30 dicembre 2013

M5s è mio: Grillo diffida un sito internet

Il comico fa scrivere dal suo avvocato ai gestori di Parlamento 5 stelle: alludete al mio marchio, non si può 

da http://www.globalist.it/

Le Cinque Stelle? Copyright di Beppe Grillo, che ha dato mandato al suo legale di scrivere una lettera al sito Parlamento 5 Stelle, nato essere un "forum per lo sviluppo e la presentazione delle proposte di legge ai Parlamentari M5S", per intimarli a non usare più nomi e segni che facciano riferimento al Movimento fondato dal comico genovese, unico titolare del marchio.


Faida in Canada: 'Ndrangheta contro Cosa Nostra, 65 morti in 4 anni

L'arresto di Vito Rizzuto
Dopo lo spostamento, pilotato dalle multinazionali statunitensi, del baricentro della droga dai cartelli colombiani a quelli messicani è scoppiata una guerra nel crimine italo-americano. Nella faida pare siano coinvolti membri della Siderno Group di Toronto: alcuni schierati con la Sesta famiglia di Cosa Nostra, operante a Montreal, altri con i palermitani del New Jersey affiliati ai Gambino 

da http://www.larivieraonline.com/

 «A Montreal comandiamo noi», avevano mandato a dire i Rizzuto ai Gambino dopo l'omicidio del calabrese Paul Violi nel 1978, anno dei mondiali in Argentina.


Fuck Weddings. Come si vende il matrimonio.

Le donne sognano il matrimonio in abito bianco, bouquet, velo, strascico e marito sornione all’altare. Questo è quello che dice lo stereotipo e a giudicare dalla proliferazione di programmi tv sul tema sembrerebbero in molti gli interessati a mantenerlo vivo, a venderlo come un sogno contemporaneo, senza tenere minimamente in conto l’effettivo calo delle unioni 

da http://comunicazionedigenere.wordpress.com

E’ un cortocircuito catto-fascio-capitalista. Il modello della famiglia etero che pensa a popolare il Paese e intanto compra e consuma per esserne all’altezza.


26 dicembre 2013

Cancellare i Cie è possibile

Ma è possibile abolirli, questi Cie, infine? Penso seriamente, ragionevolmente e persino pacatamente che sì, i Centri di identificazione e di espulsione possano essere aboliti

Luigi Manconi
da http://abuondiritto.it/

Svuotandoli delle loro motivazioni costitutive, mostrandone l'inadeguatezza e l'inefficienza, rivelandone la miseria. Ovvero argomentandone la totale insensatezza.

7 ottobre 2013

È morto il boss Gaetano Fidanzati. Patriarca dell’Arenella e re del narcotraffico

Non è morto a Palermo, ma a Milano che era diventata la sua seconda casa

da livesicilia.it

PALERMO – L’esecuzione della pena era stata sospesa. Già l’anno scorso i giudici lo avevano trasferito in un centro medico a Bologna dopo un violento ictus. Gaetano Fidanzati, 78 anni, lungo l’asse Milano -Palermo del resto ha costruito la sua carriera criminale e la sua fortuna illecita.

L'intelligence poco intelligente

I servizi segreti di mezzo mondo seguono preoccupati l’affare Telecom. Attraverso la rete italiana e la Sicilia passano i collegamenti per il Medio ed Estremo Oriente 

di Ennio Remondino

Capire qualcosa di spionaggio, andando oltre i film di James Bond, è privilegio di pochi. Conoscessi qualche spia vera, avrei davvero molto da chiederle. Ad esempio: non esiste una struttura, una “divisione” che si occupa di antiproliferazione e minacce finanziarie? L'acquisizione della rete telefonica fissa italiana da parte di azionisti stranieri non è una minaccia? A leggere in giro, così non sembrerebbe proprio.

Vajont, Tina Merlin una giornalista contro il potere

A cinquanta anni dalla tragedia del Vajont, 2000 morti. Un video racconta la giornalista che per due anni aveva scritto sui pericoli in corso. Inascoltata e denunciata

da globalist.it

9 ottobre 1963, la tragedia del Vajont. La forza della verità, il boato della coscienza: ecco Tina Merlin. La corrispondente da Belluno de l'Unità, fu la giornalista che da sola intraprese una battaglia contro il sistema di potere che faceva da cornice alla costruzione della diga del Vajont. Nel video, il ritratto di Massimiliano Melilli

11 settembre 2013

Campania: scoperti i rifiuti tossici che rendevano i bambini deformi

Una sostanza dalle proprietà estremamente nocive è stata rinvenuta nei terreni di Caivano lo scorso 18 Luglio. Le caratteristiche della sostanza sono state rese note in questi giorni dal Generale Sergio Costa e dagli uomini della forestale che hanno fatto accertamenti sul posto: si tratta di Cloruro di metilene

di Maria Melania Barone
da http://you-ng.it/

Gli imprenditori del Nord che sono venuti a interrare rifiuti tossici in Campania pagando il dazio alla Camorra adesso hanno sulla coscienza, oltre alle migliaia di morti, anche i bambini deformi.

