27 febbraio 2010

Tg Emme del 24.02.2010

TG Emme: Vere verità, veramente!

Conduce: Marco Giandomenico
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Redazione: Marco Giandomenico, Adriano Buongiorno, Marco Maracci, Lorenzo Misuraca.

Musica: M° Maracci

Rubrica dello show "Volevo fare i LEGO..." e delle trasmissioni "TLT - Tana Libera Tutti" e "Un Derby Lungo un Anno" sui 101.5 FM di CentroSuonoSport
(Il TG Emme va in onda il Lun - Mer - Ven intorno alle 17.30 e in replica intorno alle 22)

Il video: http://www.youtube.com/watch?v=tV3LgYrLRiw

Missili Patriot in Polonia per le guerre stellari dell’era Obama

A partire dalla prima settimana di aprile il Pentagono installerà nel nord della Polonia una batteria missilistica terra-aria Patriot, attualmente in dotazione al personale dell’US Army di stanza nella base tedesca di Kaiserslautern. Si tratterebbe in particolare di otto lanciatori per missili MIM-104 e della relativa stazione di comando e controllo gestita da un centinaio di uomini del 5° Battaglione del 7° Artiglieria difesa aerea dell’US Army

di Antonio Mazzeo
da http://www.radiocittaperta.it/

Secondo quanto riportato dalla stampa polacca, l’installazione dei Patriot avverrà nella città di Morag, a 60 km dal confine orientale con l’enclave russa nel Baltico di Kaliningrad.

La volontà di Washington d’installare i Patriot nel paese dell’est Europa fu resa pubblica nell’agosto del 2008, quando scoppiò il conflitto armato tra Georgia e Russia. Allora, però, il Sottosegretario di stato per il controllo delle armi e la sicurezza internazionale, John C. Rood, aveva dichiarato che il trasferimento del sistema missilistico sarebbe avvenuto solo nel 2012. L’autorizzazione per lo schieramento dei Patriot fu successivamente rilasciata dalle autorità polacche l’11 dicembre 2009, in occasione della firma di un trattato di mutua cooperazione militare con gli Stati Uniti d’America. Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato, il trattato ha pure definito “lo status giuridico del personale USA operante in Polonia” e la “realizzazione di una serie di attività addestrative congiunte”, facilitando altresì “l’invio in Polonia di personale militare statunitense e l’installazione, in prospettiva, del sistema di difesa dai missili balistici”. I Patriot, infatti, costituiscono uno degli elementi cardine della nuova “architettura” anti-missile disegnata dell’amministrazione Obama. Dopo il congelamento per motivi di bilancio del cosiddetto “scudo stellare” di Gorge Bush che prevedeva l’installazione di radar e intercettori anti-missile nella Repubblica Ceca e Polonia, il Dipartimento della difesa ha preferito ripiegare su un modello “più snello” ma “assai più flessibile”, con “costi inferiori e facilmente integrabile con i sistemi oggi esistenti nei paesi alleati, composto da missili anti-missile a corto e medio raggio supportati da piattaforme radar rapidamente trasportabili”.

L’implementazione del Piano spaziale Obama avverrà in due fasi: nella prima (l’odierna), si utilizzerà la rete esistente fondata sui missili Patriot; poi, a partire del 2015, entreranno in funzione gli intercettori superficie-aria “Standard Missile SM-3”, con testata cinetica ad autoguida, una gittata di 500 km e una velocità di 9.600 Km/h, che “assicureranno la difesa di aree maggiori dai missili balistici a medio e lungo raggio”. E una batteria dei nuovi SM-3 sarà installata proprio in territorio polacco.

