30 gennaio 2009

Libera informazione... su Dylan Dog?

Ieri apro il n. 269 di Dylan Dog e mi soffermo a leggere le prime pagine. C'è un dialogo sulla informazione che vi riporto, ne vale la pena. Democrazia, pluralismo e obiettività. Se un fumetto ne parla, non so se pensare se siamo più in emergenza o più sulla giusta strada. Propendo per la seconda, visto che Dylan Dog è un fumetto letto da miglia e miglia di lettori. Claudio

A: "Tra gli invitati al Galà di beneficienza anche la bella e ricca Grace Endicot...sempre più bella, ma ancora ricca? Girano voci di un grave dissesto finanziario, che sarebbe alla base dell'improvvisa rottura del fidanzamento con Sir Edwin Carlton-Jones."

B: "Secondo il Daily Truth stanno ancora insieme. Li hanno visti in un night club, dopo il ricevimento, in atteggiamento molto intimo."

A: "Ecco cosa non mi piace dei giornali. Non sai mai chi dice la verità."

B: "Forse nessuno."

A: "Meglio non leggerli, allora."

B: "E rinunciare all'informazione?"

A: "Per me potrebbero anche chiuderli tutti. Se chi mi informa dice solo bugie, è meglio che stia zitto!"

B: "E chi stabilisce qual è la verità?"

A: "La verità è nei fatti, non nelle congetture. Ma per raccontare i fatti ci vuole obiettività. Senza obiettività non c'è buona informazione. E senza una buona informazione non c'è libertà di stampa e neppure democrazia!"

B: "Non è proprio così che stanno le cose, Mr. Coke."

A: "E questo è male secondo te, Mr. Firebrand?"

B: "Molto male."

A: "Che cosa è più importante dell'obiettività? Sentiamo."

B: "La pluralità. Che i giornali siano obiettivi o faziosi non conta. L'importante è che nessuno si erga a giudice o garante dell'obiettività dell'informazione e che ognuno possa dire ciò che ritiene giusto o opportuno."

A: "Anche se non è vero?"

B: "Deve essere chi legge a stabilirlo, magari dopo aver consultato più di una fonte. D'altra parte, è sempre possibile distinguere tra verità e mistificazione? Per esempio, che cosa diranno di Lord Endicot i giornali di domani?"

A: "Un mucchio di sciocchezze."

B: "E allora vedi che ho ragione? Il compito dei giornali non è quello di istillare certezze, ma di seminare dubbi!"

Italia-Altrove: sola andata

Essere giovani oggi in Italia non è affatto un’esperienza entusiasmante, nè formante nè costruttiva. Analisi ragionata di chi nel suo paese per venticinque anni aveva seminato molti sogni. Ed ora vuole portarli a sbocciare altrove

di Serena Maiorana
da girodivite.it

Sono una ragazza di venticinque anni, voglio fare la giornalista e da dieci anni scrivo e provo a scrivere su giornali e giornalini. Negli ultimi tempi però ho scritto un po’ meno, e sapete perché? Perché tutto quello che vedo intorno mi fa schifo. È tutto un voltafaccia, un colabrodo, un inciucio, un tutto torbido.

E in questo vomitare a destra e sinistra, increduli e ancora giovanissimi, può capitare di non trovare più tanto tempo per scrivere. Prima perché ti incazzi, poi perché ti deprimi, alla fine perché ti annoi. E la tua unica preoccupazione diventa solo quella di cambiare aria, di trasferirti chissà dove. Perché capisci che gli anni passano e l’ultima cosa che vorresti nella tua vita è vivere in un posto che ammazza il tuo entusiasmo: l’unica cosa saggia che puoi fare se sei giovane e italiana è portare al riparo i tuoi figli prima che nascano. L’Italia è un posto malato.

È questa la più grande colpa della generazione che ci ha messi al mondo e che ci governa, che ci ha educati, che ci ha cresciuti, che ha decostruito questo mondo così come lo vediamo: ci ha tolto la possibilità di mettere al mondo speranza. Ha invertito il vero e il falso per il suo tornaconto, ha perpetrato l’ingiustizia, ha cambiato le coordinate, ha smantellato ogni certezza, ogni morale, ogni possibilità di pulizia e costruzione.