Caso Attilio Manca, le ragioni dell’archiviazione

Il “Caso Manca” è stato chiuso perché “gli spunti investigativi prospettati” dai familiari di Attilio, “per quanto suggestivi”, non sono “meritevoli di accoglimento, apparendo sostanzialmente fondati su illazioni e congetture”

di Daniele Camilli
da http://www.ilcontestoquotidiano.it/

IOR: la grande Fuga di Capitali

Finanza: enormi movimenti, prosciugati i conti “italiani ” per un valore di 500 milioni

di Marco Lillo e Valeria Pacelli
6 settembre 2013
da Il Fatto Quotidiano

Eccola la fotografia di una delle più grandi fughe di capitali mai realizzate: quella dello IOR ricostruita nero su bianco dal Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza guidato dal generale Giuseppe Bottillo. Poco meno di mezzo miliardo di euro è sparito dalle banche con sede nel nostro paese in tre anni e nove mesi, dal 2009 al settembre del 2012, dai conti correnti dello IOR, l’Istituto per le opere di Religione.

23 agosto 2013

Fukushima, la perdita d’acqua è un incidente di grado 3 Ines. Radioattività anche nell’aria?

Un disastro al rallentatore, un disastro immenso e senza fine. A due anni e mezzo dal terremoto e dallo tsunami che causarono il meltdown dei reattori, dalla centrale nucleare giapponese di Fukushima continua ad uscire radioattività: certo nell’acqua, forse anche nell’aria

da http://blogeko.iljournal.it/

E a proposito dell’eventuale radioattività nell’amosfera, ribadisco: qualunque sia la verità, i Governi di mezzo mondo la conoscono anche se non parlano. Non è complottismo, è proprio così. A proposito delle perdite di acqua radioattiva, l’autorità nucleare giapponese si accinge ad innalzare il livello dell’incidente dal grado 1 al grado 3 della scala internazionale di gravità Ines che va da 0 a 7, un livello raggiunto solo dalla fusione del nocciolo avvenuta a Chernobyl e a Fukushima: ma non è chiaro (cosa mai è chiaro a Fukushima?) se questo incidente di grado 3 riguarda la perdita di acqua radioattiva proveniente da uno o più serbatoi di stoccaggio bucati oppure se riguarda l’acqua di falda che (peraltro da anni) finisce nell’oceano Pacifico dopo essere diventata radioattiva.


Che audience tv ha la guerra in Egitto?

Faccio il giornalista da più tempo di quanto mi piaccia ricordare, e qualcosa di guerre conosco. Le guerre sono macchine per bugie e i loro narratori diventano i necessari trombettieri

di Ennio Remondino
19 ago 2013

Salvo qualche eccezione che non muta la regola. Ho conosciuto guerre piccole, medie e di taglia extralarge. Guerre che non sono chiamate guerre e operazioni di pace che non c’entrano nulla con la pace. Qualche matto con tempo da perdere, ha tirato fuori dai serissimi compendi storici dell’università di Cambridge il numero delle guerre sul pianeta all'anno 2000: sarebbero 27.500 guerre da quando l’uomo ha cominciato a raccontarsi con la scrittura, 350 milioni di morti, 5 guerre e mezza e 65.000 morti l’anno. Poi, negli ultimi 100 anni, si va a crescere. Cento milioni di morti per fare cifra tonda.

“Mio figlio è morto per volontà del capo della mafia Provenzano”

Caso Manca - Indagini archiviate - Intervista alla madre del giovane urologo, morto a Viterbo nel 2004, che ribadisce la sua tesi e punta il dito sui giudici: "Non dormiranno tranquilli, questa non è una decisione seria"

di Stefania Moretti
da tusciaweb.eu

Il dolore brucia sempre nel suo cuore di madre, ma da ieri è più forte. Angela Manca ha saputo dai giornali dell’archiviazione delle indagini sulla morte di suo figlio Attilio. Al telefono parla senza lacrime e con la schiettezza di sempre.
Da madre coraggio che, per anni, ha suggerito agli inquirenti dove cercare la verità sulla morte di Attilio. Ma non hanno voluto ascoltarla. “So per certo che mio figlio è morto “per mano” di Bernardo Provenzano – dice -. Ne sono sicura.

