26 luglio 2012

ILVA, SEQUESTRATE ALCUNE AREE. ARRESTI DOMICILIARI PER EMILIO E NICOLA RIVA

La Procura della Repubblica di Taranto ha disposto il sequestro, con il conseguente blocco delle attività, di tre aree dell’impianto siderurgico dell’Ilva aTaranto

di Gianni Lannes
da http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

Secondo i magistrati le emissioni dell'impianto hanno messo a rischio la salute di migliaia di lavoratori e di abitanti delle zone circostanti. Il gip Patrizia Todisco ha firmato il provvedimento di sequestro degli impianti dell’area a caldo dell'Ilva di Taranto (cokerie, agglomerato, parchi minerari) e misure cautelari per alcuni indagati nell'inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici Ilva. (Continua a leggere)

25 luglio 2012

Un cimitero chiamato Mediterraneo

Un giorno a Lampedusa e a Zuwarah, a Evros e a Samos, a Las Palmas e a Motril saranno eretti dei sacrari con i nomi delle vittime di questi anni di repressione della libertà di movimento. E ai nostri nipoti non potremo neanche dire che non lo sapevamo

da http://fortresseurope.blogspot.it/

Dal 1988 sono morte lungo le frontiere dell'Europa almeno 18.346 persone. Di cui 2.352 soltanto nel corso del 2011. Il dato è aggiornato al 10 luglio 2012 e si basa sulle notizie censite negli archivi della stampa internazionale degli ultimi 24 anni. Di seguito trovate soltanto gli incidenti degli ultimi mesi. Per consultare la documentazione di Fortress Europe dal 1988, visitate il nostro speciale La strage. Per un'analisi statistica, frontiera per frontiera, leggete la scheda Fortezza Europa. (Continua a leggere)

No, Hollande non fa miracoli in Francia. Ma "Repubblica" ci casca e viene colta a copiare

Per farla molto breve: è una serie di balle. La prima cosa da notare è che tutta questa dettagliatissima elencazione di risultati non cita uno straccio di fonte

da http://attivissimo.blogspot.it/

Seriamente: siamo nell'era di Internet, non ci vuole niente ad aggiungere un link a fonti (che so, articoli di giornali francesi) che confermino quanto detto. Se non ci sono questi link, l'appello (come tutti gli appelli senza fonti) è da considerare come aria fritta. Chi lo diffonde fidandosene ciecamente, magari perché corrisponde ai propri pregiudizi, è un irresponsabile.

Già questo basterebbe per liquidare quest'appello come l'ennesima bufala mandata in giro da chi non ha niente di meglio da fare con il proprio neurone vagante. Ma c'è chi ha avuto la pazienza d'indagare, come Beatrice Mautino su Wired Italia, notando che nella stampa francese non c'è traccia degli eventi descritti nell'appello. È credibile che un presidente faccia tutte queste innovazioni positive e non se ne vanti in giro? (Continua a leggere)

24 luglio 2012

Russia: Il processo alle Pussy Riot

La loro esibizione, nella quale chiedevano alla Madonna di liberare il paese da Putin, ha destato molto rumore e la brusca reazione del regime di Putin. Dopo mesi trascorsi in cella, finalmente hanno visto un giudice

da http://www.giornalettismo.com/
di Mazzetta
20.07.2012

LA PRIMA UDIENZA - Udienza a porte chiuse, con i fan del gruppo all’esterno del tribunale moscovita, per le tre componenti del gruppo Pussy Riot che rischiano una condanna fino a sette anni in quanto accusate di “teppismo” per lo spettacolo con il quale hanno animato l’interno di una cattedrale moscovita, mandando su tutte le furie il patriarca ortodosso e i credenti.

IL CRIMINE - Arrestate a febbraio al termine del loro show nella cattedrale del Cristo Salvatore, le ragazze sono state detenute senza accuse per mesi, nonostante gli appelli in loro favore da parte di artisti, intellettuali e gente comune, non solo dalla Russia. Nadezhda Tolokonnikova, Mariya Alekhina e Yekaterina Samutsevich sono solo tre delle perfomer impegnate nell’azione, ma pare proprio che toccherà a loro per tutte.

VOGLIA DI VENDETTA - La loro esibizione, nella quale chiedevano alla Madonna di liberare il paese da Putin, ha destato molto rumore e la brusca reazione del regime di Putin, che ha una particolare rozzezza nel trattare l’opposizione, anche quando si manifesti in forme innocue e non violente come nel caso in oggetto, in questo caso poi s’aggiunge il peso del clero ortodosso, buon alleato del regime, che da febbraio non ha mai spesso di chiedere punizioni severe per le ragazze.

