9 febbraio 2013

Muos: una Sicilia condannata dal Pentagono. Riuscirà il governo a fermarlo?

di Roberta Barone
da  http://www.ilfarosulmondo.it



Se i problemi morali passano in secondo piano quando c’è da vincere una guerra, allora questo è proprio il caso delle grandi potenze mondiali che, mascherando interessi bellici con principi intrisi di falsa democrazia, lavorano secondo una strategia abile ad insinuarsi nelle burocrazie degli altri Stati. 

Dando voce diretta alla storia, grande esempio potrebbe essere quello del compromesso con la mafia siciliana da parte della potenza americana per riuscire a varcare nel 1943, indisturbati, i confini di un’isola troppe volte colonizzata e privata delle sue bellezze: la Sicilia. Nei discorsi dei giovani siciliani all’estero emerge una triste consapevolezza di essere tacciati per “mafiosi” nonostante siano lì per studiare, rimboccarsi le maniche e dimostrare una distanza ciclopica dalla mentalità di chi ha contribuito a ridurre il proprio paese in una terra da “corrompere”. Continua a leggere

E la figlia del boss canta anche da Vespa

Vania Ferrara è stata ospite anche di Bruno Vespa nel corso di una puntata di Porta a Porta. E' la figlia di Domenico Ferrara, boss di Villaricca arrestato oggi 


da http://www.fanpage.it/
del 7/2/2013

Vania Ferrara, la figlia del boss di Villaricca Domenico Ferrara, era stata ospite anche di Bruno Vespa che le aveva riservato spazio per una canzone durante il suo Porta a Porta. E’ il 9 ottobre 2012, il logo della trasmissione esposto come un ambito trofeo dal fan club della giovane artista. Lo stesso fan club che risulta essere attualmente indagato, per una sua apertura poco chiara all’interno della sala consiliare del Comune di Villaricca. Oggi emerge anche il curioso retroscena di un padre che, per sua figlia, aveva fatto recapitare oltre 320 telefonini cellulare a tutta la cittadinanza, per far televotare sua figlia durante il programma Ti Lascio Una Canzone. Vania, alla fine, arriverà seconda. E con questo siamo al secondo caso “plateale”, dopo quello della figlia di Gaetano Marino, boss scissionista freddato a Terracina, che vede collegate la realtà della criminalità organizzata con il servizio pubblico. Sarebbe interessante ricevere delle risposte, se non dallo stesso Bruno Vespa, almeno dai dirigenti Rai.

L’inchiesta sui conti di Casaleggio e Grillo spopola nel web ma la stampa tace

Chi è Gianroberto Casaleggio lo sapevamo già, il legame psico-politico che lo lega a Beppe Grillo anche. Forse però in pochissimi si sono messi a splulciare i bilanci delle sue società, da Webegg fino alla Casaleggio e associati 

da http://www.formiche.net/



Antonio Amorosi, giornalista e scrittore, nella sua inchiesta pubblicata su Affari italiani, il quotidiano on-line fondato e diretto da Angelo Maria Perrino, non si è limitato a questo seppur impegnativo compito, rivelando particolari poco noti. Ma cosa c’è da sapere? Di cosa dobbiamo renderci conto? Amorosi ha scelto di incontrare alcuni ex collaboratori di Casaleggio e rivelare qualcosa di cui essi sono a conoscenza consultando poi in parallelo centinaia di documenti. I dati riscontrati sono stati sottoposti ad una ulteriore analisi giungendo ad identificare delle costanti. Quali? “Le aziende del guru hanno sempre gli stessi problemi, spese sproporzionate per il personale e le materie prime, in percentuale così alta da determinare un buco di bilancio. 

Il linciaggio di Chiara e gli squadristi per Giulia Ichino


Che cafona Chiara Di Domenico (foto), la precaria accusata di aver fatto nomi e cognomi sul fatto che l’erede di Pietro Ichino Giulia si sia piazzata in Mondadori in un’età nella quale i suoi coetanei son troppo giovani anche per spillare birra in un pub. Che cafona Chiara a ricordare che, dal tempo dei Borgia, il nepotismo è uno dei mali endemici dell’Italia

di Gennaro Carotenuto
da  http://www.gennarocarotenuto.it


Non sa Chiara che cattolicamente si dice il peccato ma non il peccatore e che se i pochi posti nel collegio universitario sono occupati (per reddito) dal figlio dell’avvocato tale e dalla figlia del farmacista talaltro la miglior virtù della (benestante, in proporzione fiscale) figlia dell’operaio è la cristiana rassegnazione. Poi si sa che in genere i figli di papà hanno una marcia in più, soprattutto quelli di papà colto e (vagamente) progre. In positivo: hanno trovato libri in casa, hanno viaggiato, hanno visitato mostre, si sono confrontati ancora bambini e adolescenti con cospicui amici di famiglia, hanno ricevuto gratis lezioni che ai loro coetanei costano anni e che contribuiscono in maniera esiziale a mantenere il cartello “guasto” appeso da decenni sull’ascensore sociale italiano. In negativo: sono parte delle élite di un paese culturalmente limitato, ne sanguisugano tutti i benefici come i figli della più becera destra e non sono disposti a mollare l’osso perpetuando da classe dirigente quale sono il sistema castale vigente.