17 agosto 2012

Pussy Riot, ecco chi sono le ribelli russe

Il punk è stata la colonna sonora di diversi movimenti di lotte globali. Joe Strummer, i Clash, i Sex Pistols hanno parlato della querra civile spagnola, del sottoproletariato giamaicano, della rivoluzione sandinista, delle vittime del comunismo. E ora le Pussy Riot ci raccontano della Russia di Putin

Di Alessandra Modica
da http://www.iljournal.it/

L'accusa ha chiesto 3 anni di carcere per le 3 cantanti punk arrestate poco tempo fa per essersi esibite davanti alla cattedrale della capitale russa con inni anti Putin. Ma proprio grazie a questo, loro stanno diventando famose in tutto il mondo.

Sono giovani, sono ribelli, e stanno mettendo a soqquadro la Russia. Si tratta delle ‘Pussy Riot‘, le 3 ragazze del gruppo punk femminista russo che mette in scena performance provocatorie contro l’establishment politico e istituzionale, arrestate il 4 agosto e accusate di aver cantato una “preghiera anti Putin” nella cattedrale di Mosca, quella del Cristo Salvatore.

L’accusa oggi ha chiesto per loro 3 anni di reclusione per teppismo per motivi di odio religioso, disturbo dell’ordine pubblico, offesa del sentimento religioso e premeditazione. Inoltre, sempre per l’accusa, le 3 ragazze sarebbero “socialmente pericolose”.

Sono molti i cantanti internazionali che si sono schierati dalla parte delle Pussy Riot. Dai Red Hot CHili Peppers ai Franz Ferdinand e la stessa Madonna, che domani si esibirà a San Pietroburgo. A questi si sono uniti blogger e attivisti di tutto il mondo.

Insomma, nonostante il serio rischio di condanna, le giovani ribelli sono riuscite a far parlare di loro e soprattutto a denunciare la situazione in cui vive la popolazione russa sotto Putin. Per questo in un certo senso le Pussy Riot hanno già vinto la loro battaglia, tanto che lo scorso 2 agosto, in un incontro con il primo ministro britannico David Cameron, il presidente russo aveva dichiarato che forse sarebbe stato meglio fare marcia indietro su questa questione. Quello che sta accadendo è l’ennesima dimostrazione di come vengono trattati in Russia i dissidenti, come spesso ha denunciato la stessa Amnesty International (che ha pubblicato un appello per la liberazione delle Pussy Riot).

Non da sole tra l’altro. E’ di oggi la notizia che ieri sera sono stati arrestati due rapper del gruppo Makulatura per aver cantato nei giardini Bauman dei brani di protesta contro Putin. Alla fine loro se la sono cavata con 25 euro di multa (1000 rubli). Per le Pussy Riot la situazione è più complicata perché hanno denunciato il legame tra il partito sostenitore di Putin e la Chiesa russa. “L’idea ci è venuta quando abbiamo sentito il Patriarca chiedere ai fedeli di votare per Putin” ha spiegato Katya Samutsevich, una delle 3 arrestate (le altre 2 sono Nadia Tolokonnikova e Maria Alyokhina).

12 agosto 2012

Prodi condannato dalla Corte di Giustizia Europea, ma non si deve sapere!

Romano Prodi è stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea per azioni compiute quando era Presidente della Commissione e nessuno ne ha fatto cenno

di Marinella Tomasi
da http://dietrolequintee.wordpress.com/


Romano Prodi è stato condannato dalla Corte di Giustizia Europea per azioni compiute quando era Presidente della Commissione e nessuno dei media importanti nazionali, sia della carta stampata che soprattutto della TV, sempre pronti a guardare nel letto dei politici, ne ha fatto cenno?

Queste le motivazioni di condanna espresse dalla Corte a carico del Prof. Prodi:
1 – aver fornito al Parlamento Europeo notizie false e non documentate;
2 – aver emesso comunicati che mettevano in dubbio l’onorabilità di alti dirigenti che non si erano sottomessi alle sue imposizioni;
3 – aver tentato di ostacolare la giustizia. I fatti che hanno portato alla condanna risalgono al 2002-2003 e si riferiscono a una contorta vicenda relativa all’Eurostat, innescata dalla lettera di una funzionaria che si riteneva discriminata. L’inchiesta è iniziata per capire se tali irregolarità fossero state effettuate su iniziativa di dirigenti o addirittura dallo stesso responsabile della Commissione, Prodi.

È cominciato così il rimbalzo delle responsabilità, nonché la “fughe di notizie” – questo afferma la sentenza – depistate verso giornali amici. Proprio per la paura di rivangare anche questioni irrisolte del passato (gli scheletri nell’armadio: Iri, Nomisma), Prodi ha pensato bene, da far suo, di chiudere con un colpo di mano gli Istituti, ma, non avendo elementi per mandare a spasso un migliaio di persone li ha destituiti tutti dai loro incarichi, tenendoli a non fare nulla fino alla pensione!

In Italia questi si sarebbero trovati un secondo lavoro, e comunque tutti a ringraziare il benefattore che paga senza far fare niente; ma all’estero, qualcuno dal senso civico sviluppato e con un sano amor proprio, si sente discriminato e sottostimato… e si lamenta.

Col suo modo di fare credeva di passarla franca, padroncino anche all’estero, ma, fortunatamente, da quelle parti sanno bacchettare le mani come agli studentelli presi con le mani nella marmellata, anche se si tratta di Professoroni.