7 ottobre 2011

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Catania: Appello di Libera al CSM

In occasione dell'ultima nomina era stato rivolto un analogo appello, rimasto, purtroppo, inascoltato e vicende successive ci hanno dato ragione: Catania ha vissuto e vive un'ennesima stagione di veleni

Comunicato stampa

Il coordinamento provinciale catanese di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, ha inviato al Consiglio superiore della magistratura un appello in cui si chiede che per la nomina del Procuratore della Repubblica sia scelto un candidato estraneo alla città.

E’ noto che la decisione del CSM è ormai prossima e che la rosa dei candidati è ristretta a tre nomi: quello del dott. Giuseppe Gennaro, Sostituto Procuratore presso la Procura di Catania, quello del dott. Giovanni Tinebra, Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Catania, e quello del dott. Giovanni Salvi, Sostituto Procuratore generale presso la Corte di Cassazione.

APPELLO AL CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

Infiltrazioni mafiose nell’economia, corruzione diffusa, alto tasso di illegalità: di fronte a questa realtà la Procura di Catania appare, anche dopo il pensionamento del Procuratore D'Agata, divisa e lacerata da conflitti interni.

Il Coordinamento provinciale catanese di Libera, Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, rivolge un appello al CSM: senza voler esprimere alcuna valutazione sulla professionalità dei catanesi concorrenti per la nomina del Procuratore della Repubblica, chiediamo che, stavolta, sia scelto un candidato estraneo alla città.

In occasione dell'ultima nomina era stato rivolto un analogo appello, rimasto, purtroppo, inascoltato e vicende successive ci hanno dato ragione: Catania ha vissuto e vive un'ennesima stagione di veleni.

La Procura è il cuore pulsante dell'amministrazione della Giustizia, solo un capo libero da legami con la città e lontano dalle storie che hanno infangato la magistratura catanese potrà ridare l'autorevolezza indispensabile all'imparziale esercizio dell'azione penale cui Catania ha diritto.
Il Coordinamento provinciale di Libera- Catania

Giulio Andreotti si racconta ad Enzo Biagi, intervista del 1980

Indagato Melchiorre Fidelbo marito della senatrice Anna Finocchiaro

L'inchiesta riguarda la procedura che aveva portato all'affidamento, senza gara, dell'appalto per l'informatizzazione del Pta di Giarre alla Solsamb srl società guidata da Melchiorre Fidelbo marito della presidente dei senatori del Partito democratico Anna Finocchiaro

di Iena giudiziaria
da http://www.ienesiciliane.it/

Il procuratore capo della Repubblica di Catania facente funzioni, Michelangelo Patanè, continua a lavorare sodo, con dedizione e senso di responsabilità. Per lui parlano i fatti e le importanti indagini che ha portato a compimento negli ultimi mesi. Proprio oggi rimbalza la notizia degli avvisi di chiusura delle indagini preliminari, firmati per l'appunto dal procuratore Michelangelo Patanè e dal sostituto Alessandro La Rosa, notificati a Melchiorre Fidelbo, all'ex direttore amministrativo dell'Azienda sanitaria provinciale di Catania, Giuseppe Calaciura, al direttore amministrativo dell'Asp, Giovanni Puglisi, e alla responsabile del procedimento, Elisabetta Caponetto.

L'inchiesta riguarda la procedura amministrativa che aveva portato all'affidamento, senza gara, dell'appalto per l'informatizzazione del Presidio territoriale di assistenza (Pta) di Giarre assegnato alla Solsamb srl, società guidata da Melchiorre Fidelbo, marito della presidente dei senatori del Partito democratico Anna Finocchiaro.

L'ipotesi di reato per cui si procede sarebbe l'abuso d'ufficio. Al centro delle indagini vi sarebbe la delibera n. 1719 del 30 luglio del 20101 che autorizzava l'Asp di Catania a stipulare un convenzione con la Solsamb per il Pta di Giarre che, secondo l'accusa, sarebbe stata redatta "senza previo espletamento di una procedura ad evidenza pubblica e comunque in violazione del divieto di affidare incarichi di consulenza esterna", come prevede la normativa regionale.

Secondo la Procura, l'atto "avrebbe procurato un ingiusto vantaggio patrimoniale alle Solsamb, consistito nell'affidamento diretto alla società di una prima anticipazione di 175mila euro", somma "proveniente dalla quota del co-finanziamento Stato-Regione" previsto dalla Finanziaria dell'anno 2007. Per la Pubblica accusa Melchiorre Fidelbo, amministratore unico della Solsamb, avrebbe concorso "in qualità di determinatore o comunque di istigatore della condotta del Calaciura, del Puglisi e della Caponetto, predisponendo l'atto di convenzione allegato alla delibera e proponendo la stipula all'Asp di Catania".