23 agosto 2013

Fukushima, la perdita d’acqua è un incidente di grado 3 Ines. Radioattività anche nell’aria?

Un disastro al rallentatore, un disastro immenso e senza fine. A due anni e mezzo dal terremoto e dallo tsunami che causarono il meltdown dei reattori, dalla centrale nucleare giapponese di Fukushima continua ad uscire radioattività: certo nell’acqua, forse anche nell’aria

da http://blogeko.iljournal.it/

E a proposito dell’eventuale radioattività nell’amosfera, ribadisco: qualunque sia la verità, i Governi di mezzo mondo la conoscono anche se non parlano. Non è complottismo, è proprio così. A proposito delle perdite di acqua radioattiva, l’autorità nucleare giapponese si accinge ad innalzare il livello dell’incidente dal grado 1 al grado 3 della scala internazionale di gravità Ines che va da 0 a 7, un livello raggiunto solo dalla fusione del nocciolo avvenuta a Chernobyl e a Fukushima: ma non è chiaro (cosa mai è chiaro a Fukushima?) se questo incidente di grado 3 riguarda la perdita di acqua radioattiva proveniente da uno o più serbatoi di stoccaggio bucati oppure se riguarda l’acqua di falda che (peraltro da anni) finisce nell’oceano Pacifico dopo essere diventata radioattiva.


Che audience tv ha la guerra in Egitto?

Faccio il giornalista da più tempo di quanto mi piaccia ricordare, e qualcosa di guerre conosco. Le guerre sono macchine per bugie e i loro narratori diventano i necessari trombettieri

di Ennio Remondino
19 ago 2013

Salvo qualche eccezione che non muta la regola. Ho conosciuto guerre piccole, medie e di taglia extralarge. Guerre che non sono chiamate guerre e operazioni di pace che non c’entrano nulla con la pace. Qualche matto con tempo da perdere, ha tirato fuori dai serissimi compendi storici dell’università di Cambridge il numero delle guerre sul pianeta all'anno 2000: sarebbero 27.500 guerre da quando l’uomo ha cominciato a raccontarsi con la scrittura, 350 milioni di morti, 5 guerre e mezza e 65.000 morti l’anno. Poi, negli ultimi 100 anni, si va a crescere. Cento milioni di morti per fare cifra tonda.

“Mio figlio è morto per volontà del capo della mafia Provenzano”

Caso Manca - Indagini archiviate - Intervista alla madre del giovane urologo, morto a Viterbo nel 2004, che ribadisce la sua tesi e punta il dito sui giudici: "Non dormiranno tranquilli, questa non è una decisione seria"

di Stefania Moretti
da tusciaweb.eu

Il dolore brucia sempre nel suo cuore di madre, ma da ieri è più forte. Angela Manca ha saputo dai giornali dell’archiviazione delle indagini sulla morte di suo figlio Attilio. Al telefono parla senza lacrime e con la schiettezza di sempre.
Da madre coraggio che, per anni, ha suggerito agli inquirenti dove cercare la verità sulla morte di Attilio. Ma non hanno voluto ascoltarla. “So per certo che mio figlio è morto “per mano” di Bernardo Provenzano – dice -. Ne sono sicura.

22 agosto 2013

Don Stefano Giaquinto, un prete contro l’illegalita’

”Io continuo sulla mia strada, non mi fermano. Sono solo un prete, non un eroe. E le mie porte sono aperte a tutti, anche a loro. Ma questa terra deve cambiare, non solo terra di camorra, ma di don Peppe Diana e della tante vittime innocenti”

di Toni Mira
da liberainformazione.org

Così don Stefano Giaquinto, parroco di Santa Maria della Vittoria a Casagiove si rivolge agli autori dell’ennesima intimidazione. Nella notte di Ferragosto qualcuno ha ammassato rifiuti ingombranti e speciali accanto al centro “Il Nazareno” che si occupa di tossicodipendenti e di altre situazioni difficili.
Meno di due mesi fa lo stesso centro parrocchiale, fondato 15 anni fa dal giovane sacerdote, era stato danneggiato: distrutte le fioriere e il piccolo monumento ai “martiri per la pace” e imbrattata l’edicola della Madonna. Don Stefano, piccolo (ma solo di statura…) e combattivo sacerdote casertano alle minacce c’è abituato.