22 agosto 2013

Don Stefano Giaquinto, un prete contro l’illegalita’

”Io continuo sulla mia strada, non mi fermano. Sono solo un prete, non un eroe. E le mie porte sono aperte a tutti, anche a loro. Ma questa terra deve cambiare, non solo terra di camorra, ma di don Peppe Diana e della tante vittime innocenti”

di Toni Mira
da liberainformazione.org

Così don Stefano Giaquinto, parroco di Santa Maria della Vittoria a Casagiove si rivolge agli autori dell’ennesima intimidazione. Nella notte di Ferragosto qualcuno ha ammassato rifiuti ingombranti e speciali accanto al centro “Il Nazareno” che si occupa di tossicodipendenti e di altre situazioni difficili.
Meno di due mesi fa lo stesso centro parrocchiale, fondato 15 anni fa dal giovane sacerdote, era stato danneggiato: distrutte le fioriere e il piccolo monumento ai “martiri per la pace” e imbrattata l’edicola della Madonna. Don Stefano, piccolo (ma solo di statura…) e combattivo sacerdote casertano alle minacce c’è abituato.

30 giugno 2013

Dicembre 1983, incontro di Giuseppe Fava con le scuole

"VIOLENZA E MAFIA, i giovani e la scuola contro"

Filmato da Enzo Mormina, Palazzolo Acreide, 20 dicembre 1983

Video inedito rieditato e proposto da Coordinamento Fava e Nomadica. A pochi giorni dalla morte Fava disegna un quadro preciso dell'organizzazione mafiosa e dei suoi uomini, dei guadagni e del potere. Dopo un breve escursus sulla condizione dei siciliani e della storia dell'isola, si pone dichiaratamente contro le nuove leggi sui pentiti, contro il lavoro che la magistratura (non) stava portando avanti, contro le banche, contro la procura di Catania. Un fiume in piena, un intervento di 30minuti che anticipa, ancora una volta, di 30anni la storia dell'Italia e della mafia nel mondo

28 giugno 2013

Miniere e scorie nucleari: silenzi e segreti di Stato

«Quello che succedeva nella miniera? Nessuno lo doveva sapere». Michele Martino più che del reduce ha l’aspetto del sopravvissuto. Lui alle ipotesi peggiori ci crede. Lo storico cappellano dei minatori, don Giovanni Messina, è invece più cauto. Ricorda, però, di quando gli operai gli parlavano «di cunicoli a cui veniva vietato l’accesso, perché lì avvenivano certi esperimenti» La verità è nascosta sotto tonnellate di detriti e milioni di metri cubi d’acqua. La miniera di Pasquasia, tra Enna e Caltanissetta, dopo la chiusura nel ’92 è stata volutamente "tombata", imbottita di terriccio e quasi del tutto allagata.

INCHIESTA MUOS - le carte segrete: "Io faccio Ponzio e tu Pilato"

Un prefetto, un diplomatico degli Stati Uniti d’America e una sfilza di generali e ammiragli. E un ministro della guerra e un viceministro degli esteri. Forse persino una talpa dell’Ambasciata Usa in un prestigioso istituto pubblico d’Italia. Tutti insieme appassionatamente per individuare una strategia che consenta alle forze armate statunitensi di aggirare lo stop ai lavori d’installazione del MUOS

18 giugno 2013

UE, Borsellino (s&d): “Dal parlamento un primo passo su lotta alla mafia ma cammino ancora lungo”

11.06.13 Borsellino a Strasburgo

La generazione “lavoro gratis per avere una vetrina”

Drogati di lavoro ma senza stipendio: i giovani delle professioni intellettuali di fronte al mercato Dopo il dubbio, ecco l’inganno: la favola della passione-per-il-lavoro a volte conduce a una falsa morale, quella per cui si può anche lavorare gratis. E ci si casca, oh se ci si casca

di Silvia Bencivelli*

RadioSapienza alla manifestazione a sostegno della famiglia Cucchi

ROMA. Servizio realizzato nell'ambito della manifestazione a sostegno della famiglia Cucchi organizzata a Torpignattara l'8 giugno 2013, in seguito alla sentenza di primo grado emessa dalla III Corte di Assise di Roma. Interviste ai partecipanti e contributo di Ilaria Cucchi
Servizio di Valentina Moro Montaggio di Simone Vairo Foto: © Yara Nardi

1 giugno 2013

Usava la bellezza fisica finché fu stuprata: incredibile Tg2 sulla Rame

Nel ritratto dell'attrice il Tg omette di dire che i violentatori erano fascisti. E racconta la vicenda in modo ambiguo, come se Franca si fosse cercata lo stupro

Desk
da globalist.it




29 maggio 2013

RadioMafiopoli 1a Puntata: "Chi dice che la mafia non esiste o è un imbecille o è colluso. Il resto non esiste"

Riprende RadioMafiopoli, la trasmissione che parla di mafia e di mafiosità. Ovvero di quelle cose di cui spesso l'Italia si dimentica. Ovvero che la mafia esiste al nord tanto quanto al sud. Una trasmissione ideata e condotta da Giulio Cavalli



