19 gennaio 2011

Sacra corona unita, la quarta mafia

Blu Notte racconta la Sacra corona unita

di Cesare Piccitto
da liberainformazione.org

“Tutte la mafie hanno gli stessi obbiettivi: Potere, affari, denaro... E per raggiungere questi obbiettivi fanno di tutto. Distruggono il territorio, distruggono le speranze delle persone, lo rendono grigio lo rendono ostaggio... creano nelle società ansie e paure.” Inizia con le parole di don Luigi Ciotti, l'ultima puntata di Blu Notte, dedicata alla mafia in Puglia: la Sacra corona unita

Erroneamente, questa organizzazione criminale, è stata considerata per decenni una non mafia alla stregua di un fenomeno folcloristico. Una mala di cani sciolti che si dedicava al contrabbando di sigarette e all'usura quasi per una mera questione si sopravvivenza. Questa scarsa considerazione del fenomeno ha invece permesso al fenomeno di nascere ed espandersi allo stesso modo di tutte le altre mafie, con le stesse caratteristiche e dinamiche tipiche, il programma di Lucarelli riesce a trasmetterci una quadro del fenomeno storico e dettagliato.

Il racconto inizia dalla storia emblematica di una giovane donna pugliese. Palmina aveva solo 14 anni viveva a Fasano, era bella, e qualcuno voleva farla prostituire. Per questo è morta, bruciata viva con alcol e fiammiferi. L'11 novembre 1981 fu ritrovata dal fratello nella loro casa con ancora le fiamme addosso, una torcia umana, divorata dal fuoco. La piccola morirà 22 giorni dopo per le ustioni riportate. Era vigile e cosciente Palmina Martinelli tanto che riesce a incontrare un magistrato, Nicola Magrone: Palmina fa i nomi dei suoi carnefici, due fratellastri dediti allo sfruttamento della prostituzione. Di uno dei due si era invaghita. A conferma di quanto raccontato dalla piccola, c'è anche un tremendo nastro audio in cui si sente la flebile voce della Martinelli, in punto di morte, che conferma i nomi dei suoi aguzzini.

Scorrono nel video, le storie di queste e altre vittime di mafia, e nel frattempo l'ascesa e la crescita della Sacra corona unita nella regione soprannominata la “California del sud”. Tra gli intervistati, oltre ai parenti delle vittime di mafia pugliesi, collaboratori di giustizia e politici.
L'organizzazione mafiosa ha il suo centro in Puglia e trovò negli accordi criminali, con organizzazioni dell'est europeo, la sua specificità per emergere e distaccarsi dalle altre mafie italiane. Raggiunse il suo apice tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta del secolo scorso. La Sacra corona unita fu fondata da Giuseppe Rogoli nel carcere di Trani la notte di Natale dell'anno 1981. Quest'ultimo era già affiliato alla 'Ndrangheta (nella 'ndrina dei Bellocco) e chiese il permesso al capobastone Umberto Bellocco di formare una 'Ndrangheta Pugliese. Nel 1987 Rogoli affidò a Oronzo Romano la costituzione di un'altra 'ndrina nel sud barese, sempre con il consenso della 'Ndrangheta.

Il finale del programma, ci racconta una mafia completamente annientata dagli arresti e dall'antimafia sociale svolta soprattutto da Libera. Ci lascia però alcuni dubbi: l'ultimo omicidio avvenuto in Puglia è avvenuto nel 2008, dove non è stata fatta piena luce; sui beni confiscati sono numerose e pesanti le pressioni di tipo mafioso.

Altri dubbi, sulla reale conclusione della quarta mafia, vengono dalla recente attualità. Una bomba a mano di tipo militare venne fatta esplodere a Mesagne dinanzi all’abitazione di un collaboratore di giustizia, Ercole Penna. La deflagrazione non provocò feriti. L'abitazione presa di mira era del suocero di Penna, cognato di Pino Rogoli, fondatore della Sacra Corona Unita.
Alla fine del 2010 una operazione di polizia nel brindisino ha portato all’esecuzione di 28 provvedimenti di fermo e allo smantellamento dei vertici dei clan criminali della provincia, vecchi e nuovi assetti di potere della Sacra Corona Unita.

Può davvero considerarsi conclusa, dunque, la storia di questa quarta mafia?