18 aprile 2011

Catania: sequestrati i beni della famiglia D'Emanuele

Un'altro importante sequestro della Direzione Investigativa Antimafia di Catania

di Cesare Piccitto
da liberainformazione.org
Catania, 08.04.2011

Un'altro importante sequestro della Direzione Investigativa Antimafia di Catania ha consentito di colpire al cuore l’organizzazione mafiosa proprio laddove essa è più sensibile: nell’arricchimento economico realizzato con il reimpiego di capitali di illecita provenienza, affiancato all’illecita concorrenza nel mercato, il vero “core business” della mafia Beni per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione investigativa antimafia di Catania alla 'famiglia' D'Emanuele, ramo di Cosa nostra legato al clan Santapaola. L'operazione rappresenta un proseguo dell'operazione 'Cherubino' contro il monopolio del 'caro estinto' del maggio 2010, le indagini abbracciano un arco temporale compreso tra il 2005 ed il 2009 e sono state finalizzate a rilevare la capacità reddituale dei D’Emanuele. Secondo la Dia i D'Emanuele, utilizzando persone compiacenti, avrebbero diversificato la propria attivita' imprenditoriale investendo ingenti capitali in attivita' del settore delle scommesse, ittico, immobiliare e fotografico. L'ingente patrimonio sequestrato è costituito da società, immobili ed autoveicoli, per un valore di circa dieci milioni di Euro. I beni sequestrati sono ritenuti riconducibili a soggetti sospettati di appartenere, attraverso la famiglia D’Emanuele, al ramo di Cosa Nostra catanese facente capo al clan Santapaola.

VIDEO REGIONE OPERAZIONE "CHERUBINO" del 2010:




Il sequestro avviene a seguito degli arresti già operati dalla stessa D.I.A. nel maggio 2010, con l’operazione “Cherubino” in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere. Gli arresti avevano consentito di neutralizzare l’operatività e le attività criminali dei componenti della famiglia D’Emanuele il cui capostipite Natale, “uomo d’onore”, già colpito dall’ordinanza unitamente ai figli Antonino ed Andrea, è considerato reggente del “gruppo di Castello Ursino” per il clan Santapaola. In particolare è emerso che i D’Emanuele stavano diversificando i loro investimenti interessandosi al settore ittico, apportando capitali in una Società in difficoltà economica denominata “Blanco Pesca Srl”. Inoltre, dagli accertamenti economico-patrimoniali, sono emersi gli investimenti confluiti nella ristrutturazione di un prestigioso stabilimento balneare, denominato “Lido Romina” ed ubicato alla Playa di Catania che sequestrato al D’Emanuele Natale nel 1994, a seguito di Misura di Prevenzione Patrimoniale e dissequestrato nel 2002 è stato fittiziamente ceduto a soggetti compiacenti, che ne hanno modificato la denominazione in “Sobha”. Sono state individuate, anche, due società immobiliari “ED.IM. Srl e Edil Immobiliare Srl”, un’agenzia di scommesse ed un’impresa operante nel settore dello sviluppo e stampa fotografico intestate e/o riconducibili sempre ai D’Emanuele.