Le puntate precedenti: label/radio%20mafiopoli

Trentanove anni dopo Piazza della Loggia. Una strage senza colpevoli

La strage di piazza della Loggia è per molti aspetti esemplare. Viene compiuta al centro di una città industriale e prospera in quegli anni come Brescia in risposta a una manifestazione indetta dai sindacati e dal comitato antifascista cittadino 

di Nicola Tranfaglia - 28 maggio 2013
da http://www.antimafiaduemila.com


Carceri, la vergogna d’Italia

Un anno di tempo per risolvere l’emergenza carceraria italiana e un risarcimento ai detenuti vittime del sovraffollamento. È la presa di posizione Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha rigettato il ricorso presentato dall’Italia e confermato la sentenza emessa l’ 8 gennaio scorso, diventata così definitiva

di Francesca Fiore
da http://www.eccemondo.it/


9 maggio 2013

Omaggio musicale a Peppino Impastato, ogni riferimento di allora alla situazione politica italiana e' decisamente attuale

Un omaggio a Peppino Impastato, a 35 anni dal suo assassinio. Campionamento di alcuni passi dalle trasmissioni originali di Radio Aut, la coraggiosa emittente che a Cinisi, Palermo fronteggiava e ridicolizzava la mafia

by Antonio Musco

Max Romeo - Chase the devil (RadioAUT msk.fm edit)
Peppino Impastato was a radio host and political activist who opposed the Mafia, which ordered his murder in May 9 1978. I've sampled some recording of his shows (from the late 70s) on Radio Aut 98.8fm Cinisi (Sicily) and edited on the classic Max Romeo Chase the Devil. What he said back then is still terribly current in the italian politics nowadays. Rest in Peace Peppino.

Un omaggio a Peppino Impastato, a 35 anni dal suo assassinio. Ho campionato alcuni passi dalle trasmissioni originali di Radio Aut, la coraggiosa emittente che a Cinisi, Palermo fronteggiava e ridicolizzava la mafia via etere. Ogni riferimento di allora alla situazione politica italiana e' decisamente attuale. La mafia e' una montagna di merda (cit.)
 

28 aprile 2013

Ritrovata vuota la valigietta del Gen. Dalla Chiesa


Il ritrovamento della valigietta è avvenuto dopo trentuno anni nei sotterranei del Palazzo di giustizia di Palermo, la borsa di pelle era di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il prefetto di Palermo assassinato dalla mafia il 3 settembre 1982 con la moglie a colpi di Kalashnikov

da http://www.giornalettismo.com/


Emanuela Orlandi. Fassoni Accetti, il flauto e Chi l’ha visto?

Caso Orlandi: intervista al nuovo “supertestimone” Marco Fassoni

di Pino Nicotri
da http://www.blitzquotidiano.it/


Il disastro di un territorio: storia dell’inceneritore dalle “uova d’oro” di Colleferro

Colleferro, provincia di Roma, comune di circa 25.000 abitanti a 50 km dalla capitale; nato nel 1912 come polo industriale specializzato nella produzione di esplosivi, cemento e prodotti chimici, acquista oggi il triste primato di una delle città più inquinate d’Italia al pari di realtà molto più estese come Taranto


Addio pizzo 2.0, lotta alla mafia in Sicilia a che punto siamo?

Lotta al pizzo in Sicilia, a che punto siamo? Pif torna nei luoghi della prima puntata del Testimone a intervistare commercianti, imprenditori, figli di vittime di mafia...

di Pif
da mtv.it

(video durata: 23:24)
http://ondemand.mtv.it/serie-tv/il-testimone/s05/il-testimone-s05e05-pif-addio-pizzo-2-0

19 aprile 2013

In My Place: Oxfam, Coldplay and you fight land grabs

Big land deals are putting people and their possessions out of place, forcing them from the place they call home.

To send a global message about this injustice, thousands of you, including actor Dominic Cooper, band Wolf Gang and singer-songwriter Ed Sheeran, sent Oxfam photos and videos of ordinary things out of place, echoing the displacement of land grabs. And Coldplay's music video director, Mat Whitecross, put them to an exclusive version of their song, In My Place. Oxfam now needs you to raise your voices in support of change.

Take action at http://oxf.am/inmyplacefilm

This acoustic version of In My Place is from a performance recorded at Absolute Radio's studios in One Golden Square in 2002. Courtesy of Absolute Radio.


11 aprile 2013

Un avvocato “Tra due fuochi”

Una sera di diciotto anni fa, a Catania, sette colpi di pistola uccidevano l’avvocato Serafino Famà. Un assassinio efferato ai danni di chi aveva l’unica colpa di aver svolto con dedizione e coerenza morale il suo lavoro 

di Federico Patacconi
da liberainformazione.org

Ieri a Roma, nella splendida sala “di Liegro” di Palazzo Valentini, Flavia Famà ha presentato il documentario “Tra due fuochi. Serafino Famà, storia di un avvocato” che tratta la storia del padre Serafino.

