25 ottobre 2009

Giuliano Vassalli, nato il 25 aprile

Essere nato il 25 aprile è il segno di una storia di coerenza nel nome dei valori universali e inossidabili della nostra Costituzione Repubblicana che Vassalli prima conquistò con la lotta partigiana e poi difese fino alla fine dei suoi giorni. "Io seguivo con attenzione i lavori della Costituente - ricordava - e della Costituzione cambierei poco, molto poco e di certo meno di quello che pensano i più"

di Mattia Stella
da http://aprileonline.info/

La storia di alcune persone è scritta in una data. Questa è la storia di una persona nata il 25 aprile e, in Italia, in quel giorno significa una sola cosa: la vittoria della lotta di Resistenza sul regime nazifascista.
Sto parlando di una persona che ci ha lasciato, Giuliano Vassalli. Nel leggere la storia pubblica di questo straordinario giurista e statista, non si può non partire proprio dalla lotta di Resistenza. Giuliano Vassalli fu uno di quelli che la propria scelta per la libertà e la democrazia la pagarono sulla propria pelle. Arrestato dai nazisti, fu imprigionato nel carcere di Via Tasso e lì subì atroci torture da parte dei militari delle SS.
Ho avuto la fortuna e l'onore di conoscere questa grande personalità della nostra storia nazionale il 25 aprile del 2004. Proprio in quella occasione Giuliano Vassalli venne in Piazza del Campidoglio per partecipare alla chiusura della manifestazione organizzata dall'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, e noi, che da poco avevamo dato vita all'associazione "Giovani per la Costituzione", gli facemmo trovare in Piazza del Campidoglio un piccolo striscione "casereccio" proprio in suo onore.

Poco tempo dopo organizzai presso l'Università di Torvergata un dibattito pubblico sul progetto di riforma costituzionale all'epoca in discussione. Chiunque studi giurisprudenza non può non conoscere Vassalli, che di fatto è stato la procedura penale fatta persona, proprio l'ultima riforma del codice del 1989 porta il suo nome. Ma un conto è percepire attraverso i testi il valore di un giurista, altra cosa è ascoltare dal vivo i suoi ragionamenti e le sue idee. Quel giorno a Torvergata ascoltai una relazione su quell'ipotesi di riforma della Costituzione tra le più illuminanti e obiettive. Punto per punto trattò tutti gli aspetti riguardanti la riforma, e punto per punto spiegò quali erano le motivazioni rispetto alle quali dissentiva profondamente. Ma per spiegare la qualità umana di Vassalli e delle persone appartenenti alla sua generazione racconto un piccolo episodio che mi colpì. Poche settimane dopo l'incontro di Torvergata, mi arrivò a casa un plico contente l'intera relazione che il Professor Vassalli aveva tenuto. Fu un gesto che mi onorò profondamente e che al contempo mi consentì di capire l'umiltà enorme che caratterizza uomini di tale fattura che, una volta tornati a casa, sentono il dovere di spedirti una copia contente la propria relazione.

Sempre alla presenza di Vassalli con "Giovani per la Costituzione" organizzammo la più bella e grande iniziativa a difesa della Costituzione presso l'Aula Magna dell'Università La Sapienza di Roma. L'incontro fu aperto dal Presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro e fu chiuso da Giuliano Vassalli, Presidente emerito della Corte Costituzionale. Più di mille e cinquecento ragazzi ascoltarono con grande partecipazione le parole di questi eccezionali uomini delle Istituzioni. Anche rispetto a questa iniziativa mi viene alla mente un piccolo retroscena da raccontare. Eh sì, perché in realtà Giuliano Vassalli subentrò all'ultimo minuto in sostituzione di Massimo Rendina, Presidente dell'ANPI di Roma, che si era beccato una brutta bronchite e che , di mattina presto, a poche ore dall'inizio dell'iniziativa mi chiamò e dicendomi che al suo posto sarebbe venuto Giuliano Vassalli. Ecco, questa "sostituzione" in corsa fu l'ennesima dimostrazione di umiltà che caratterizzava il Professor Vassalli.

Il Presidente Vassalli fino all'ultimo non ha mai fatto mancare la sua presenza e la sua attiva partecipazione di fronte a tentativi di riscrivere la storia del nostro Paese. Si è, infatti, impegnato in prima linea contro il tentativo di equiparare lo status giuridico dei repubblichini di Salò a quello dei partigiani combattenti per la libertà. Quel provvedimento non è andato avanti e Vassalli, assieme a tutti gli straordinari uomini che lottarono per la nostra libertà e per la nostra democrazia ha vinto anche quest'ultima battaglia.
Essere nato il 25 aprile è il segno di una storia di coerenza nel nome dei valori universali e inossidabili della nostra Costituzione Repubblicana che Vassalli prima conquistò con la lotta partigiana e poi difese fino alla fine dei suoi giorni.

