23 ottobre 2011

Per la direttrice di Sud: "Smettila di scrivere o ti rompiamo le mani"

La lettera anonima è stata composta con caratteri ritagliati da un giornale, le è arrivata a casa in una busta con l’indirizzo vergato a mano. Fabiola Manidirettrice di “Sud” , free press di Catania, racconta

di Giorgio Ruta
da Ossigeno (osservatorio sui cronisti minacciati)

Modica - 10 ott 2011 - Per la giovane giornalista non è il primo avvertimento, ma è il più grave. «Alcuni – racconta - mi hanno intimato verbalmente di smetterla con le inchieste. Qualcuno, dopo aver letto cosa avevamo scritto sul suo conto, mi ha detto: non rompere più i coglioni. Le frasi più minacciose le hanno dette persone molto note di cui non voglio fare il nome. Proprio quelle persone dalle quali non te lo aspetteresti».

Sud è un quindicinale. E’ stampato in 20 mila copie e distribuito gratis in tutta la provincia di Catania. E’ caratterizzato da titoli forti, da colori accesi, pezzi brevi e molte foto: C’è anche il sito web del giornale , aggiornato con frequenza. Offre molte video-inchieste. La redazione e formata da quindici giornalisti molto giovani.

«I giovani sono i meno corrotti dal sistema di potere» spiega Fabiola. Dirigere Sud, dice, è un lavoraccio, un lavoro duro. “Mi arrivano tantissime diffide. Vorrei proprio avere un’assicurazione per affrontare le querele per diffamazione. Si può dire che ogni giorno arriva l’intima-zione dell’avvocato di turno».

Ma chi ha scritto quella brutta lettera anonima, recapitatale a fine settembre? In redazione nessuno riesce a formulare un’ipotesi. Le inchieste che il quindicinale ha pubblicato nell’edizione cartacea o nel sito sono tante, e riguardano vari settori ed argomenti. «Come ho detto ai Carabinieri, non posso dire che sospetto qualcuno in particolare. Mi occupo di tante cose: cronaca giudiziaria, cronaca nera, mafia, politica... Scriviamo molto di politica, e forse –dice la giornalista ridendoci sopra - se ci occupassimo più di mafia e meno di politica rischieremmo meno».

A Sud comunque il lavoro continua. I ragazzi-giornalisti si sono stretti intorno al direttore e cercano di riderci sopra per scaramanzia. «Non ti preoccupare, se ti tagliano le mani, scriveremo noi al posto tuo», le ha detto scherzosamente un redattore. E lei commenta: «I ragazzi mi hanno fatto sentire tutta la loro vicinanza e hanno continuato a lavorare come prima. Gli editori hanno fatto sapere che non si tirano indietro di fronte alle minacce, ma non nascondono la preoccupazione. «Avvertiamo il bisogno – afferma il presidente della Editori Indipendenti Pierluigi Di Rosa, -di richiamare l’attenzione delle autorità sul clima di intimidazione che abbiamo denunciato già da tempo e che,

evidentemente, mira ad impedire che in questa città cresca una voce di informazione autenticamente libera». Sotto la direzione della Foti da maggio di quest’anno, Sud ha fatto
alcune clamorose inchieste. L’ultima in ordine di tempo ha riguardato le condizioni di degrado dell’ospedale di Taormina. Molti articoli hanno presentato in termini critici i comportamenti di personaggi politici di primo piano.

Il giornale è ancora agli esordi, ma vanta già una storia travagliata. Fu fondato un anno fa. Direttore era un altro giovane giornalista, Antonio Condorelli, che adesso scrive per Esse e il Fatto Quotidiano. Il giornale fece subito clamore. Mise a segno uno scoop dietro l’altro. Uno dei più clamorosi fu quello su un certificato medico del governatore siciliano Raffaele Lombardo considerato falso. Ma Condorelli e gli editori non si intendevano. Dopo qualche mese il clima divenne teso e il giornalista catanese lasciò la direzione sbattendo la porta, portandosi dietro buona parte della redazione. Fu sostituito da Marco Benanti, che restò poco, e poi da Fabiola Foti.

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