In vista di una proiezione ancora più offensiva ad est del dispositivo militare USA e NATO, a Washington è pure in discussione la possibilità di trasferire permanentemente in Polonia uno o più gruppi di volo con cacciabombardieri a capacità nucleare F-16, attualmente ospitati nella base aerea di Aviano (Pordenone). L’ipotesi è stata lanciata ufficialmente lo scorso anno dal colonnello Chris Sage (membro dello staff esecutivo del Comando centrale dell’US Air Force) ed è fortemente caldeggiata dalle autorità governative polacche. Per il trasferimento degli F-16 è stata però stimata una spesa per oltre un miliardo di dollari, cifra improponibile con l’odierna congiuntura economica, a meno che il progetto USA non venga assunto collegialmente dai membri dell’Alleanza Atlantica. Intanto, grazie ad un protocollo sottoscritto nel febbraio 2009, le massime autorità militari polacche sono state autorizzate a partecipare operativamente alle strutture di comando USA in ambito alleato, in partnership con Gran Bretagna, Canada, Australia e Giordania. L’accordo ha pure previsto l’addestramento da parte statunitense delle forze aeree polacche per lo svolgimento di operazioni di trasporto truppe e mezzi NATO e il sostegno al programma che prevede di portare entro il 2012 da 1.500 a 3.500 i militari polacchi assegnati alle “operazioni speciali” delle forze alleate. Il miglioramento delle capacità interoperative delle forze armate della Polonia è stato inoltre assicurato dalla cessione da parte dell’US Air Force di sette velivoli C-130 “Hercules”, in grado di trasportare sino a 17 tonnellate di equipaggiamenti o 90 militari alla volta. I C-130 sono oggi ospitati nella base aerea di Powidz, nel distretto di Slupca. In occasione del vertice NATO di Strasburgo della primavera 2009, la Polonia si è offerta inoltre ad ospitare un Battaglione alleato d’intelligence per “rafforzare le capacità di riconoscimento aereo”, congiuntamente ad una flotta di velivoli per il rifornimento in volo dei caccia NATO. Attualmente l’Alleanza atlantica sta finanziando la ristrutturazione e il potenziamento di sette basi aeree e delle due maggiori stazioni navali polacche nel mar Baltico, quelle di Gdynia e Swinoujscie. A Bydgoszcz (Pomerania) è inoltre operativo dall’aprile 2005 uno dei due principali centri di addestramento in Europa dei reparti entrati a far parte della Forza di reazione rapida della NATO (l’altro è quello di Stavanger, in Norvegia).

Come era prevedibile, l’arrivo dei missili Patriot e di nuovi reparti USA in Polonia (a cui si è aggiunto pure il finanziamento di nuove infrastrutture militari in Bulgaria e Romania per un valore di 100 milioni di dollari che ospiteranno sino a 4.100 militari statunitensi), ha provocato le ire del governo russo. Mosca ha già annunciato le prime contromosse: verranno rafforzate subito le componenti navali di stanza nelle basi aeronavali di Kaliningrad e Kronstadt, mentre sempre a Kaliningrad verrà trasferita a breve una batteria di missili tattici “Iskander” (SS-26). E il Baltico torna ad essere uno dei mari più militarizzati e nuclearizzati del pianeta.

Dissidenti a Cuba: immolato per la libertà, è morto Orlando Zapata Tamayo

Dopo 85 giorni di sciopero della fame è morto all'Havana il prigioniero di coscienza Orlando Zapata Tamayo

di roberto ferranti
da http://laislagrande.blogspot.com/

Orlando, 42 anni, fù arrestato durante la primavera nera del 2003 e condannato a tre anni di carcere. Durante la prigionia a causa della sua attività di dissidenza nel carcere, gli furono aggiunti altri anni di detenzione fino a raggiungere un totale di 30 anni di reclusione.

Il 3 Dicembre del 2009 ha iniziato uno sciopero della fame, anche questo gesto punito crudelmente dal direttore del carcere di Camaguey Filiberto Hernandez Luis: gli ha impedito di assumere acqua per 18 giorni con l'intento di obbligarlo a sospendere lo sciopero della fame, questo ha aggravato in modo irrimediabile la salute di Orlando Zapata, fino a causarne la morte martedì scorso.

Una mobilitazione senza precedenti, da parte della dissidenza sull'isola di ogni tendenza e colore, ha infiammato Cuba e la reazione del governo è stata quella di fermare e arrestare molti dissidenti che stavano organizzando manifestazioni in solidarietà a Zapata.
La città di Banes è sotto assedio da parte della Sicurezza di Stato e della polizia, per impedire che oggi durante i funerali si possano organizzare manifestazioni dei dissidenti.