Catania parenti e trasporti

In un paese in cui alla parola legalità qualche ministro mette mano al revolver e Nicola Cosentino si prepara a correre come governatore della Campania dovremmo non stupirci più di nulla. Ingenui

di Claudio Fava
da unita.it

Siamo a Catania, si elegge il nuovo presidente della FAI, la Federazione degli Autotrasportatori, e la scelta cade su Angelo Ercolano: l’ultimo rampollo (incensurato) della principale famiglia mafiosa della città. Lo zio Pippo è il reggente della cosca Santapaola (Nitto è suo cognato); il cugino Angelo invece sta all’ergastolo per aver ammazzato Giuseppe Fava. Per decenni la famiglia Ercolano ha investito i propri denari nella ditta di trasporti, l’Avimec, poi confiscata per mafia. E non c’è subappalto per movimento terra, da queste parti della Sicilia, che sia sfuggito alla premiata ditta Ercolano.

Il vecchio boss Pippo, buon amico dell’editore Mario Ciancio, fu arrestato proprio in un sottoscala ricavato negli uffici della sua azienda, ha già scritto Walter Rizzo su l’Unità. E anche Nitto Santapaola da latitante si spostava nascosto dentro i camion dell’Avimec. Adesso il nipote Angelo (fedina penale immacolata), titolare della «Sud Trasporti s.r.l» (azienda pulita), rappresenterà 1.500 trasportatori catanesi.

Non so come la prenderemmo se al nipote (incensurato) di Cutolo avessero appaltato la ricostruzione de L’Aquila, o se al cugino (incensurato) di Francis Turatello avessero affidato il Casinò di Sanremo. Stupisce che nessuno si stupisca. E che il Giornale di Feltri distribuisca invece un opuscoletto dal titolo “Dossier Sicilia” sull’isola operosa e spregiudicata che tanto piace al padrone di quel quotidiano. In copertina c’è proprio la foto di Angelo Ercolano. La Sicilia che piace.

Cuffaro querela 4 mila internauti "Offese e minacce su YouTube"

Querelati per diffamazione quattromila utenti del sito, video L'attacco di Cuffaro nella puntata di Samarcanda del 1991

di Romina Marceca
da http://palermo.repubblica.it/

Il senatore Salvatore Cuffaro querela 4 mila utenti YouTube per i commenti al video che riporta il suo intervento nella puntata di Samarcanda del 26 settembre 1991. Durante la trasmissione, Cuffaro attaccò magistrati, conduttori e intervistati per «la volgare aggressione alla migliore dirigenza che la Democrazia cristiana abbia in Sicilia». Il video è stato pubblicato sul sito due anni fa e i commentatori si sono scatenati con epiteti e considerazioni senza filtro sul politico.

La Procura ha aperto una maxi indagine sui commenti diffusi sul web, coordinata dal pm Fabio Bonaccorso, che impegnerà numerosi poliziotti della Postale di tutta Italia solo per identificare dai nickname i commentatori denunciati. Le ipotesi di reato sono diffamazione e minacce. Il sostituto procuratore dovrà anche chiedere una rogatoria internazionale: YouTube è un sito californiano e alcuni utenti Internet sono italiani ma residenti all´estero. I legali del senatore sono arrivati il 5 ottobre in Procura con il malloppo di commenti stampati da Internet.

Il video della puntata, che si è svolta in collegamento con il Maurizio Costanzo Show, è stato pubblicato su YouTube il 14 gennaio del 2007. I commenti al video, sino a ieri, erano 4.609 e a visualizzarlo sono stati 970 mila utenti. In molti messaggi si augura la morte a Cuffaro, si fa riferimento alle sue presunte amicizie mafiose. C´è anche chi gli dà un consiglio: di prendere in considerazione l´ipotesi del suicidio.

Cuffaro intervenne dalla platea durante la puntata speciale della trasmissione televisiva Samarcanda condotta da Michele Santoro in collegamento con il Maurizio Costanzo Show e dedicata alla commemorazione dell´imprenditore Libero Grassi, ucciso dalla mafia pochi giorni prima: il 29 agosto. In quell´occasione, Cuffaro - presente tra il pubblico - si scagliò con veemenza contro conduttori ed intervistati, sostenendo come le iniziative portate avanti da un certo tipo di «giornalismo mafioso» fossero lesive della dignità della Sicilia. «Stasera - esordì l´ex governatore della Sicilia - si sono dette buffonate». Cuffaro, all´epoca, era da poco divenuto deputato per la lista Dc del collegio di Palermo all´Ars. Tra gli ospiti di Costanzo c´era anche Giovanni Falcone, che mostrò di non conoscere chi fosse Cuffaro.

La denuncia apre anche un cospicuo capitolo di spese: dalle ricerche ai viaggi per le notifiche.