13 gennaio 2010

Edificio 2 di Farmacia: terminate le indagini preliminari

Le perizie richieste dal giudice sono state consegnate un mese fa: almeno fino al 2006 i laboratori di Farmacia erano a rischio
di Giuseppe Scatà
da ucuntu.org

Approfondimenti: http://invisibil.blogspot.com/search?q=caso+farmacia+catania

CATANIA - Le aule e i laboratori di Farmacia sono adesso sani e sicuri. E’ vero. E l’aria dell’edificio 2 è uguale a quella esterna, come detto pure dal rettore dell’Università di Catania, Antonio Recca. Ma per almeno sei anni, a cominciare dal 2000, in quello stesso edificio sono mancati i requisti di sicurezza per studenti, ricercatori, docenti e dipendenti vari. I quali talvolta inviavano, invano, lettere di protesta e denuncia. Inascoltate.

Questo è solo parte di quanto hanno scritto su un lungo documento di 90 pagine, consegnato il 30 Novembre, i periti del Ctu nominati dal gip Fallone del Tribunale di Catania, ed è quanto discusso nell’ultima udienza del 18.12 2009, udienza (incidente probatorio) che ha permesso alle parti di fare osservazioni proprio sull’ultima relazione dei periti. Questi hanno pure sottolineato in una chiara premessa che lo stato dei luoghi dell’edificio di Farmacia analizzato risulta notevolmente alterato al momento delle perizie, realizzate nel 2008. E ciò a causa dei seri interventi di messa in sicurezza fatti all’Università catanese tra il 2006 e il 2007. Difatti, gli eventi che sono oggetto delle indagini, ovvero i due filoni dell’inchiesta – disastro ambientale e omicidio e lesioni colpose – risalgono agli anni precedenti al 2006: 10 morti (tra cui Emanuele Patanè, autore di un importante memoriale scritto prima della morte a soli 29 anni) e 38 casi finora registrati di patologie gravi e meno gravi fra ricercatori e docenti, di tumore della tiroide, tumore polmonare, tumore del colon, cardiopatia dilatativa, linfoma di Hodking, Leucemia a cellule capellute. Attualmente, gli ambienti di Farmacia sono sicuri, come annunciato tre mesi fa dal rettore Recca, ma ciò è accaduto anche perchè le attività di laboratorio sono state sospese sei mesi prima. Per questo motivo il gip ordinò nell’ Ottobre 2009 il totale dissequestro della Facoltà, e dunque la ripresa veloce delle lezioni e delle normali attività di ricerca.

L’edificio 2 di Farmacia dell’Università di Catania fu sequestrato dalla magistratura nel Novembre 2008, e nove persone, tra cui l’ex rettore Latteri, risultano indagate. Ma secondo i periti l’analisi condotta recentemente si muove su uno spazio ormai definitivamente modificato per via dei lavori effettuati dalla stessa Università “nel periodo compreso tra il 19/06/2006 ed il 18/02/2007 ed hanno comportato interventi di demolizione con asportazione dei materiali demoliti e di parte del terreno per l’esecuzione degli scavi necessari al posizionamento delle nuove strutture di carico (…) ed in particolare lo stato delle reti e dei sistemi di scarico dei reflui idrici e di ventilazione dei locali è risultato notevolmente differente da quello esistente al momento dei fatti a base del procedimento penale”.

Non solo. I periti del Ctu hanno aggiunto che tra il 2003 e il 2004, a seguito di continue lamentele, richieste e lettere di docenti e ricercatori, l’Università ricevette delle relazioni interne e pur leggendone la gravità del contenuto valutò il rischio chimico di grado moderato. I periti del giudice però hanno scritto nero su bianco che il rischio non poteva essere definito moderato, ma modesto o elevato, per l’elevatissima presenza di sostanze chimiche e agenti cancerogeni, per le lettere continue e circostanziate dei dipendenti, e in particolare per la relazione dell’ing. La Pergola, risalente al 2004, che chiedeva interventi urgenti per l’impianto di areazione, malfunzionante, e per gli scarichi non regolari di rifiuti tossici, gettati direttamente nei lavandini. Siamo dunque nel 2004. Patanè muore giovanissimo nel 2003, e già dal 2000 ci sono state segnalazioni di infortuni ai dipendenti dei laboratori per inalazione di vapori tossici. Nel 2005 c’è una nuova perizia di una ditta esterna, la It Group e nell’estate del 2006 si fa qualche intervento all’edificio, intervento non sufficiente. Ma solo nel 2007, scrivono sempre i periti del Ctu, e in urgenza, l’università rifà l’impianto di areazione e aspirazione, e gli scarichi dei rifiuti, che prima confluivano attraverso condutture comuni in vasche che mescolavano gli agenti chimici. Sette anni per mettere tutto in sicurezza.

