9 novembre 2012

Chi era davvero Pino Rauti

«Attentati a uffici, magazzini, cinema, linee ferroviarie»: chi era davvero Pino Rauti

di Giulio Salierno*
da http://www.carmillaonline.com/


Era ancora il turno delle sparate retoriche e fideistiche. Stavo per tornare di nuovo nel salone degli uffici quando vidi entrare in sezione Pino Rauti, il giovane leader della corrente spiritualista. Rimasi sorpreso. Non speravo che al dibattito potesse prender parte un uomo del suo calibro. Mi misi seduto in prima fila. Non volevo perdere neppure una parola del suo intervento. Alto, magro, ascetico, Pino Rauti si muoveva con passi lenti, misurati. Sembrava indifferente alla curiosità che destava. Mi ricordava un gesuita. Si accostò al tavolo della presidenza, chiese la parola e si sedette in attesa che gliela dessero. La sala si riempì di gente. La sua presenza aveva richiamato tutti quelli che prima, per sfuggire alla noia, si erano cacciati negli uffici. L’oratore di turno abbreviò il suo intervento per cedere subito il microfono a Rauti. 



Il capo degli evoliani inforcò gli occhiali e cominciò a parlare a voce secca, distinta, e dopo un breve cappello d’obbligo entrò immediatamente nel merito della discussione: «Presentarci come pecore all’opinione pubblica è un nonsenso. Significa raccogliere gli applausi di una massa di gente che, alle prossime elezioni politiche, preferirà la DC a noi proprio perché ci considererà deboli, inadatti a fronteggiare i comunisti e per di più sospetti per il nostro passato. Io non credo alle elezioni, non credo ai partiti, e non credo che il Parlamento rappresenti la nazione. Sono, quindi, convinto che dobbiamo mutare tattica e strategia se vogliamo contare qualcosa nel nostro paese.


Dobbiamo essere lupi e farci conoscere come tali. Fingerci pecore equivale non solo a esserlo, ma – e lo dico per gli ammalati di parlamentarismo – significa anche impossibilità di raggiungere rilevanti risultati elettorali. Crede la direzione, piegando il ginocchio, di trasformare il MSI, agli occhi degli altri partiti, nel figliol prodigo a cui si spalancano le braccia per accoglierlo? Illusione, follia o forse... tradimento». Continua a leggere

*Pubblichiamo, ringraziando l'editore Minimum Fax per l'autorizzazione, alcune pagine del fondamentale testo di Giulio Salierno Autobiografia di un picchiatore fascista [Minimum Fax, Roma 2008 (I ed. Einaudi, 1976), cap. 4, pp. 133-37 e 142-45: qui la scheda del libro], nelle quali l'autore, all'epoca dirigente giovanile della sezione Colle Oppio del MSI, racconta quali erano le tesi di Rauti sin dagli anni '50.

Nessun commento:

Posta un commento