Io adesso sono in Spagna, e anche se sono solo in Erasmus (progetto dell’Unione Europea per lo studio all’estero) mi sento un’emigrante, sensazione triste ma compensata dall’aria più salubre che si respira qui. La Spagna è piena di giovani italiani alla ricerca di lavoro e di serenità e serietà per costruire futuro e credo che stia avvenendo lo stesso in altri paesi d’Europa più moderni, democratici e lungimiranti del nostro. E nonostante l’Onda studentesca e molti chiacchiericci mediatici credo profondamente che la condizione e le prospettive delle giovani generazioni italiane siano argomenti inspiegabilmente sottovalutati nel mio paese. La situazione attuale è di assoluta emergenza ed è pronta a precipitare se non si interviene immediatamente e in maniera decisa. La mobilità sociale in Italia non esiste, la meritocrazia ancora meno.

Tra i miei coetanei questa è una realtà risaputa eppure difficilmente l’argomento è all’ordine del giorno nella società italiana per un motivo molto semplice: quali sono i luoghi dati ai giovani per discuterne? Il parlamento? I giornali? Impossibile: sono luoghi vuoti di giovani. L’unica roccaforte del pensiero e dell’agire giovanile è rimasta l’università. La protesta universitaria di questo caldo autunno italiano però è rimasta nell’immaginario collettivo solo una valvola di sfogo di un malcontento a lungo covato, le istanze della protesta non sono state raccolte e nemmeno analizzate dagli organi istituzionali competenti, che anzi sono andati avanti con lo smantellamento ragionato e colpevole di quell’ultima roccaforte.

Sono cresciuta leggendo i giornali e pensando di volerli scrivere. Oggi quando li leggo però non trovo traccia della realtà così come ogni italiano la vive ogni giorno. La domanda che mi pongo oggi non è più che lavoro voglio fare da grande, ma qual è la società in cui voglio fare crescere i miei figli, oltre che quella in cui voglio invecchiare. E ho capito che la soluzione non è la ricerca del paese perfetto, bensì la possibilità di partecipazione: la possibilità di costruzione e di scelta sociale oltre che individuale sono la chiave della svolta. Una società blindata è una società già morta. Questo è tutto quello che oggi ho ancora voglia di scrivere.

PUNKREAS: "Cuore Nero"

Parlammo tempo fa da questo blog de: "Il piano di rinascita democratica della P2". Oggi vi segnalo un ottimo video clip dei Punkreas, tra le immagini potrete leggere alcune parti del noto progetto. Buona visione.



29 gennaio 2009

Radio Mafiopoli puntata n. 18: "Cani boss e boss cani"

Tanto va il mafiuso al lardo che ci lascia lo zampino. A Mafiopoli ti giri un secondo e casca il mondo, casca la terra e tutti giù per terra. Settimana di boss che sparano ai cani, di onorevoli pizzi squartariati e soprattutto di boss cani. Ma andiamo con ordine


da radiomafiopoli.org

28 gennaio 2009

L'occhio indiscreto di Maroni su tutti i cortei

Il ministro con una circolare impartisce alla polizia l'ordine di filmare tutte le manifestazioni

da www.zeusnews.com

Tutti ricorderanno l'episodio dei giorni del G8 di Genova in cui il giovane figlio del noto giornalista GianPaolo Ormezzano fu pestato a sangue da agenti delle forze dell'ordine in strada (uno di parecchi episodi del genere). Il ragazzo aveva cercato di filmare, con una videocamerina digitale, gli scontri duri fra polizia e manifestanti, moltissimi dei quali innocenti, non violenti e indifesi, accomunati con pochi esponenti di frange violente.

In questi giorni invece l'assessore regionale ai Trasporti della Regione Lombardia (un esponente del centrodestra) è stato denunciato alla Polfer da personale di Trenitalia perché era salito su un treno di pendolari diretto a Milano insieme a un fotografo, per documentare con video e foto i gravi disagi che ogni giorno i lavoratori pendolari su quella linea devono sopportare.

A fronte di questi divieti vecchi e nuovi arriva la disposizione del ministro degli Interni Maroni che impartisce con una circolare amministrativa l'indicazione alle forze dell'ordine l'indicazione di filmare sempre i partecipanti alle manifestazioni sindacali e politiche.

La circolare dà anche la possibilità di vietare particolari luoghi per le manifestazioni, in modo ecccessivamente discrezionale, e di chiedere una "cauzione" di garanzia (quasi una "tassa sulle manifestazioni") per possibili danni arrecati dai manifestanti. Spesso invece accade che i disordini siano fomentati da persone estranee, distinte o addirittura opposte ai promotori della manifestazione.