“In quel contesto”, spiega l’avvocato Santi Terranova che difende il padre di Patanè e altri ex dipendenti malati, seguendo il filone dell’omicidio colposo, “questa valutazione moderata fu fatta probabilmente perchè così il datore di lavoro è esonerato dall’intraprendere maggiori e più significative misure di prevenzione e protezione, e dunque spende meno e si riconosce, di fronte a chi moriva o stava già male, meno responsabilità. Se si valuta invece un giudizio non moderato, ma più alto, modesto o elevato, come rimarcano gli stessi periti del giudice, il datore di lavoro è tenuto alla sorveglianza sanitaria dei lavoratori e ad attuare senza alcun ritardo tutti gli interventi per la messa in sicurezza.”

L’avvocato Terranova ci dice tra l’altro che parecchi studenti, ricercatori e alcuni professori, testimonieranno in tribunale che mai furono utilizzate mascherine e guanti all’interno del laboratorio, né mai applicate norme di sicurezza basilari, né mai fatti corsi di preparazione adeguati all’utilizzo di sostanze potenzialmente nocive. E che “non utilizzando scarichi adeguati alle sostanze usate, le quali invece erano gettate negli scarichi del lavandino, si è creata un piccola vasca nel terreno sotto l’edificio 2 di Farmacia che, essendo costituito da argilla, e dunque impermeabile- come provato dalla carta dell’area geologica disegnata dalla stessa Università di Catania – non assorbe i liquidi gettati dalle fogne a perdere, ma le raccoglie in una vasca naturale chiamata bicchiere. Dal bicchiere, come testimoniato dalla perizia del 2005 dell’IT Group, risalivano vapori tossici attraverso le stesse condutture dell’acqua e attraverso fessurazioni del solaio e delle pareti dovute a totale abbandono dei locali. Come detto sopra, i lavori effettuati nel 2006 portarono alla costruzione di scarichi più isolati, ma poiché la valutazione del rischio fu moderata, i lavori sono stati comunque inadeguati alla situazione” Secondo Terranova anche se non è dimostrabile scientificamente il rapporto di causa-effetto tra ambiente cancerogeno e tumore della singola persona - “è immediatamente relazionabile l’altissima percentuale di malattie e la loro tipologia occorse ai frequentatori dei locali con l’altissima presenza di vapori tossici respirati dai suddetti soggetti a causa della scarsa osservazione delle norme di sicurezza. Sebbene le polveri e le sostanze cancerogene siano presenti pure nelle strade cittadine, come ha precisato l’Università, non è ancora stata denunciata questa altissima percentuale di morti e malati all’interno di uno stesso luogo nel resto della città di Catania (scuole, uffici etc...) come invece avvenuto per l’edificio 2 di Farmacia”. Per l’avvocato il reato è quello di omicidio colposo plurimo, ovvero strage, e tra le prove che verranno fornite ai giudici, quella che farà da chiave di volta è il pc di E. Patanè, sul cui hard disk è stato rilevato quel memoriale originale, scritto appena prima della morte – a 29 anni – e le cui affermazioni, tra cui la conservazione di sostanze inquinanti in armadi arrugginiti e senza protezione, sono poi confermate dalle lettere di alcuni docenti inviate ai rettori nel corso degli anni e dalle testimonianze di ricercatori e studenti di Farmacia.

12 gennaio 2010

"Invisibile" su TGR Neapolis RAI 3

Articoli e telegiornali satirici. “Invisibile” è un blog di giornalismo dal basso costruito secondo la filosofia delle licenze collettive. Completa la struttura del sito una folta lista di link a pagine di informazione indipendente, con uno sguardo speciale rivolto alla Sicilia. La breve scheda a cura della redazione di Neapolis è andata in onda, su RAITRE, nella puntata dell'8 gennaio 2010


Invisible News su Tgr Neapolis from invisiblenews on Vimeo.

Tg Emme del 03.01.2010

TG Emme: Notizie per un vero giornalismo

Conduce: Marco Giandomenico
Redazione: Marco Giandomenico, Marco Maracci, Daniela Ranieri e Lorenzo Misuraca.
Musica: M° Maracci

Rubrica dello show "Volevo fare i LEGO..." e della trasmissione TLT - Tana Libera Tutti sui 101.5 FM di CentroSuonoSport
(Il TG Emme va in onda il Lun - Mer - Ven intorno alle 17.30)

IL VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=z5FqbSYybAs

Rosarno: "C'era una volta la mafia?"

I ragazzi del Liceo Scientifico di Rosarno, durante il corteo antirazzista, hanno cercato di esporre uno striscione anti-mafia ma sono stati bloccati da una parte del corteo. Lo striscione recava la scritta: Speriamo di poter dire un giorno "C'era una volta la mafia"