10 aprile 2013

Se hai vent'anni vattene dall'Italia

A un ragazzo che oggi compie 20 anni direi di andare via dall'Italia. Gli direi di prendere la borsa, il cellulare, due libri e un po' di musica e lasciare questo paese 

di Francesco Piccinini
da http://www.fanpage.it/

Se hai vent'anni vattene. Vattene perché se hai vissuto i tuoi primi 20 anni in questa nazione non hai visto niente dei cambiamenti del mondo. Sei rimasto indietro. Hai vissuto 20 anni di dibattito pubblico schiacciati sullo scontro pro o contro Berlusconi. Uno scontro fatto di puttane, “giudici comunisti” e Nesta/Balotelli.

Preti pedofili e tutto il resto

Al via la più grande inchiesta del mondo sugli abusi sessuali ai danni dei minori. Una commissione indagherà a 360°, a partire dai troppi scandali che hanno investito la Chiesa. Non solo le responsabilità ma anche le coperture, connivenze e complicità 

di LUCA KOCCI
da ilmanifesto.it

Quella che si è aperta ieri in Australia è la più grande inchiesta sugli abusi sessuali commessi ai danni dei minori mai avviata al mondo.

Di Sana’a e del cemento

La capitale dello Yemen, Sanà's, rischia di sgretolarsi e di non essere più patrimonio dell'umanità, come la dichiarò l'Unesco nel 1968, perché la cementificazione sta facendo i suoi danni anche lì

di Valentina Veneroso
da http://www.iljournal.it/

 “Ci rivolgiamo all’Unesco perché aiuti lo Yemen a salvarsi dalla sua distruzione, cominciata con la distruzione delle mura di Sana’a. Ci rivolgiamo all’Unesco perché aiuti lo Yemen ad avere coscienza della sua identità e del paese prezioso che esso è.

Cacciata Alba Dorata: “Non siete i bevenuti”

Gli abitanti di Potamia, piccolo centro nell’isola greca di Thassos, al grido di “non siete i benvenuti” hanno cacciato i membri del partito di estrema destra Alba Dorata, arrivati nel comune per distribuire gratuitamente alimenti e beni di prima necessità.

 da http://www.cronachediordinariorazzismo.org/

Secondo il quotidiano greco Vima, la protesta contro i militanti del movimento di estrema destra è stata condotta dal centro culturale cittadino, dalla locale squadra di calcio e da molti altri residenti.

Solidarietà di Sel al giornalista Rino Giacalone per gli attacchi dell'avvocato Galluffo

SEL Trapani, esprime solidarietà al giornalista Rino Giacalone

da marsala.it
di Massimo Candela

La Federazione di Trapani di Sinistra Ecologia e Libertà esprime la propria solidarietà a Rino Giacalone, giornalista che sta seguendo tutte le udienze del Processo Rostagno, permettendo a tutti noi di essere informati sull'andamento dello stesso, per le inaccettabili accuse mosse dall'Avv. Vito Galluffo che ha chiesto alla Corte di censurarlo, a causa di un resoconto processuale poco gradito alla difesa del boss.

1 aprile 2013

Anonymous Italia abbraccia Patrizia Moretti. Chiusi i siti del COISP

Proprio mentre le agenzie stampa rilanciavano i flash con le ultime farneticazioni di Franco Maccari – il segretario nazionale del COISP, ieri tra i protagonisti dell'orribile sit-in in solidarietà ai poliziotti che hanno assassinato Federico Aldrovandi – qualcuno ha pensato bene di chiudergli la bocca. 


da http://www.infoaut.org/

Infatti, a pochi minuti l'uno dall'altro, i siti del sindacatino di polizia ( http://www.coisp.it/ e http://www.coispnewsportale.it/ ) sono volati gambe all'aria sotto i colpi di un attacco DDOS. Gli autori? Sempre loro, gli hacker di Anonymous Italia.

I dieci saggi impresentabili di Napolitano. Volete la guerra civile?

La classe dirigente, la generazione, il sesso maschile che ha portato l’Italia al disastro dovrebbe salvarla?

da http://www.gennarocarotenuto.it/

Questa accozzaglia di partitocrazia e grand commis, tutti maschi, anziani, ricchissimi, sarebbe il meglio che questo paese può schierare per indicare cosa è urgente fare per il paese?

Stanno uccidendo il "Movimento 5 stelle" ma perchè?

