27 marzo 2010

Tg Emme 23.03.2010

TG Emme: Vere verità, veramente!
Conduce: Marco Giandomenico
Redazione: Marco Giandomenico, Adriano Buongiorno, Marco Maracci, Arnaldo Funaro, Daniela Ranieri.
Musica: M° Maracci
Rubrica dello show "Volevo fare i LEGO..." e delle trasmissioni "TLT - Tana Libera Tutti" e "Un Derby Lungo un Anno" sui 101.5 FM di CentroSuonoSport
(Il TG Emme va in onda il Lun - Mer - Ven intorno alle 17.30 e in replica intorno alle 22)

IL VIDEO: http://www.youtube.com/watch?v=clVqSOd0xSM

Cosa Nostra trapanese e la ricerca di Messina Denaro

Intervista al procuratore di Palermo Francesco Messineo

da liberainformazione.org
di Rino Giacalone
Scheda M. M. Denaro:

Il procuratore antimafia di Palermo Francesco Messineo ha fatto sentire la sua voce sul blitz antimafia «Golem 2». Il suo pensiero da inquirente conferma le ipotesi investigative da tempo sostenute dalla Polizia, dal capo della Squadra Mobile, il vice questore Giuseppe Linares. Sono stati i bravi poliziotti della Mobile in un decennio a «catturare» tutti i latitanti di mafia e questo è avvenuto trovando una costante, il legame tra mafia e imprenditoria.

«C'è una profonda diversità riferita all'intero contesto ambientale trapanese - dice Messineo - rileviamo una minore incidenza della classica estorsione mafiosa e una maggiore compattezza ambientale. Ci sono componenti sociali, dell'apparato produttivo che sono più vicine e più coese. A Palermo ci sono state numerose prese di posizione da parte di associazioni esponenziali della società civile, penso ad “Addiopizzo”, Confindustria, Confcommercio, alle associazioni rappresentative delle forze produttive, nel trapanese non c'è inesistenza di queste aggregazioni ma un forte ritardo».

Il procuratore spiega perchè questo ritardo: «Rileviamo soggetti che pur non appartenendo all'ambiente mafioso però supportano ed aiutano le attività dei mafiosi».

Fiancheggiatori ultra fedeli?

«Attorno al latitante Matteo Messina Denaro nel trapanese si muove un circuito di favoreggiatori che definisco volontari, non hanno legami di sangue, non sono affiliati, non traggono alcun vantaggio dalla protezione che danno al latitante, ma lo fanno spontaneamente. Sono soggetti che favoriscono la latitanza del boss per un preciso ritorno, il prestigio che funziona nell'ambiente, non vediamo altri ritorni più diretti, esiste una forma di spontanea adesione al latitante, un fenomeno atipico».

Matteo Messina Denaro punta al comando della mafia siciliana?

«Oggi è l'unico latitante di spicco in libertà, ci sono anche gli agrigentini Falsone e Messina ma non hanno una vocazione ”“generalista”, Matteo Messina Denaro potrebbe candidarsi a capo della mafia, probabilmente vuole continuare ad esercitare potere nella mafia trapanese perchè è un potere lucroso, ha tratto forti interessi economici, come emerso nel caso Grigoli».

Mafia e imprenditoria, insomma.

«La mafia a Trapani non è una mafia predatrice, non ricorre alla violenza per imporre il pizzo, ma è una mafia di affari, di affari condivisi, che vengono gestiti insieme, non c'è bisogno di imporre il pizzo all'imprenditore, con l'imprenditore si fanno affari insieme e se ne condividono i risultati, ovviamente questi affari sono propiziati dalla capacità di penetrazione in determinati ambienti della società che ha la mafia».

Ma attorno al latitante si fa sempre di più terra bruciata.

«Puntiamo a prosciugare la pozza d'acqua dove il pesce, che è il latitante, nuota».

Rai per una notte, dedicato a chi non c'era

Enzo Biagi contro il fascimo di Berlusconi (il fatto)

Genova, candidato dell’Italia dei Valori Lista Di Pietro appoggiato da boss della ‘ndrangheta

Scoop della Casa della Legalità: il boss della ‘ndrangheta ORLANDO GARCEA distribuisce alla cena elettorale dei calabresi i volantini elettorali della signorina che ha accanto: CINZIA DAMONTE dell’Italia dei Valori – Lista Di Pietro

da http://www.reggio5stelle.it/
di Matteo Olivieri

Questa sera l’autore dello scoop, Cristian Abbondanza della Casa della Legalità e della Cultura, al Buco Magico di via Cervarolo, ore 21, ospite del Gruppo Consiliare Reggio 5 Stelle per la presentazione del libro “TRA LA VIA EMILIA E IL CLAN”, assieme al coautore Antonio Amorosi.

Lo scoop è stato ripreso da La Repubblica di Genova. Micromega. L’Espresso.

Scrive la Casa della Legalità e della Cultura: “Non c’è nessun partito che possa tirarsi fuori e dire io non c’entro… nemmeno l’Italia dei Valori di Di Pietro. Ed è così che dopo l’ombra della ‘ndrangheta sulle elezioni amministrative a Genova nel 2007, adesso si ha la prova immortalata nei fotogrammi della Casa della Legalità, su come la ‘ndrangheta influenza il voto per le elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 in Liguria.”

Ecco cosa è successo: “Ieri sera a partire dalle 20, al ristorante-pizzeria “da Gerry” a Voltri, nel ponente genovese, si è tenuta una cena con circa una sessantina di partecipanti. Era una cena di calabresi ed era una cena elettorale. La candidata che si presentava era Cinzia DAMONTE, dell’Italia dei Valori – Lista Di Pietro, nella coalizione di Claudio Burlando. Il gran cerimoniere era invece un boss della ‘ndrangheta, Onofrio GARCEA, già condannato per droga e coinvolto nell’inchiesta sul controllo del gioco d’azzardo dei videpoker del clan dei MACRI’, di cui è considerato un esponente di vertice.”

FELTRI SOSPESO DALL'ORDINE DEI GIORNALISTI

da http://news.illecito.com/

Il direttore de 'Il Giornale', Vittorio Feltri, e' stato sanzionato con 6 mesi di sospensione dall'Ordine dei Giornalisti della Lombardia per gli articoli sul caso Boffo, per le accuse al presidente della Camera Gianfranco Fini e per aver permesso a Renato Farina di firmare articoli nonostante la radiazione dell'Albo professionale. (RCD)