3 aprile 2010

Mentre vietate il kebab, la `ndrangheta si sta mangiando la `Padania`

Dopo il trionfo elettorale della Lega, proseguirà al Nord il delirio securitario, già avviato con ordinanze anticostituzionali e provvedimenti da tempo di guerra. Ma anche norme ridicole - come quelle sulle panchine - o assurdamente razziste

di Claudio Metallo e Antonello Mangano
da http://www.terrelibere.org/terrediconfine/index.php

Nel frattempo, le organizzazioni criminali di tipo mafioso si sono installate stabilmente: non si limitano al riciclaggio ma puntano a controllare il territorio, gli appalti, gli enti locali. Nessun politico “padano” parla di emergenza ‘ndrangheta. Il pericolo vero – per i leghisti e i loro imitatori - sono i venditori di cibo etnico.

Letizia Moratti ha chiesto al ministro Maroni un decreto legge per permettere di perquisire le case dei migranti. Anche senza mandato, per individuare i “clandestini”. Siamo ritornati a un clima da nazifascismo e alle leggi razziali che creano ghetti e schiavi. L’ordinanza “antidegrado” per via Padova prevede la chiusura alle 22 per le rivendite di kebab e i phone center, cioè luoghi in cui si comunica con i paesi d’origine, di diverso fuso orario, e che spesso stanno aperti a qualunque ora. Per i “centri massaggi” il coprifuoco scatta alle 20, alle 2 per le discoteche, alle 24 per i ristoranti. Norme da tempo di guerra, ma anche gli ultimi di una lunga serie di provvedimenti e proposte di stampo nazista. Autisti ATM italiani. Vagoni del metro riservati agli stranieri. Autobus con le grate ai finestrini usati per rinchiudere migranti senza documenti.

Curiosamente, il sindaco di Milano, come il ministro Maroni e il presidente della regione Formigoni, non si preoccupa minimamente delle mafie che in “Padania” ormai sono entrate negli appalti e nelle forniture pubbliche e che hanno preso residenza nei comuni attorno a Milano, Varese, Brescia. Che spesso impongono il pizzo ai negozianti, senza che siano nate associazioni antiracket. Anzi, si risponde che la mafia non esiste al Nord. Il problema mafioso non è entrato nella campagna elettorale delle elezioni regionali. E’ chiaro che al Sud il problema è gigantesco, ma non bisogna sottovalutare le candidature e la pulizia delle liste in nessuna parte d’Italia Continua a leggere

Berlusconi Show, ecco il documentario della Bbc: la Rete vince ancora

Berlusconi Show, il documentario della Bbc firmato Mark Franchetti, trasmesso su Bbc 2 il 17 marzo scorso è visibile in tutto il mondo

da http://www.net1news.org/

La Rete si è attivata immediatamente e poche ore dopo che Net1News ha rimandato la notizia del documentario e della mancata possibilità di poterlo vedere fuori dal Regno Unito (sottolineata in un articolo del sito YesPolitical.Wordpress.com), ecco il documentario della televisione pubblica britannica sul nostro Presidente del Consiglio, in particolare sugli eventi del 2009.

Tante le interviste a giornalisti e personaggi italiani, da Marco Travaglio a Beppe Grillo, tante le vicende toccate, dal processo dell'Utri allo scandalo delle escort, il tutto con l'obiettività, la professionalità e l'autorevolezza di una delle più importanti televisioni al mondo. Spazio, ovviamente, anche alle voci che invece sostengono il capo del governo italiano.

Qui sotto trovate pubblicato l'intero documentario - che dura circa un'ora - in sette video ordinati dal numero 1 al numero 7.

The Berlusconi Show - Documentario BBC - parte 1 di 7:
http://www.youtube.com/user/luca2479

Buona visione da Net1News.

L’inchiesta della Procura di Catania. Tutto è cominciato dal programma de La 7 "Exit” sul mercato del voto alle elezioni 2008

Ma insomma cosa c’è nelle migliaia di pagine del resoconto di indagini dei carabinieri del ROS consegnate alla Procura della Repubblica di Catania?

di Ignazio Panzica
da http://www.siciliainformazioni.com/

L’inchiesta, che avendo interessato Lombardo, potrebbe “spingere” la Regione Siciliana in una nuova avventurosa elezione regionale anticipata.

E’ stato lo stesso Procuratore capo, Vincenzo D’Agata, in una sua nota di ieri, a riferire che la “ponderosa” documentazione è da poco tempo al vaglio di una sorta di pool di magistrati della Dda catanese, composto dai sostituti Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Iole Boscarino e Antonino Fanara. Parimenti, D’Agata ha ammesso che il Presidente della Regione, tramite il suo avvocato Carmelo Galati, ha chiesto di essere ascoltato al più presto dagli inquirenti al fine di “potere rendere dichiarazioni e fornire chiarimenti”.


La richiesta di Lombardo ha fatto seguito alle notizie trapelate sui giornali che lo hanno indicato come indagato dai magistrati catanesi per un suo presunto concorso esterno mafioso al boss catanese Enzo Aiello reggente del clan Santapaola . Parrebbe altrettanto certo che nelle indagini del Ros sarebbero pure incappati altri tre politici catanesi : il deputato nazionale MPA Angelo Lombardo (fratello del Presidente della Regione), ed i deputati regionali Fausto Fagone dell’UDC e Giovanni Cristaudo del PDL-Sicilia.

Da quando e da cosa sarebbero partite le indagini dei carabinieri ? A dar credito ai boatos, pubblici ed incontrollabili, che montano a Catania, lo spunto investigativo originario dell’Arma sarebbe scattato a seguito della messa in onda, nella prima settimana di maggio 2008, di un servizio televisivo su “La 7” (all’incirca una ventina di minuti) nel corso della trasmissione “Exit” di Ilaria D’Amico, dedicato al “mercato elettorale dei voti” nei quartieri disagiati di Catania, in occasione delle elezioni nazionali e regionali dell’Aprile 2008. Continua a leggere