Oramai diverse cose nella situazione politica italiana appaiono certe, inconfutabili; fin troppo facili da leggere. Alcune sono molto positive ed incoraggianti, altre risultano decisamente meno esaltanti


L'Editoriale di Germano Milite
da http://www.you-ng.it/

Il genocidio in Guatemala sotto processo

Dopo trent’anni, l’ex-dittatore del Guatemala Efraìn Rios Montt, verrà finalmente giudicato in tribunale

di valentina veneroso
da http://www.iljournal.it/

Il paese centroamericano sarà dunque costretto a trovarsi faccia a faccia con gli orrori del passato, per affrontare un processo imperniato sul conflitto in cui morirono 200.000 persone. Rios Montt, in particolare, dovrà rispondere della morte di quasi duemila indigeni, da parte delle Kaibiles, le forze speciali antiguerriglia.


31 marzo 2013

Muore in un incidente un altro membro del Team che uccise Bin Laden

Il fatto è accaduto in Arizona durante un lancio d'esercitazione con il paracadute. Un altro soldato è ricoverato in condizioni stabili

da http://www.fanpage.it/

Un membro del “Team 6″ dei Navy Seals, l'unità della Marina americana che la notte del primo maggio 2011 compì l'assalto al compound di Abbottabad, in Pakistan, che portò all'uccisione di Osama Bin Laden, è morto in un incidente durante un lancio d'esercitazione con il paracadute.


24 marzo 2013

Dossier: A 10 anni dall'Iraq

"Chi ha deciso di scatenare la guerra ne risponderà davanti a Dio e alla storia". Joaquin Navarro Valls (Città del Vaticano, 20 marzo 2003) 


Quando Travaglio ha poca memoria, parla

Marco Travaglio è un "ottimo" giornalista su alcune cose, ma sui fatti di mafia ha sempre avuto qualche piccolo problema di memoria. Non è una colpa, in Italia tutti hanno una labile capacità di ricordare i fatti, non è certo l'unico

da http://you-ng.it/

Il testimone di mafia denuncia: killer protetti, noi abbandonati

Si chiama Giuseppe Carini ed è un testimone di mafia. Ha permesso l'arresto dei killer di don Pino Puglisi. È stato per 18 anni sotto protezione 

da Globalist.it


La sua testimonianza ha permesso di dare un nome e fare arrestare i killer di don Pino Puglisi, il parroco del quartiere palermitano di Brancaccio ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993.

Vatileaks: le carte segrete del Vaticano

Molte volte una colpa o un crimine commesso, riescono a essere trasformarti in un danno subìto, oscurando così le proprie responsabilità e creando un capro espiatorio. Paolo Gabriele ha avuto il coraggio di rivelare al giornalista Gianluigi Nuzzi molti documenti riservati e segreti sul Vaticano. 

da agoravox.it





10 marzo 2013

L’informazione si può fare quando ci si occupa della “casta”?

Benvenuto in politica, caro Beppe Grillo. Quando uno diventa un personaggio pubblico, specie se il più noto, deve dare per scontato che della sua vita tutto, ma proprio tutto, verrà analizzato e raccontato. E le domande che solleva l’inchiesta dell’Espresso restano tutte in campo

http://www.giuliocavalli.net/
di Giulio Cavalli



Scrivevo proprio qui qualche giorno fa delle normalizzazioni e delle strumentalizzazioni che Beppe Grillo (con la solita intelligenza utile) scrive per difendersi. Dicevo, appunto: E’ la politica, bellezza. Stavate arrivando e ora siete arrivati. Stefano Feltri riprende il tema (partendo proprio da qui) e lo sviluppa in modo interessante. Vale la pena leggerlo: Benvenuto in politica, caro Beppe Grillo. Quando uno diventa un personaggio pubblico, specie se il più noto, deve dare per scontato che della sua vita tutto, ma proprio tutto, verrà analizzato e raccontato. Sono le regole base dell’informazione e del giornalismo – quello più sano – che trova notizie e le racconta, lasciando poi al lettore il compito di farsi un’opinione. Funziona così, anche se chi magari vive soltanto sui blog, immune da ogni input sgradito, non se lo ricorda più. L’Espresso, ormai lo saprete, ha rivelato che l’autista-factotum di Grillo, Walter Vezzoli, ha aperto diverse società in Costa Rica per costruire un fantomatico restort eco sostenibile mai realizzato, in compagnia della cognata di Grillo (all’epoca compagna di Vezzoli) e di un imprenditore accusato – e assolto – per traffico internazionale di droga. L’inchiesta de L’Espresso, firmata da Vittorio Malagutti, Nello Trocchia e Andrea Palladino (il primo fino a poco tempo fa cronista finanziario di punta del Fatto Quotidiano, gli altri due collaboratori sia del Fatto che dell’Espresso) è, appunto, un’inchiesta.


