29 luglio 2009

Tremila case per undicimila famiglie con l'abitazione rasa al suolo

Parla il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente: "Come facciamo pagare le tasse se l'Aquila è una città fantasma?"

di Pino Finocchiaro
da http://pinofinocchiaro.blogspot.com/

"Sono preoccupato, io parlo di tasse, il premier parla di case in costruzione. Che vuol dire? Che il governo ha già deciso di non accogliere il nostro appello e ci imporrà di pagare le tasse sin dal'inizio dell'anno prossimo?"

Il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente ha deciso, aspetterà sino a domattina per chiedere un incontro ufficiale con il commissario per il terremoto, Guido Bertolaso.
Il timore di Cialente è che si minimizzi l'importanza della moratoria sul pagamento delle tasse, continuando in una campagna mediatica che punta sulla ricostruzione rapida, anche se non per tutti: "Ma come facciamo a pagare le tasse se l'Aquila è una città fantasma? ci ha detto Massimo Cialente.
"Io ho quasi dodicimila nuclei familiari con la casa crollata. Le case che il governo riuscirà a realizzare prima dell'inverno non saranno più di tremila. Solo una famiglia su quattro potrà accedere alla nuova casa".

"Quel che il governo non vuol capire è che gli aquilani prima si alzavano tutte le mattine per andare a lavorare. Adesso non hanno più un luogo fisico dove lavorare, né le abitazioni dove trovare ristoro al termine della giornata. La nostra economia è in sofferenza, noi non ce la facciamo più - ha proseguito Cialente. "E per me il Governo non ha capito cosa realmente è accaduto il 6 aprile all' Aquila".

"Se devono lasciarci in questa situazione non indosserò più la fascia tricolore da sindaco - aveva già detto Cialente - la restituirò al capo dello Stato e la riprenderò solo quando vedrò che questo Paese ci è vicino".
Ed ha insistito:"Noi che cosa chiediamo? Di essere trattati come tutti gli altri. Vale a dire. In Umbria, dopo un anno e mezzo hanno ricominciato a pagare le tasse. Quello che non avevano pagato nel periodo successivo al dramma che li aveva colpiti, lo restituiscono ancora adesso in 120 rate, vale a dire in dieci anni, e solo per il 40 per cento. Noi dovremmo cominciare dal primo gennaio a ripagare il cento per cento. Ma soprattutto ricominceremmo a pagare le tasse da subito, dal primo gennai".

E Massimo Cialente lo ha ripetuto chiaro. "Se, domani, in sede di Commissione Finanze e Bilancio della Camera- ha detto Cialente - non passeranno due emendamenti, la proroga di altri sei mesi del pagamento dei tributi, e la dilazione in 24 rate per un arco temporale di dieci anni con una forfettizzazione del quaranta per cento sarei costretto a riconsegnare la fascia tricolore al capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
"Vorrei però che non si pensasse che si tratti dello strappo di un sindaco. Insomma. Non siamo in condizione di tirare fuori questi 23 milioni di euro almese come città. Perché la città non c'è. 11.200 abitazioni sono crollate. La città è una città fantasma".

Numerose le prese di posizione in favore del sindaco del'Aquila. "Siamo solidali con Massimo Cialente" ha detto Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. "Per questo la nostra associazione martedì andrà al'Aquila per incontrare gli amministratori locali. Ci auguriamo che quotidiani e tv continuino a tenere i riflettori accesi su quel che accade all'Aquila. Ci sembra giusto sottolineare il ruolo di quegli inviati che sin dall'alba del 6 aprile sono arrivati all'Aquila consentendo agli italiani di comprendere appieno la gravità della tragedia che si stava consumando in Abruzzo".

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