Il biscottino scaccia crisi

Vent'anni. In memoria delle stragi del '92


"VENT’ANNI"
a cura di Daniela Gambino ed Ettore Zanca
Coppola editore, Collana Linea emozioni
pag 128, 12 euro


di Cesare Piccitto

"Coloro che piangiamo – scrisse Sant'Agostino - non sono assenti ma soltanto invisibili: i loro occhi, raggianti di gloria, stanno fissi nei nostri pieni di lacrime" è una delle citazioni di Enzo Guidotto nel raccontare il ricordo dei due magistrati, Falcone e Borsellino uccisi da Cosa nostra. Raccontare dove e cosa stavamo facendo in quei giorno di vent'anni fa non è cosa semplice. Ce ne siamo resi conto quando ci è stato chiesto recentemente di farlo. Quella data per noi come per molti della mia generazione, è una sorta di trauma collettivo e personale, difficile da raccontare la data dell'infamia ma anche dell'inizio del riscatto.


Oggi siamo a vent'anni dalle stragi. L'onda d'urto e il rumore di quegli attentati non è mai finito, ma si è solo modificato attraverso gli anni. L'ultimo libro di Gambino e Zanca per Coppola Editore, mette insieme nelle sue pagine il ricordo e la memorie di quelle tragiche ore, raccontate da militanti, amici, giornalisti, attivisti antimafia, colleghi e parenti dei magistrati uccisi. Interviste, testimonianze, impressioni, monologhi teatrali e testi di canzone, per non dimenticare le stragi del ’92. Il diario di una partecipazione emotiva, un ritratto di Palermo e del Paese.



Un percorso nella memoria con tanti sguardi differenti: Salvatore Coppola, Maria Falcone, Rita Borsellino, Ignazio Arcoleo e Roberto Gueli, Letizia Battaglia, Rachid Berradi, Augusto Cavadi, Luigi Ciotti, Raffaele Sardo, Amelia Crisantino, Gaetano Curreri, Giuseppe Di Piazza, Daniela Gambino, Alfonso Giordano, Maurilio Grasso, Stefano Grasso e Corrado Fortuna, Enzo Guidotto, Sebastiano Gulisano, Ferdinando Imposimato, Pina Maisano Grassi e Chiara Caprì, Antonio Mazzeo, Natya Migliori, Marilena Monti, Carlo Palermo e Denise Fasanelli, Aldo Penna, Pippo Pollina, Enrico Ruggeri, Luca Tescaroli, Ettore Zanca.



Difficile che non scatti l'immedesimazione soprattutto quando chi racconta ha la nostra stessa età: "Vent'anni fa avevo dieci anni. Due terzi della mia vita: vent'anni. Di quelle stragi ricordo solo i miei genitori attoniti. Non ho memoria di quel che si dicevano, ma ricordo i toni e le espressioni, i loro silenzi e il vociare del televisore. Fu uno scossone. Uno scossone di cui avevo estrema necessità. Crollò tutto il mio mondo fantastico di eroi invincibili, di sogni che ormai erano costretti a fare i conti con la storia, con la realtà, con la geografia".



Scrive Zanca nella quarta di copertina: "(…) Abbiamo provato a riportare e riportarci alla memoria due stragi del 1992 nel modo più dolce possibile. Come riaprire una ferita per curarla meglio, con più amore. (…) Sono venuti fuori ricordi con la sete di giustizia, la voglia di consegnare un mondo più onesto, l’eredità morale (…) la consapevolezza che non c’è ancora un colpevole certo e non ha pagato del tutto chi dovrebbe pagare…".



Quelle stragi sono, oggi più che mai, presenti nelle cronache giornalistiche. C'è, non dimentichiamolo, ancora non conclusa l'indagine relativa alla trattativa tra stato e mafia. Nelle ultime settimane le cronache riportano notizie su indagini relative a gravi omissis sulla trattativa stato-mafia di alcuni esponenti politici di alto livello. Indagati tra gli altri il senatore Nicola Mancino e anche l'ex ministro della Giustizia Giovanni Conso, per non parlare del filone delle indagini che riguarda i mandanti occulti e o esterni a Cosa nostra. Speriamo di non dover superare il ventennio per conoscere tutta le verità su quella terribile stagione stragista. Con le parole di Carlo Palermo: "La storia richiede i suoi tempi per essere svelata. Il mio auspicio è che si veda la luce prima o poi".