28 aprile 2013

Ritrovata vuota la valigietta del Gen. Dalla Chiesa


Il ritrovamento della valigietta è avvenuto dopo trentuno anni nei sotterranei del Palazzo di giustizia di Palermo, la borsa di pelle era di Carlo Alberto Dalla Chiesa, il prefetto di Palermo assassinato dalla mafia il 3 settembre 1982 con la moglie a colpi di Kalashnikov

da http://www.giornalettismo.com/




"Il ritrovamento della borsa vuota prova che mio padre aveva scoperto qualcosa in Sicilia. E qualcuno non voleva che le sue scoperte venissero fuori dopo la sua morte". Lo dice a Repubblica Nando dalla Chiesa, il figlio del generale prefetto ucciso trentuno anni fa a Palermo. Quella ritrovata, spiega, era la borsa che suo padre teneva sempre con se’: ‘Sempre piena di carte, carte su indagini che non aveva mai interrotto neanche quando era prefetto di Palermo’.

IL GENERALE DALLA CHIESA - ‘Forse – aggiunge -, un carabiniere si e’ voluto togliere uno scrupolo di coscienza prima di morire. E ha scritto un anonimo ai magistrati di Palermo, ricordando quella borsa di cui tutti si erano dimenticati. Ci dica tutta la verita’, quel carabiniere. E se qualcun altro sa, parli’. ‘Noi familiari siamo stati sempre catturati dalla vicenda della cassaforte svuotata nella camera da letto di Villa Pajno – prosegue – Un altro mistero mai spiegato nei processi. In realta’, c’eravamo chiesti che fine avesse fatto la borsa. Ma nessuno ci parlo’ mai del suo ritrovamento nell’auto’.

Questa, sottolinea, e’ una ‘scoperta decisiva. Finalmente, abbiamo la conferma che il generale aveva delle attivita’ investigative in corso’. ‘Il ritrovamento della borsa allarga il quadro delle responsabilita’ del delitto – sottolinea – Chiarisce una volta e per tutte che quello non e’ stato solo un omicidio di mafia. Perche’ non potevano certo essere i mafiosi a svuotare la cassaforte a Villa Pajno. E neanche a sfilare le carte dalla borsa’. (ANSA).

1 commento:

  1. Il Generale di Corpo d'Armata dei Carabinieri, Carlo Alberto Dalla Chiesa, accettò di divenire Prefetto di Palermo di concerto con il Consiglio dei Ministri presieduto dal Presidente del Consiglio Spadolini,perchè si assumesse tutte le responsabilità su un fenomeno - quello mafioso -, che stava estendendosi a macchia d'olio, soprattutto, nella città - capoluogo a causa del propagarsi della seconda guerra di mafia dovuta ai molteplici interessi, che gravitavano intorno al traffico internazionale di droga, ed alla volontà dei Corleonesi di appropriarsi del Potere finora riconosciuto al Principe di Villagrazia, boss Stefano Bontade.
    Cosa si potrebbe pensare dell'arduo compito affidato al Generale Dalla Chiesa, che ben sapeva dei pericoli e delle inimicizie che avrebbe coltivato in seno alla città palermitana: dai politici, agli imprenditori collusi con la mafia. Quale prospetto gli era stato delineato dal Ministro dell’Interno, On. Virginio Rognoni?. Di occuparsi solo della Provincia di Palermo, oppure di estendere la visione globale del fenomeno mafia in altre città dell’isola e di altre dislocate in Regioni con la medesima problematica?. A cosa sarebbero serviti, dunque, i Poteri speciali che il Prefetto Dalla Chiesa aveva richiesto al Ministro dell’Interno con l’ estensione del coordinamento dei Prefetti se non attribuitegli, affinchè maturasse una serissima lotta alle mafie?.
    In quella cartelletta di colore marrone, infatti, il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva custodito documenti riservatissimi, che nei primi 100 giorni aveva stilato inserendo conclusioni sui rapporti dei Cavalieri di Catania introducendo la collusione imprenditoria – appalti – mafia. Nonché visualizzando, in tempo reale, accertamenti richiesti al Ministro delle Finanze, On. Rino Formica, da delegare al Comandante generale della Guardia di Finanza su circa duemila imprese in odor di mafia, e su oltre tremila mafiosi.
    Manine, manone misteriose che sono al di sopra di ogni sospetto, e che la professionalità del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, Prefetto di Palermo, le indussero a far sparire documenti talmente scottanti, ed ancora oggi tangibili, pur di rendere visibile i nomi ed i fatti, che preparati in soli tre mesi li collegavano alla mafia siciliana…
    Grazie!...



    RispondiElimina