Come ci vogliono fregare per altri vent'anni

C'è sempre stato qualcosa di Matteo Renzi che non mi ha mai convinto fino in fondo. Non si tratta del fatto che non lo infastidisse trattare i temi della politica nei luoghi del bunga-bunga piuttosto che nelle apposite sedi istituzionali, ma di qualcosa di più profondo, di più subliminale

da http://www.byoblu.com/



"Cambiare tutto perché non cambi niente" non è solo un modo di dire. E' una strategia di successo che non si è certo inventata Gelli, ma che ha ben formalizzato nell'ormai tristemente noto "Piano di Rinascita Democratica", balzato all'onore delle cronache ormai 30 anni fa e perlopiù realizzato nel silenzio generale dell'opinione pubblica, la quale si comporta come quella moglie che trova un capello biondo nel letto del marito (essendo lei mora) e lo lascia cadere indifferentemente al suolo perché scompaia nel sacchetto dell'aspirapolvere, insieme a una consapevolezza che le farebbe più male che bene. "La verità ti fa male lo so", diceva Caterina Caselli. Anche la libertà sa fare molto male. C'è sempre stato qualcosa di Matteo Renzi che non mi ha mai convinto fino in fondo. Non si tratta del fatto che non lo infastidisse trattare i temi della politica nei luoghi del bunga-bunga piuttosto che nelle apposite sedi istituzionali (che è una questione di trasparenza, un po' come se un impiegato ricevesse i fornitori a casa sua), ma di qualcosa di più profondo, di più subliminale.

Corleone ricorda Placido Rizzotto “Eroe di coraggio e generosità”

Ucciso dalla mafia il 10 marzo 1948

 di Veronica Femminino
da http://www.blogsicilia.it/



Gli anni di reticenze e depistaggi non hanno avuto il sopravvento, e a 65 anni dalla sua morte Corleone e i siciliani non lo hanno dimenticato. Il 10 marzo del 1948, veniva rapito e brutalmente assassinato dalla mafia Placido Rizzotto, il partigiano e sindacalista della Cgil, una delle prime voci libere in una Terra da secoli oppressa dal malaffare. Erano tempi in cui di mafia non si parlava, nemmeno la si nominava. Chi lo faceva, la assimilava ad una indefinita ‘rispettabilità’ che impone il silenzio e avvelena le coscienze. Il corpo di Placido, buttato in una foiba di Rocca Busambra, venne recuperato solo nel 2009. Tre anni dopo, a seguito di accurate indagini, l’identificazione dei resti. Il 24 maggio del 2012, a Corleone si sono tenuti i funerali di Stato di uno dei più coraggiosi e appassionati figli della difficile Terra di Sicilia. Nel piccolo paese, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, si sono date appuntamento migliai di persone. Anche oggi, Corleone ricorda Placido Rizzotto con una serie di appuntamenti promossi dall’assessorato alle Risorse agricole e alimentari, in collaborazione con l’I.I.S.S. 

Le stragi, le trattative e la Falange Armata

Nel decreto di rinvio a giudizio del gup Piergiorgio Morosini nel procedimento sulla trattativa Stato-mafia la presenza della Falange Armata si fa sempre più tangibile 

di Lorenzo Baldo
9 marzo 2013
da http://www.antimafiaduemila.com/



“Dall’esame delle fonti indicate si ricavano elementi a sostegno di una ipotesi di esistenza di un progetto eversivo dell’ordine costituzionale, da perseguire attraverso una serie di attentati aventi per obiettivo vittime innocenti e alte cariche dello Stato, rivendicati dalla Falange Armata e compiuti con l’utilizzo di materiale bellico proveniente dai paesi dell’est dell’Europa”. Nel decreto di rinvio a giudizio del gup Piergiorgio Morosini nel procedimento sulla trattativa Stato-mafia la presenza della Falange Armata si fa sempre più tangibile. “Nel perseguimento di questo progetto Cosa Nostra sarebbe alleata con consorterie di ‘diversa estrazione’, non solo di matrice mafiosa (in particolare sul versante catanese, calabrese e messinese). E nelle intese per dare forma a tale progetto sarebbero coinvolti ‘uomini cerniera’ tra crimine organizzato, eversione nera, ambienti deviati dei servizi di sicurezza e della massoneria, quali ad esempio Ciancimino Vito”. Il riferimento è alle dichiarazioni di Massimo Ciancimino sul coinvolgimento del padre nelle vicende di Gladio, Ustica e del caso Moro.  

9 febbraio 2013

Muos: una Sicilia condannata dal Pentagono. Riuscirà il governo a fermarlo?

di Roberta Barone
da  http://www.ilfarosulmondo.it



Se i problemi morali passano in secondo piano quando c’è da vincere una guerra, allora questo è proprio il caso delle grandi potenze mondiali che, mascherando interessi bellici con principi intrisi di falsa democrazia, lavorano secondo una strategia abile ad insinuarsi nelle burocrazie degli altri Stati. 

