7 novembre 2010

ENNESIMA AGGRESSIONE A UN GIORNALISTA IN RUSSIA

Se non ci fosse da piangere per quel che succede ai colleghi russi, bisognerebbe ridere

di Andrea Riscassi
da http://andreariscassi.wordpress.com/

Partiamo dal fondo, dalle roboanti dichiarazioni del presidente Medvedev che, dopo l’ennesima aggressione a un giornalista a Mosca, ha invitato il procuratore generale Juri Chaika “di seguire in maniera speciale l’inchiesta sul crimine commesso ai danni del giornalista del Kommersant Oleg Kashin”.

Sia perche’ Chaika (ex ministro putiniano della giustizia) e’ lo stesso che ha indagato sull’uccisione di Anna Politkovskaja, i cui assassini e mandanti se la godono da qualche parte nel mondo.

Sia perche’ alla fine, Medvedev ha semplicemente un ufficio stampa più efficiente e più occidentale di quello dell’attuale presidente del consiglio russo Putin e quindi se la cava con toccanti dichiarazioni, che diventeranno titoli sui giornali moscoviti e occhielli in quelli del resto del mondo.
Ma dietro il fumo di queste parole, poi non resta niente.
Siamo ancora in fiduciosa attesa che il presidente Medvedev faccia una conferenza stampa con le foto degli assassini di Natasha Estemirova. A luglio, a un anno esatto dall’impunito omicidio della collega in Daghestan, aveva annunciato: individuati i killer!
Puntualmente divenne un titolo di tutti i giornali, in Russia e non solo.
Sono passati 4 mesi e si sta ancora aspettando che si passi dall’individuazione all’arresto. Ma forse si chiede troppo.
Quando venne assassinata la Politkovskaja inorridii per il prungato silenzio di

Putin: parlo’ solo tre giorni dopo, a Dresda – nella citta’ dove aveva fatto la spia del Kgb fino alla caduta del muro – ma forse avrebbe fatto più bella figura a mantenere il riserbo.
Alla fine, alla luce del tempo che passa, finisco per preferire il velenoso silenzio putiniano a queste ipocrite parole del suo ex delfino, dette tra un viaggio in Ossezia del Sud e uno alle Kurili.
Resta il fatto che Oleg, giornalista trentenne critico verso il partito unico che guida Cremlino, governo e tutte le 89 realtà locali russe, e’ stato pestato a morte.
Non gli hanno rubato portafoglio o cellulare. Gli hanno dato una scarica di botte, spezzandogli ossa e ledendogli organi interni. Ora e’ in coma farmacologico.
In Russia, paese tra i più pericolosi per chi fa il nostro mestiere, anziché le querele si usano i pestaggi, il veleno, il polonio. E a volte anche i proiettili.
Veloci quasi quante le dichiarazioni dei politici.

Ma davvero voi italiani…

da il blog di Riccardo Orioles

A Corte.
Lui: “Non sono gay“. Bondi: “Meno male“.
Lui: “Ti nomino… Procuratore del Re“. Fede: “Grazie, Maestà“. Lui: “Visto che sei tu a procurarmele…“.
Lui: “Ma come faccio? Ho più di settant’anni!“. Lei: “Con l’ausilio della chimica e della fisica, Maestà“.
Nel giro di Mora, una delle troie meno simpatiche era Fabrizio Corona.
E la gente faceva a pugni per vederlo.

* * *
Ma davvero voi italiani…
Ma davvero lo state cacciando per una storia di troie? E la Fiat? E la mafia? E tutto il resto?

Catania: L'inchiesta "Iblis" svela i rapporti tra mafia e politica

Nell'inchiesta dei Ros appalti pilotati e rapporti tra politici ed esponenti di Cosa Nostra, sequestro di beni per circa 400 milioni di euro

di Cesare Piccitto
da liberainformazione.org

Catania - L'inchiesta "Iblis", da cui scaturiscono i numerosi arresti di oggi, porta alla luce una rete indefessa e capillare di affari tra amministratori pubblici ed esponenti di cosa nostra.

Tra gli arresti eccellenti del mondo della politica siciliana spiccano: Il deputato regionale dei “Popolari Italia domani” (Pid) Fausto Fagone, eletto all'Ars in quota Udc dal 2006 al suo secondo mandato. Dal 28 settembre scorso ha aderito al partito nato dalla scissione del gruppo di Saverio Romano e Salvatore Cuffaro dai centristi.

Il 28 giugno scorso, nell’ambito di un’altra inchiesta su presunte irregolarità negli appalti per i rifiuti solidi a Palagonia, comune di cui Fagone era sindaco, è stato rinviato a giudizio per abuso di ufficio, truffa aggravata, falso materiale e ideologico, e frode in pubblica fornitura, assieme a due funzionari comunali e a due imprenditori. Provvedimenti restrittivi anche nei confronti del consigliere della Provincia di Catania dell’Udc, Antonino Sangiorgi, dell’ assessore del Comune di Palagonia Giuseppe Tomasello, e dell’ imprenditore e assessore al Comune di Ramacca Francesco Ilardi.


Gli affari della mafia etnea:

L'operazione, che varca il confine siciliano, coinvolge esponenti di spicco di Cosa nostra e amministratori tra Sicilia, Lazio, Toscana, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia. Il provvedimento, emesso dal gip Luigi Lombardo su richiesta della Dda della Procura di Catania, riguarda esponenti mafiosi, pubblici amministratori ed imprenditori del capoluogo etneo. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono associazione mafiosa, omicidio, estorsioni e rapine. Le indagini di carabinieri del Ros hanno ricostruito le recenti dinamiche di Cosa nostra etnea, documentandone gli interessi criminali e le infiltrazioni negli appalti pubblici, mediante una capillare rete collusiva nella pubblica amministrazione.

