24 luglio 2012

Vent'anni. In memoria delle stragi del '92


"VENT’ANNI"
a cura di Daniela Gambino ed Ettore Zanca
Coppola editore, Collana Linea emozioni
pag 128, 12 euro


di Cesare Piccitto

"Coloro che piangiamo – scrisse Sant'Agostino - non sono assenti ma soltanto invisibili: i loro occhi, raggianti di gloria, stanno fissi nei nostri pieni di lacrime" è una delle citazioni di Enzo Guidotto nel raccontare il ricordo dei due magistrati, Falcone e Borsellino uccisi da Cosa nostra. Raccontare dove e cosa stavamo facendo in quei giorno di vent'anni fa non è cosa semplice. Ce ne siamo resi conto quando ci è stato chiesto recentemente di farlo. Quella data per noi come per molti della mia generazione, è una sorta di trauma collettivo e personale, difficile da raccontare la data dell'infamia ma anche dell'inizio del riscatto.


Oggi siamo a vent'anni dalle stragi. L'onda d'urto e il rumore di quegli attentati non è mai finito, ma si è solo modificato attraverso gli anni. L'ultimo libro di Gambino e Zanca per Coppola Editore, mette insieme nelle sue pagine il ricordo e la memorie di quelle tragiche ore, raccontate da militanti, amici, giornalisti, attivisti antimafia, colleghi e parenti dei magistrati uccisi. Interviste, testimonianze, impressioni, monologhi teatrali e testi di canzone, per non dimenticare le stragi del ’92. Il diario di una partecipazione emotiva, un ritratto di Palermo e del Paese.



Un percorso nella memoria con tanti sguardi differenti: Salvatore Coppola, Maria Falcone, Rita Borsellino, Ignazio Arcoleo e Roberto Gueli, Letizia Battaglia, Rachid Berradi, Augusto Cavadi, Luigi Ciotti, Raffaele Sardo, Amelia Crisantino, Gaetano Curreri, Giuseppe Di Piazza, Daniela Gambino, Alfonso Giordano, Maurilio Grasso, Stefano Grasso e Corrado Fortuna, Enzo Guidotto, Sebastiano Gulisano, Ferdinando Imposimato, Pina Maisano Grassi e Chiara Caprì, Antonio Mazzeo, Natya Migliori, Marilena Monti, Carlo Palermo e Denise Fasanelli, Aldo Penna, Pippo Pollina, Enrico Ruggeri, Luca Tescaroli, Ettore Zanca.



Difficile che non scatti l'immedesimazione soprattutto quando chi racconta ha la nostra stessa età: "Vent'anni fa avevo dieci anni. Due terzi della mia vita: vent'anni. Di quelle stragi ricordo solo i miei genitori attoniti. Non ho memoria di quel che si dicevano, ma ricordo i toni e le espressioni, i loro silenzi e il vociare del televisore. Fu uno scossone. Uno scossone di cui avevo estrema necessità. Crollò tutto il mio mondo fantastico di eroi invincibili, di sogni che ormai erano costretti a fare i conti con la storia, con la realtà, con la geografia".



Scrive Zanca nella quarta di copertina: "(…) Abbiamo provato a riportare e riportarci alla memoria due stragi del 1992 nel modo più dolce possibile. Come riaprire una ferita per curarla meglio, con più amore. (…) Sono venuti fuori ricordi con la sete di giustizia, la voglia di consegnare un mondo più onesto, l’eredità morale (…) la consapevolezza che non c’è ancora un colpevole certo e non ha pagato del tutto chi dovrebbe pagare…".



Quelle stragi sono, oggi più che mai, presenti nelle cronache giornalistiche. C'è, non dimentichiamolo, ancora non conclusa l'indagine relativa alla trattativa tra stato e mafia. Nelle ultime settimane le cronache riportano notizie su indagini relative a gravi omissis sulla trattativa stato-mafia di alcuni esponenti politici di alto livello. Indagati tra gli altri il senatore Nicola Mancino e anche l'ex ministro della Giustizia Giovanni Conso, per non parlare del filone delle indagini che riguarda i mandanti occulti e o esterni a Cosa nostra. Speriamo di non dover superare il ventennio per conoscere tutta le verità su quella terribile stagione stragista. Con le parole di Carlo Palermo: "La storia richiede i suoi tempi per essere svelata. Il mio auspicio è che si veda la luce prima o poi".


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