da kobrakhan74

Il video: http://www.youtube.com/watch?v=JrEAVPDckkY

Pier Paolo Pasolini, Profezia

A Jean Paul Sartre, che mi ha raccontato la storia di Alì dagli Occhi Azzurri

di Pier Paolo Pasolini

Il video: Profezia di Pasolini:la rivoluzione la faranno gli immigrati

Era nel mondo un figlio
e un giorno andò in Calabria:
era estate, ed erano
vuote le casupole,
nuove, a pan di zucchero,
da fiabe di fate color
delle feci. Vuote.
Come porcili senza porci, nel centro di orti senza insalata, di campi
senza terra, di greti senza acqua. Coltivate dalla luna, le campagne.
Le spighe cresciute per bocche di scheletri. Il vento dallo Jonio
scuoteva paglia nera
come nei sogni profetici:
e la luna color delle feci
coltivava terreni
che mai l’estate amò.
Ed era nei tempi del figlio
che questo amore poteva
cominciare, e non cominciò.
Il figlio aveva degli occhi
di paglia bruciata, occhi
senza paura, e vide tutto
ciò che era male: nulla
sapeva dell’agricoltura,
delle riforme, della lotta
sindacale, degli Enti Benefattori,
lui. Ma aveva quegli occhi.
La tragica luna del pieno
sole, era là, a coltivare
quei cinquemila, quei ventimila
ettari sparsi di case di fate
del tempo della televisione,
porcili a pandizucchero, per
dignità imitata dal mondo padrone.
Ma si può vivere là! Ah, per quanto ancora, l’operaio di Milano lotterà
con tanta grandezza per il suo salario? Gli occhi bruciati del figlio, nella
luna, tra gli ettari tragici, vedono ciò che non sa il lontano fratello
settentrionale. Era il tempo
quando una nuova cristianità
riduceva a penombra il mondo
del capitale: una storia finiva
in un crepuscolo in cui accadevano
i fatti, nel finire e nel nascere,
noti ed ignoti. Ma il figlio
tremava d’ira nel giorno
della sua storia: nel tempo
quando il contadino calabrese
sapeva tutto, dei concimi chimici,
della lotta sindacale, degli scherzi,
degli Enti Benefattori, della
Demagogia dello Stato
e del Partito Comunista..
...e così aveva abbandonato
le sue casupole nuove
come porcili senza porci,
su radure color delle feci,
sotto montagnole rotonde
in vista dello Jonio profetico.
Tre millenni svanirono
non tre secoli, non tre anni e si sentiva dinuovo nell’aria malarica
l’attesa dei coloni greci. Ah, per quanto tempo ancora, operaio di
Milano,
lotterai solo per il salario? Non lo vedi come questi qui ti venerano?
Quasi come un padrone.
Ti porterebbero su
dalla loro antica regione,
frutti e animali, i loro
feticci oscuri, a deporli
con l’orgoglio del rito
nelle tue stanzette novecento,
tra frigorifero e televisione,
attratti dalla tua divinità,
Tu, delle Commissioni Interne,
tu della CGIL, Divinità alleata,
nel meraviglioso sole del Nord.
Nella loro Terra di razze
diverse, la luna coltiva
una campagna che tu
gli hai procurata inutilmente.
Nella loro Terra di Bestie
Famigliari, la luna
è maestra d’anime che tu
hai modernizzato inutilmente. Ah, ma il figlio sa: la grazia del sapere
è un vento che cambia corso, nel cielo. Soffia ora forse dall’Africa
e tu ascolta ciò che per grazia il flglio sa. (Se egli non sorride
è perché la speranza per lui
non fu luce ma razionalità.
E la luce del sentimento
dell’Africa, che d’improvviso
spazza le Calabrie, sia un segno
senza significato, valevole
per i tempi futuri!) Ecco:
tu smetterai di lottare
per il salario e armerai
la mano dei Calabresi.
Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali.
Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,
a milioni, vestiti di stracci
asiatici, e di camice americane.
Subito i Calabresi diranno,
come malandrini a malandrini:
«Ecco i vecchi fratelli,
coi figli e il pane e formaggio!»
Da Crotone o Palmi saliranno
a Napoli, e da lì a Barcellona,
a Salonicco e a Marsiglia,
nelle Città della Malavita.
Anime e angeli, topi e pidocchi,
col germe della Storia Antica,
voleranno davanti alle willaye.
Essi sempre umili
essi sempre deboli
essi sempre timidi
essi sempre infimi
essi sempre colpevoli
essi sempre sudditi
essi sempre piccoli,
essi che non vollero mai sapere, essi che ebbero occhi solo per
implorare,
essi che vissero come assassini sotto terra, essi che vissero come
banditi
in fondo al mare, essi che vissero come pazzi in mezzo al cielo,
essi che si costruirono
leggi fuori dalla legge,
essi che si adattarono
a un mondo sotto il mondo
essi che credettero
in un Dio servo di Dio,
essi che cantarono
ai massacri dei re,
essi che ballarono
alle guerre borghesi,
essi che pregarono
alle lotte operaie...
...deponendo l’onestà
delle religioni contadine,
dimenticando l’onore
della malavita,
tradendo il candore
dei popoli barbari,
dietro ai loro Alì
dagli Occhi Azzurri – usciranno da sotto la terra per rapinare –
saliranno dal fondo del mare per uccidere, – scenderanno dall’alto del
cielo
per espropriare – e per insegnare ai compagni operai la gioia della vita

per insegnare ai borghesi
la gioia della libertà –
per insegnare ai cristiani
la gioia della morte
– distruggeranno Roma
e sulle sue rovine
deporranno il germe
della Storia Antica.
Poi col Papa e ogni sacramento
andranno come zingari
su verso l’Ovest e il Nord
con le bandiere rosse
di Trotzky al vento...