27 novembre 2012

Ce lo chiede l’Europa – Quei fondi Ue al fratellino di Riina


Il fratello del più noto boss un giorno ha chiesto a Bruxelles un aiutino economico di 42 mila euro per il suo orticello, omettendo però di produrre la consueta certificazione antimafia 


di Marta Bonucci
da http://blog.ilserale.it/

Un tempo si diceva “Braccia strappate all’agricoltura”. Ora, con la crisi, lo spread e la borsa che sembra una roulette, molti tornano indietro: ai campi, alla terra, al sudore della fronte. O, se preferite un termine molto in voga fra i radical chic, al bio.






È quello che ha fatto Gaetano, ottantenne di Mazara del Vallo, nel trapanese. Che decidendo di tornare alle origini, ha chiesto aiuto all’Ue. E l’ha ottenuto: 42 mila euro, dal 1997 al 2004, provenienti dai fondi comunitari a sostegno dell’agricoltura. Ora, esistono dei requisiti per accedere (anche solo per richiedere quei fondi). 

 Non ultimo, avere la fedina penale pulita: ad esempio, non aver subito una condanna in appello per associazione mafiosa e non essere sottoposto a misure di prevenzione. Qui casca l’asino. Sì perché Gaetano, pur non essendo stato condannato, è un sorvegliato speciale della polizia. Perché? Qui viene il bello. Indovinate come fa di cognome questo vispo ottantenne? Nientepopodimenoché… Riina. Esatto, proprio lui, il fratello del più noto boss. Che un giorno ha chiesto a Bruxelles un aiutino economico di 42 mila euro per il suo orticello, omettendo però di produrre la consueta certificazione antimafia. Colpa dell’Europa? 

No dell’Agea, l’agenzia che dipende dal ministero delle politiche agricole e che svolge la funzione di organismo di coordinamento e pagatore. Ovvero, il tramite fra i fondi europei e gli agricoltori che ne fanno richiesta. Evidentemente doveva essere un torrido lunedì mattina quando la richiesta del vecchio Gaetano Riina è passata sulle scrivanie dell’Agea, fatto sta che quel cognome non deve averli colpiti. Più astuti quelli della Corte dei conti, che ora chiedono i soldi indietro.

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