15 settembre 2012

Pakistan, 247 morti nel rogo in fabbrica: Dovevano salvare merce

Morti perché prima di mettersi al sicuro erano costretti a portare via la merce che stavano fabbricando. Sono agghiaccianti i dettagli della strage di Karachi di mercoledì scorso

da http://www.net1news.org

KARACHI - Dove in 247 hanno perso la vita. Nello stabilimento di 4 piani dove lavoravano appollaiati 600 operai pakistani si è scatenato l'inferno. In molti sono riusciti a salvarsi, ma pare che con altri la sorte sia stata più crudele. In molti sono stati costretti ad allontanarsi dalle vie di fuga se non provvisti di un capo di Jeans o maglieria. Lo stabilimento, come facilmente preventivabile, non era provvisto di norme di sicurezza adeguate. Ma ad accentuare la tragedia c'è stata l'avidità dei boss, che ora sono ricercati in tutto il Pakistan. Per loro l'accusa è concorso in strage. In Pakistan le norme di sicurezza sono molto elevate per gli standard asiatici.

Cambogia – La 'first lady' dei Khmer rossi verrà rilasciata e non più processata

Ieng Thirith, alias ‘Phea’, ministro degli Affari Sociali della Kampuchea Democratica guidata da Pol Pot, verrà rilasciata e non più processata. La donna, ormai ottantenne e molto probabilmente colpita dal morbo di Alzheimer potrebbe essere rilasciata nei prossimi giorni

Roberto Tofani - 13 settembre 2012
da http://www.linkiesta.it/node

Ieng Thirith, alias ‘Phea’, ministro degli Affari Sociali della Kampuchea Democratica guidata da Pol Pot, verrà rilasciata e non più processata dall’Extraordinary Chambers in the Court of Cambodia (ECCC), il tribunale istituto con il sostegno dell’ONU. La donna, ormai ottantenne e molto probabilmente colpita dal morbo di Alzheimer potrebbe essere rilasciata nei prossimi giorni. Sebbene gli esami dei medici che l'hanno in cura siano discordanti al riguardo, i giudici del tribunale ibrido chiamato a giudicare sui crimini commessi dai khmer rossi tra il 1975 e il 1979, hanno confermato l'impossibilità a procedere nei suoi confronti. Dopo la prima e unica condanna emessa nei confronti di Kaing Guek Eav, alias Duch, a 35 anni di reclusione per i crimini commessi durante la direzione del centro di detenzione S-21 – dove vennero detenute e torturate, per poi essere “eliminate” nei ‘killing fields‘, oltre 15mila persone – il tribunale aveva riaperto le porte nel giugno del 2011 per affrontare il Caso 002.

ATTENTATO DI BRINDISI: chi è STATO?


Apparentemente, in questo attentato anomalo non c'è movente, non c'è mandante, le prove sono “andate distrutte” a Roma lo scorso luglio presso il Balipedio delle Polizia, a causa di uno strano incendio. Solo l' esecutore materiale, “reo confesso” (che aveva una situazione finanziaria difficile) è in galera. L'attentato è andato in onda a due giorni dalle elezioni

di Gianni Lannes
da http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/

Se non fosse una tragedia sarebbe una cronaca marziana, pardon, quotidiana. Allora: iI primo ministro abusivo Monti incontra le studentesse della scuola Morvillo-Falcone, l'istituto dove si consumò la tentata strage del 19 maggio scorso. Un evento che causò la morte della giovane Melissa Bassi (16 anni) ed il ferimento di sei studentesse, tra cui Veronica Capodieci, rimasta ricoverata per diverse settimane in condizioni molto gravi a causa delle ferite riportate. Alcune di loro hanno guadagnato conseguenze fisiche permanenti, come in un caso la perdita quasi completa dell'udito. All'avvio dell'anno scolastico la nuova preside Rosanna Maci ha fatto allontanare le telecamere fuori dal cancello per un momento di riflessione nel cortile scolastico. Ai microfoni di Servizio Pubblico, Ennio Penna, trent’anni passati in carcere e padre di Ercole, ex capo clan proprio di Mesagne e oggi collaboratore di giustizia, ha spiegato subito che la Scu «non ammazza i bambini, lo dice uno della vecchia guardia, questo è un atto di terrorismo politico».


13 settembre 2012

Quando le mafie guadagnano con la crisi

La débâcle economica ha favorito il riciclaggio di denaro sporco proveniente dal traffico di droga, dal commercio di prodotti contraffatti e di armi. Un giudice afferma che, oltre ad arrestare, bisogna anche confiscare i beni ai narcotrafficanti

DI ELENA LLORENTE
– 9 SETTEMBRE 2012
PUBBLICATO IN: ARGENTINA

Non si tratta più di quello che dicono scrittori o giornalisti. Ora anche la Commissione Antimafia Europea riconosce che la crisi economica è stata un’ottima opportunità per la crescita della criminalità organizzata. La crisi ha favorito il riciclaggio di denaro sporco proveniente dal traffico di droga, dal commercio di prodotti contraffatti e di armi, e da molte altre fonti illegali. Con questi soldi le mafie hanno salvato alcune banche ed hanno comprato ciò che volevano, inclusi interi quartieri ed imprese.