Sembra che il governo, paventando una stagione ricca di conflitti sociali e di manifestazioni di piazza, come quelle di Atene, Reykjavík, Sofia e Riga, voglia intimidire e schedare anche i dissenzienti attraverso foto e video.

27 gennaio 2009

Prc addio: nasce il Movimento politico per la sinistra

Nichi Vendola concludendo la “ due giorni,” ne decreta ufficialmente la fine annunciando la nascita del “ Movimento politico per la sinistra”. E’ la separazione definitiva dal Partito della Rifondazione comunista. Tutti coloro che lo vorranno possono aderire

di Al. Car.
da http://www.dazebao.org/news/

CHIANCIANO - Conclusa l’assemblea di Chianciano. Vendola: “Un partito, un nodo, una rete? Il futuro si costruisce per approssimazione”. Evitata la discussione del documento finale: forse troppi gli emendamenti

“Rifondazione per la sinistra” non c’è più. Dal palco della del Palacongressi di Chianciano dove si è svolta l’assemblea di quella che era la “mozione due”, sconfitta all’assise del Prc, vengono staccati i manifesti con il nome e il simbolo.

Nichi Vendola concludendo la “ due giorni,” ne decreta ufficialmente la fine annunciando la nascita del “ Movimento politico per la sinistra”. E’ la separazione definitiva dal Partito della Rifondazione comunista. Tutti coloro che lo vorranno possono aderire . Come farlo? E’ semplice. Prima di lasciare l’assemblea i partecipanti, abbandonando anche il Prc, firmano una dichiarazione di adesione al nuovo movimento di approvazione della relazione di Nichi Vendola ed hanno il “diritto” a votare per eleggere un coordinamento provvisorio.

Il documento consegnato ai partecipanti ieri sera e che abbiamo pubblicato andrà direttamente alla discussione nei territori, insieme agli emendamenti che sono già stati presentati. Ufficialmente un modo per “snellire” i lavori e consentire una più vasta partecipazione al dibattito. In realtà pare che gli emendamenti fossero molti e avrebbero richiesto una lunga e, forse, non facile discussione, visti anche i dubbi e preoccupazioni avanzate nel corso del dibattimento. E non solo da parte di chi ha deciso di rimanere dentro Rifondazione ed ha lasciato ieri l’assemblea, ma anche da chi, in particolare gruppi di giovani, teme una operazione di ceto politico. L’assemblea si conclude così con la elezione di questo organismo provvisorio, molto macchinosa. Era infatti stata predisposta una scheda in bianco dove ognuno poteva scrivere i nomi di chi riteneva opportuno facesse parte del coordinamento.

Sono venuti fuori tanti nomi e in molti hanno rinunciato alla candidatura offerta dall’assemblea a partire proprio da Fausto Bertinotti che si è tenuto alla larga da Chianciano, quasi superpartes. Alla fine sono rimasti in lizza una ottantina di nomi e da questi sono usciti cinque uomini e cinque donne che saranno i coordinatori. Un’altra assemblea è prevista per la approvazione definitiva del documento. Le conclusioni di Nichi Vendola, nominato sul campo portavoce del movimento, sono state interrotte da numerosi applausi.

Alla fine del discorso durato più di un’ora, tutto a braccia, solo un foglietto con la scaletta delle cose da dire, si sono tutti alzati in piedi. Quasi a far da contraltare alla maggioranza che aveva vinto il congresso ed aveva intonato “ Bandiera rossa” questa volta sono stati i “ vendoliani”, parola che non piace a Nichi, a cantare l’inno dei comunisti. Sul futuro del nuovo movimento Vendola ha usato una formula abbastanza originale, evitando una scelta definitiva che avrebbe forse scontentato questa o quella parte. Intanto- ha detto- “ ora non facciamo un partito, ma ricominciamo a partire”. In che direzione? Un partito, una rete, i nodi nel territorio? Oggi diciamo – ha proseguito- “usiamo la parola approssimazione.

