8 agosto 2011

Israele: smantellate quell'avamposto

Sentenza storica della Corte Suprema, ordinata la rimozione di un insediamento illegale in Cisgiordania

da http://it.peacereporter.net/
di Luca Galassi
del 3-8-2011

C'è una prima volta per tutto. Anche in Israele. La Corte suprema dello Stato ebraico ha emanato due giorni fa una sentenza storica: distruggere un insediamento illegale di coloni in Cisgiordania. L'insediamento - meglio chiamarlo avamposto, in quanto di limitata entità rispetto a una vera e propria opera urbanizzata - non è grande, e le conseguenze della sua distruzione e del trasferimento di qualche decina famiglie di coloni altrove non saranno epocali. Ma in questa terra i simboli assumono spesso più valore e potenza dei fatti.

Ed è simbolica la decisione del primo tribunale israeliano che ha ordinato allo Stato di smantellare Migron entro aprile del 2012 perché è illegale. Ovvero perché è costruito su terra di proprietà palestinese. A dispetto delle promesse, Migron è rimasto in piedi. Costruito nel 1999 a cinque chilometri da Gerusalemme, l'insediamento è composto da 50 famiglie. E' sempre stato definito 'non autorizzato', ma ciò non gli ha evitato di poter prosperare per vent'anni. Sorse durante l'operazione 'Scudo difensivo', il blitz israeliano su Ramallah in risposta alla Seconda intifada del 2002. Dapprima venne installata una piccola torre-radio (all'Israeli Defence Forces poteva anche andar bene, considerato il bisogno di migliorare le comunicazioni, le informazioni e l'intelligence nell'area), poi si aggiunsero alcuni caravan e le famiglie divennero stanziali. Un po' come i Rom da noi, con roulotte e baracche. In seguito furono emanati numerosi ordini di sgombero, nessuno dei quali ricevette esecuzione. Anzi, fu lo stesso governo israeliano a investire nell'avamposto. Novecentomila euro.

Una pratica diffusa, questa, nei ministeri israeliani. Lo dice il rapporto Sasson, redatto nel 2005 dall'ex capo del Dipartimento giustizia penale. Le sue conclusioni furono che organismi e istituzioni governative hanno segretamente stornato fondi per costruire avamposti illegali sui Territori palestinesi. Funzionari del ministero della Difesa e del ministero delle Costruzioni, e la Divisione insediamenti dell'Organizzazione mondiale sionista hanno speso milioni di shekel per finanziare avamposti illegali. Il rapporto descrive la cooperazione segreta tra i vari ministri e funzionari istituzionali per consolidare gli avamposti costruiti oltre dieci anni fa.

Sono oltre 300mila gli israeliani che vivono negli insediamenti (legali e illegali) della Cisgiordania. La disputa sul diritto alla terra tocca rivendicazioni storiche e religiose, leggi nazionali e internazionali, diatribe politiche. Gli insediamenti variano in dimensione e permanenza, da quelli 'selvaggi', chiamati wildcat, fatti di baracche e roulotte, fino a città vere e proprie di decine di migliaia di residenti. La comunità internazionale considera illegali la maggior parte delle centinaia di insediamenti. A dispetto di appelli a un congelamento completo della costruzione, il Premier Netanyahu ha detto che il governo continuerà ad acconsentire a nuove costruzioni per assecondare la loro 'crescita naturale'.

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