13 agosto 2010

Ardizzone si libera del Giornale di Sicilia L’editore Ciancio in pole position

Ottanta milioni di euro, più una trentina per le strutture immobiliari. È la cifra che dovrà sborsare chi vorrà acquistare Il Giornale di Sicilia. Il più antico quotidiano dell'Isola, che ha esordito in edicola con in prima pagina la notizia dell'arrivo a Palermo delle Camice Rosse di Garibaldi, è in vendita

di Domenico Valter Rizzo
(Da l'Uniità del 9 agosto 2010 - pagina 17)

La famiglia Ardizzone, che controlla il quotidiano sin dalla fondazione, sarebbe infatti pronta a lasciare. Da oltre un anno la voce circolava e non solo in Sicilia, ma adesso la faccenda è entrata in una fase concreta. Sia per l'infittirsi dei contatti, ma soprattutto per la definizione del valore dell'azienda: ottanta milioni di euro appunto. A rivelare gli ultimi sviluppi di quello che potrebbe essere l'affare destinato sconvolgere i delicatissimi assetti di potere che regolano la vita politica ed imprenditoriale in Sicilia, è stato il mensile «I Love Sicilia» con un servizio che non è stato smentito.

Sono molti i possibili acquirenti, ma il primo – anche se ufficialmente non è stato ancora fatto alcun passo – è sicuramente il potente editore catanese Mario Ciancio Sanfilippo, padrone assoluto dei media in Sicilia orientale che con l'acquisto del quotidiano palermitano e delle emittenti televisive e radiofoniche ad esso collegate, assumerebbe il controllo assoluto di ogni mezzo di comunicazione in una delle più grandi regioni italiane. Ciancio, oltre ad essere l'unico proprietario del quotidiano La Sicilia che si stampa a Catania, ha una quota del 11,5 % nel terzo quotidiano siciliano, La Gazzetta del Sud e controlla le principali emittenti televisive regionali. Fuori resta il Giornale di Sicilia appunto e poco altro. Ma Ciancio ha già un piede dentro Il Sicilia, come i palermitani chiamano il quotidiano della loro città. Ne possiede infatti una quota di poco superiore all'8%, acquistata praticamente in contemporanea con uno dei "quattro cavalieri dell'apocalisse mafiosa" Carmelo Costanzo che si aggiudicò una quota equivalente. L'ingresso di Ciancio nel pacchetto azionario – secondo il racconto, ancora top secret, di Massimo Ciancimino – sarebbe stato "benedetto" da Don Vito Ciancimino in persona. Un racconto inquietante quello di Ciancimino Jr, tutto da dimostrare ovviamente, ma che si incrocia con altri fatti e con altri racconti che parlano di relazioni pericolose mai del tutto chiarite.

Una storia quella di Ciancio che ancora è in gran parte tutta da scrivere e che intreccia il controllo dei media con il cemento, con i centri commerciali e con le grandi speculazioni condotte spregiudicatamente insieme al suo socio Ennio Virlinzi, attualmente finito sotto processo per l'affare dei parcheggi sotterranei a Catania. Un affare quello dei parcheggi dentro il quale c'è anche una società di Ciancio che però è riuscito a scansare i guai giudiziari per una questione procedurale. Tentare il colpo Mario Ciancio dunque potrebbe partire proprio da quell'8% per tentare il colpo che per lui sarebbe una sorta di Grande Slam nell'editoria siciliana. Per far cassa e avere dunque la liquidità pronta, Ciancio sarebbe sul punto di cedere agli Angelucci il controllo della Gazzetta del Mezzogiorno. Un affare milionario che porterebbe nelle casse di Ciancio risorse più che sufficienti per accaparrasi il quotidiano palermitano. Ma sul Giornale di Sicilia non sono puntati solo gli occhi di Ciancio. Il quotidiano fa gola anche ad altri soggetti come Francesco Gaetano Caltagirone, il proprietario del Mattino e del Messaggero, ma anche a suo cugino Pietro Bellavista Caltagirone, che controlla la società Acqua Marcia e da tempo ha interessi anche nell'Isola. Ma non solo, si sarebbe mostrato interessato anche il banchiere ed imprenditore vinicolo Zonin, anche lui ormai da tempo radicato in Sicilia. Interesse anche da parte del gruppo Class, che ha già messo piede a Palermo con la redazione locale di Milano Finanza e da parte persino di Sergio Zuncheddu, l'editore dell'Unione Sarda, che sarebbe pronto ad attraversare il Tirreno per sbarcare a Palermo.

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