Dando voce diretta alla storia, grande esempio potrebbe essere quello del compromesso con la mafia siciliana da parte della potenza americana per riuscire a varcare nel 1943, indisturbati, i confini di un’isola troppe volte colonizzata e privata delle sue bellezze: la Sicilia. Nei discorsi dei giovani siciliani all’estero emerge una triste consapevolezza di essere tacciati per “mafiosi” nonostante siano lì per studiare, rimboccarsi le maniche e dimostrare una distanza ciclopica dalla mentalità di chi ha contribuito a ridurre il proprio paese in una terra da “corrompere”. Continua a leggere

E la figlia del boss canta anche da Vespa

Vania Ferrara è stata ospite anche di Bruno Vespa nel corso di una puntata di Porta a Porta. E' la figlia di Domenico Ferrara, boss di Villaricca arrestato oggi 


da http://www.fanpage.it/
del 7/2/2013

Vania Ferrara, la figlia del boss di Villaricca Domenico Ferrara, era stata ospite anche di Bruno Vespa che le aveva riservato spazio per una canzone durante il suo Porta a Porta. E’ il 9 ottobre 2012, il logo della trasmissione esposto come un ambito trofeo dal fan club della giovane artista. Lo stesso fan club che risulta essere attualmente indagato, per una sua apertura poco chiara all’interno della sala consiliare del Comune di Villaricca. Oggi emerge anche il curioso retroscena di un padre che, per sua figlia, aveva fatto recapitare oltre 320 telefonini cellulare a tutta la cittadinanza, per far televotare sua figlia durante il programma Ti Lascio Una Canzone. Vania, alla fine, arriverà seconda. E con questo siamo al secondo caso “plateale”, dopo quello della figlia di Gaetano Marino, boss scissionista freddato a Terracina, che vede collegate la realtà della criminalità organizzata con il servizio pubblico. Sarebbe interessante ricevere delle risposte, se non dallo stesso Bruno Vespa, almeno dai dirigenti Rai.

L’inchiesta sui conti di Casaleggio e Grillo spopola nel web ma la stampa tace

Chi è Gianroberto Casaleggio lo sapevamo già, il legame psico-politico che lo lega a Beppe Grillo anche. Forse però in pochissimi si sono messi a splulciare i bilanci delle sue società, da Webegg fino alla Casaleggio e associati 

da http://www.formiche.net/



Antonio Amorosi, giornalista e scrittore, nella sua inchiesta pubblicata su Affari italiani, il quotidiano on-line fondato e diretto da Angelo Maria Perrino, non si è limitato a questo seppur impegnativo compito, rivelando particolari poco noti. Ma cosa c’è da sapere? Di cosa dobbiamo renderci conto? Amorosi ha scelto di incontrare alcuni ex collaboratori di Casaleggio e rivelare qualcosa di cui essi sono a conoscenza consultando poi in parallelo centinaia di documenti. I dati riscontrati sono stati sottoposti ad una ulteriore analisi giungendo ad identificare delle costanti. Quali? “Le aziende del guru hanno sempre gli stessi problemi, spese sproporzionate per il personale e le materie prime, in percentuale così alta da determinare un buco di bilancio. 

Il linciaggio di Chiara e gli squadristi per Giulia Ichino


Che cafona Chiara Di Domenico (foto), la precaria accusata di aver fatto nomi e cognomi sul fatto che l’erede di Pietro Ichino Giulia si sia piazzata in Mondadori in un’età nella quale i suoi coetanei son troppo giovani anche per spillare birra in un pub. Che cafona Chiara a ricordare che, dal tempo dei Borgia, il nepotismo è uno dei mali endemici dell’Italia

di Gennaro Carotenuto
da  http://www.gennarocarotenuto.it


Non sa Chiara che cattolicamente si dice il peccato ma non il peccatore e che se i pochi posti nel collegio universitario sono occupati (per reddito) dal figlio dell’avvocato tale e dalla figlia del farmacista talaltro la miglior virtù della (benestante, in proporzione fiscale) figlia dell’operaio è la cristiana rassegnazione. Poi si sa che in genere i figli di papà hanno una marcia in più, soprattutto quelli di papà colto e (vagamente) progre. In positivo: hanno trovato libri in casa, hanno viaggiato, hanno visitato mostre, si sono confrontati ancora bambini e adolescenti con cospicui amici di famiglia, hanno ricevuto gratis lezioni che ai loro coetanei costano anni e che contribuiscono in maniera esiziale a mantenere il cartello “guasto” appeso da decenni sull’ascensore sociale italiano. In negativo: sono parte delle élite di un paese culturalmente limitato, ne sanguisugano tutti i benefici come i figli della più becera destra e non sono disposti a mollare l’osso perpetuando da classe dirigente quale sono il sistema castale vigente.