Ci muoviamo per approssimazioni., sperimentiamo.” “ Partiamo- ha più volte ripetuto- rianimiamo la discussione, sappiamo che è un’avventura difficile, ritroviamo il gusto di fare politica, di ritrovarci dentro una speranza collettiva”. In questo quadro le prossime elezioni sono una cartina di tornasole. Vanno affrontate con saggezza, con la condivisione degli obiettivi comuni, quelli che- in sintesi il pensiero di Vendola- ci tengono insieme. Le elezioni europee sono una tappa per la ricostruzione della sinistra e non la nascita del partito. Più tardi in una intervista rilasciata a Rai news è tornato sul significato della parola “ approssimazione,” precisando che le formule si scelgono operando criticamente, con la sperimentazione e la ricerca.

Ha parlato di un “ cantiere” che deve essere ricco di differenze, espressione di culture diverse, di tante storie, “un cantiere plurale” ed ha indicato come “interlocutori preziosi,” Sinistra democratica e Verdi., riproponendo il tema della “ sinistra federata” di cui aveva parlato nella relazione di apertura dell’assembea. Del resto prima di lui, nell’intervento che aveva caratterizzato il dibattito della mattina, era stato Gennaro Migliore, anche rispondendo a sollecitazioni delle nostre cronache, a parlare di “ricostruzione di una identità”con Sinistra democratica di Mussi e Fava e con i Verdi.

Il cammino è già stato avviato con la prima assemblea tenuta all’Ambra Jovinelli e che troverà concretizzazione in un rapporto più stretto fra queste tre forze all’inizio del mese di marzo quando si svolgerà la seconda assemblea. Il presidente della regione Puglia, nel suo lungo intervento conclusivo, ha cercato anche di delineare un quadro di valori, una identità ideale, di dare un ‘anima ad un’operazione che rischia di essere un nuovo patto fra ceto politico. Ha parlato a lungo della” solitudine” dei popoli di cui è emblematica la tragedia palestinese, degli individui, delle donne e degli uomini. Ha posto il problema del lavoro come il vero asse della battaglia politica da portare avanti, della ricostruzione della sinistra, attaccando a fondo il Pd perché si colloca in posizione neutra fra lavoratori e imprese, perché a fronte dell’attacco alla Cgil, alle lotte che il sindacato, da solo, porta avanti nuovamente, non da cenno di alcun riscontro. E su queste tematiche ha innestato la questione del rapporto fra diritti civili e diritti sociali, il tema della libertà e dell’uguaglianza.

Tema delle libertà sul quale era intervenuto anche Piero Sansonetti, usando parole pesanti nei confronti del Prc che ha definito la vicenda che ha portato al cambio di direzione di Liberazione , “il più grave attacco alla libertà di informazione e di pensiero portato avanti da un partito in questi ultimi anni”. Ha accusato la maggioranza del Prc di “ stalinismo apolitico.” Vendola, nell’intervista a Rai news, torna sull’argomento del rapporto con il Prc. Aveva augurato buon lavoro a Ferrero. Ora parla di una “ rottura radicale “ con Rifondazione, di una “ ritrovata libertà” e proprio dentro questo orizzonte ognuno può percorrere la propria strada, senza sentirci avversari. Possiamo riprendere a parlarci ma il Prc non sarà per noi l’interlocutore principale”. Si chiude così una storia durata molti anni .Il futuro? Ha un volto ignoto, come suol dirsi. O forse, purtroppo noto perché già sperimentato, visto che per la quinta o la sesta volta siamo in presenza di una scissione dentro Rifondazione.

26 gennaio 2009

Gioacchino Genchi: "Mai fatte intercettazioni"

"Non ho mai intercettato alcuna conversazione nell'ambito del processo Why Not ma ho lavorato sui tabulati, incrociando numeri di telefono, date e orari dei colloqui:i tabulati sono 792, le utenze controllate solo 641. (...) Assimilare le intercettazioni ai tabulati equivale a ipotizzare un reato di violenza sessuale per chi dà uno sguardo a una bella donna. Per rimanere a una materia di cui Berlusconi si intende". (Gioacchino Genchi, Repubblica.it , 25 gennaio 2009)
Ospite di SKY TG24, Gioacchino Genchi, ex consulente di Luigi De Magistris, racconta la sua verità: il mega archivio non esiste ed è una mistificazione creata ad arte per spostare l'attenzione sul nodo intercettazioni e per bloccare le inchieste della procura di Catanzaro. Insomma, un uomo onesto che ha fatto il suo dovere e che è finito per pestare i piedi a qualche potente.


da ladygroove71b

Il video:
Gioacchino Genchi a SKY TG24: Mai fatte intercettazioni