19 novembre 2009

Ancora intimidazioni a Gianni Lannes. Berlusconi non risponde

A causa di un’evidente e anomala intimidazione di matrice mafiosa consumatasi nel tardo pomeriggio di ieri 17 novembre – i carabinieri sono stati prontamente informati e sono immediatamente intervenuti – non potrò partecipare alla conferenza di Amnesty International in programma oggi alle 17,30 all’auditorium della biblioteca provinciale di Foggia


di Gianni Lannes
da http://www.italiaterranostra.it/

Porgo le mie scuse al collega Cesare Sangalli che presenterà il suo reportage in Nigeria. Il giornalista toscano, aveva intervistato il padre di KEN SARO WIWA, il poeta impiccato insieme ai suoi amici e compagni di lotta il 10 novembre 1995 perché aveva osato denunciare pubblicamente tale sfruttamento. Proprio in quel paese africano l’Eni saccheggia le risorse naturali di idrocarburi mietendo vittime umane. E’ la stessa multinazionale che sta distruggendo anche l’Italia e ora farà man bassa dell’Abruzzo dopo aver sfruttato la Basilicata e prima ancora l’antica Daunia, succhiando a partire dagli anni ‘50, notevoli quantitavi di gas dalle viscere dei Monti Dauni, senza dare in cambio nulla di concreto. E paradossalmente i cittadini della Capitanata pagano la bolletta energetica all’Italcogim. Avrei dovuto illustrare le mie inchieste in Somalia, dove ho lavorato per conto del settimanale L’Espresso, sul sequestro di un peschereccio oceanico .

Avrei mostrato con immagini fotografiche e documenti la rotta dei veleni industriali (tossici e radioattivi) che l’Europa occulta illegalmente in quella parte del globo, sia in mare che in terra. Avrei parlato del progetto Urano (targato Comerio), in cui si erano imbattuti gli straordinari colleghi ILARIA ALPI e MIRAN HROVATIN (vedi: Il Manifesto del 18 marzo 2006). Avrei raccontato dell’ineguagliabile lavoro di intelligence del capitano di corvetta della Marina italiana, NATALE DE GRAZIA, assassinato nel 1995 (i curiosi possono leggere il servizio che avevo realizzato con il collega Luciano Scalettari, pubblicato dal settimanale Famiglia Cristiana nel giugno 2005). Singolare coincidenza, come ben sanno gli inquirenti: ieri ho raccolto ulteriori prove sull’affondamento delle navi dei veleni, di migliaia di barili imbottiti di scorie pericolose e centinaia di container, gettati a ridosso del Gargano, delle Isole Pelagose e delle Isole Tremiti. Caro signor presidente del consiglio dei ministri Berlusconi, signor ministro Maroni per quale ragione non avete ancora fornito una risposta all’interrogazione a voi indirizzata l’8 luglio scorso dal deputato Leoluca Orlando, a proposito degli attentati che già allora avevo subito? Un fatto è certo: solleveremo tutta l’Italia partendo dal Mezzogiorno. Stiamo facendo luce su tutte queste vicende nebulose che coinvolgono pezzi di Stato, governi, istituzioni deviate, partiti, e multinazionali. Non avete il diritto di ipotecare la nostra vita e quella delle generazioni future.

Anche se mi ammazzeranno (ho comunque messo al sicuro anche presso colleghi fidati la documentazione probante e scottante) salirà presto una marea popolare che vi sommergerà. Come ben sapete sono già state realizzate analisi scientifiche a Vieste nel Gargano, la mia terra e il mio mare, che evidenziano le cause dello straordinario innalzamento di neoplasie maligne e malformazioni nei bambini, ma avete messo tutto a tacere. Siete al corrente di tutti i disastri anche in Calabria, in Sicilia, in Sardegna, in Molise, in Abruzzo, in Basilicata e perfino nelle Marche. Apprendo ora che l’ente provincia di Foggia – guidato dal presidente Pepe (parlamentare del pdl) e tra l’altro dall’assessore Pecorella – ha negato ai miei collaboratori la sala conferenze di palazzo Dogana per la presentazione del libro, NATO: COLPITO E AFFONDATO. Grazie a questi politicanti da strapazzo per la democrazia violata.

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