L'inchiesta, denominata Iblis, è stata coordinata dal procuratore capo Vincenzo D'Agata, e dai magistrati della Dda Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito, Antonino Fanara e Iole Boscarino. Indagato anche il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, che è estraneo al blitz, perché nei suoi confronti la Procura non ha richiesto alcun provvedimento.

A rendere nota l'esistenza del fascicolo fu un'indiscrezione del quotidiano Repubblica, il 29 marzo scorso, che fece scattare un'inchiesta sulla fuga di notizie. La Procura smentì invece l'altra anticipazione del quotidiano, che il 12 maggio scrisse che era stato chiesto l'arresto del governatore. Lombardo, che il 10 aprile ha reso spontanee dichiarazioni in Procura, ha querelato per diffamazione.


Il governatore sulla vicenda è intervenuto il 13 aprile in un'infuocata riunione dell'Assemblea regionale siciliana sostenendo di essere vittima di un complotto.

Le indagini dei carabinieri del Ros di Catania, che sono intrecciate con dichiarazioni su politici e amministratori, avevano al centro il boss Vincenzo Aiello della cosca Santapaola. Nell'inchiesta anche le dichiarazioni di almeno due pentiti: il "colletto bianco" Eugenio Sturiale e il sicario Maurizio Avola, esponente del clan Santapaola autoaccusatosi di oltre 50 omicidi. «Non è stata una indagine mirata esclusivamente o prevalentemente alla politica o verso qualche politico in particolare», ha dichiarato il procuratore della Repubblica di Catania Vincenzo D'Agata, precisando che «ogni riferimento riguardante il presidente Lombardo e risultante dalle indagini è stato oggetto di attenta valutazione, specie con riguardo alla sua valenza sul piano probatorio ed alla sua capacità di resistenza alle critiche difensive, non ritenendone, allo stato, la idoneità per adottare alcuna iniziativa processuale nei suoi confronti».


Operazione "Iblis" i nomi degli arrestati

Vincenzo Aiello detto "Enzo" gia' finito in manette, Aiello Alfio del 59, Alma Salvatore del 61 residente a Licodia Eubea, Fancesco Arcidiacono inteso " Francu u Salaru" residente a San. Gregorio del 60, Giuseppe Arena del 73 residente a Tremestieri, Giovanni Barbagallo del 49 residente ad Acicastello, Antonino Bergamo, detto "Nino" o "Antonio" del 60 residente a Paterno', Giovanni Buscemi, del 72 inteso "Faccia Tagghiata" residente a Paterno', Bernardo Cammarata inteso "Dino" del 72 residente a Tremestieri Etneo, Rocco Caniglia del 72, Angelo Carbonaro, del 68 residenete a Mascalucia, Salvatore Conti, inteso "Turi" del 50 residenete a Catania, Franco Costanzo inteso "Pagnotta" del 73 residete a Palagonia, Salvatore Di Bernardo, del 63 di Palagonia, Rosario Di Dio inteso "Saro" di Ramacca, D'Urso Giovanni, inteso del 55 "Pirilletto" di Catania, Giuseppe Ercolano, inteso "Pippo" del 36 di Catania, Mario Ercolano del 76 sempre di Catania, Fausto Fagone del 66 di Palagonia, Alfonso Fiammetta del 72 di Palagonia, Natale Fillomaro inteso " Nataleddu" del 74 gia' detenuto, Carmelo Finocchiaro, inteso "ringraziando il signore" o "geometra" del 74 di Castel di Judica, Pietro Guglielmino del 63 di Belpasso, Francesco Ilardi detto "Franco" del 67 di Ramacca, Mariano Incarbone del 60 residente a Misterbianco, Francesco La Rocca del 38 gia' detenuto, Graziano Lo Votrico del 74 residente Ad AciBonaccorsi, Francesco Marsiglione detto "Franco" del 58 residente a Tremestieri Etneo, Girolamo Marsiglione, dell'86 di Tremestieri Etneo, Michele Marsiglione del 60 residente a Misterbianco. Massimo santo del 51 residente a Catania, Sandro Monaco del 54 residente a Regabuto, Feice Naselli del 53 residnete a Tremestieri, Massimo Oliva inteso u "Nanu" del 72 residente a Palagonia, Pasquale Oliva dettu u "Massaru" del 57 residente a Ramacca Liborio Ioeni, del 50 residente a Catania, Francesco Pesce detto "Franco" del 52 residente a Catania, Giacomo Polizzi del 65 residente a Caltagirone, Rosario ragusa del 58 residnete ad Acireale, Sebastiano Rampulla del 46 residente 46 gia' detenuto, Vito Roccella del 58 residente a Catania, Antonino Sangiorgi, detto "Nino" del 63 residente a Palagonia, Agatino Santagati detto "Tino" del 58 residente a S.Agata Li Battiati, Vincenzo Santapaola, detto "Enzuccio" del 69 residente a Catania, Mario Scinardo, del 65 residente a Militello Val di Catania, Tommaso Somma detto "Tommy" del 59 residente a Castel di Iudica, Antonino Sorbera detto "Nino" del 64 residente a Catania, Giuseppe Tomasello, del 73 residente a Ramacca e Agatino Verdone del 62 residnete a Catania.