Lo stesso Raul Castro si è dichiarato dispiaciuto della morte del dissidente, addossandone però la responsabillità agli Stati Uniti.
La morte di un prigioniero di coscienza, una persona in carcere per le sue idee, senza aver commesso alcun reato, in un paese coccolato e corteggiato sia dagli USA che dall'UE deve essere un monito deciso, un grido ancor più forte sia FUORI MA SOPRATTUTTO DENTRO L'ISOLA: BASTA YA! E' IL MOMENTO DI RIBELLARSI, HASTA CUANDO?

A Calatafimi Segesta il premio giornalistico "Mauro Rostagno"

Linares: ai giovani la nuova rivoluzione culturale contro le mafie

di Norma Ferrara
da liberainformazione

La mafia da organizzazione a sistema. La "nuova" mafia, i rapporti con la politica, l'economia, i ruoli di primo piano nei comitati d'affari che governano la regione e buona parte del territorio nazionale. Questi ed altri aspetti del sistema criminale di Cosa nostra sono stati al centro del lavoro di approfondimento e confronto che circa 600 ragazzi delle 25 scuole superiori della provincia diTrapani hanno portato avanti in questa seconda edizione del progetto in memoria di Mauro Rostagno, sociologo e giornalista ucciso a Trapani il 26 settembre del 1988. Il premio a lui intitolato si concluderà il 27 febbraio, ore 9.30 presso il teatro comunale di Calatafimi Segesta (Tp). Cinque i gruppi di lavoro finalisti che avranno modo di realizzare dal vivo un' intervista a più voci, all'attuale capo della squadra mobile di Trapani, Giuseppe Linares.

" I giovani - dichiara Giuseppe Linares a Libera Informazione - sono la chiave di volta della battaglia contro le mafie. 18 anni dopo le stragi di Capaci e via d'Amelio la presenza di Cosa nostra è largamente riconosciuta ma la vera rivoluzione culturale è la presa di coscienza del fatto che la mafia si è fatta sistema; è in grado oggi di inserirsi in segmenti dell'economia della politica, della società civile. Catalizzatore di questa rivoluzione - prosegue Linares - saranno proprio i giovani, la loro capacità di interrogarsi su questa "nuova mafia" di proporre soluzioni e riflessioni. Quella di oggi, per intenderci - conlcude Linares - è la mafia di Messina Denaro, una organizzazione criminale di natura borghese ed imprenditoriale. Solo se i giovani prenderanno coscienza di questo, stimolando un cambio di velocità in questa battaglia, si potrà portare avanti una seconda rivoluzione culturale antimafia".

"In che modo la mafia ricicla il denaro sporco delle sue attività illecite dentro il mondo dell'economia legale"? Politica ed economia sono i due settori maggiormenti sensibili a questi ingressi? E' ancora vivo lo storico legame fra parti del mondo ecclesiastico e Cosa nostra? L'esplosione dei centri commerciali nell'isola rappresenta una nuova occasione di riciclaggio per i capitali sporchi?". Questi alcuni degli interrogativi che i ragazzi trapanesi rivolgeranno al dott. Linares sabato mattina durante la giornata conclusiva del premio Rostagno.

I capigruppo che saliranno sul palco a condurre l'intervista, moderata da Francesca Rispoli di Libera, sanno saranno giudicati da una commissione di giornalisti presieduta da Roberto Morrione, presidente di Libera Informazione, Giorgio Santelli, giornalista di Articolo21, Lidia Tilotta, giornalista sede Rai Sicilia, Rino Giacalone giornalista de La Sicilia, collaboratore di Articolo 21, Narcomafie e Libera informazione, Laura Galesi, giornalista de Il Sole 24 ore, Left e Liberazione.

A chi si chiede se i giovani abbiano voce in capitolo in questa nuova fase di lotta alle mafie, la risposta arriva proprio da loro. E il percorso che porta questi ragazzi, per il secondo anno consecutivo al premio in memoria di Rostagno, ne è una viva testimonianza. I giovani trapanesi rimangono protagonisti, consapevoli e liberi, di un percorso che nel nome di Mauro a Trapani non si è spento.

Rimane maledettamente più difficile, meno scanzonato e imprevedibile, senza di lui. Ma continua sulle gambe di altre donne e altri uomini, molti dei quali ragionano oggi sui banchi di scuola con la responsabilità di un percorso che - come ha sottolineato il capo della squadra mobile Giuseppe Linares - appartiene già da oggi, soprattutto a loro.