/02/_il_senato_con_voto.html#comments, che accusava questo emendamento di censura, dicendo che il suo emendamento non censura il web.

Invece ha ragione Di Pietro!!! Inoltre D'Alia, sempre nella sua nota di agenzia, arriva addirittura a dire che i blog di Beppe Grillo e di Antonio Di Pietro sono pieni di sciocchezze, quando non è assolutamente così, dimostrando di non avere il minimo rispetto per le centinaia di migliaia di persone che accedono ogni giorno a questi blog. C'è ne fossero di blog così!!!

Infine, concordo pienamente con quanto dice Sonia Alfano, che in una nota di agenzia stampa, dice "che invece di oscurare internet, si potrebbe ad esempio riaprire le inchieste sulle stragi di Ustica, Via D'Amelio, Capaci, Piazza Fontana, e molte altre, e far avere alle vittime delle molteplici stragi italiane la giustizia che non hanno mai ottenuto".

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